Carlo Verdelli: "Giletti, Porro e Giannini non furono cacciati dalla Rai. Su Vespa smentisco Freccero"

Carlo Verdelli nega a Piazzapulita l'epurazione di Giletti, Porro e Giannini dalla Rai: "Pronto a sostenere un confronto con chiunque". Su Vespa: "Smentisco Freccero"

Nessuna epurazione, nessun editto. “Massimo Giannini, Massimo Giletti e Nicola Porro non furono mandati via dalla Rai”. Lo sostiene Carlo Verdelli, che sotto il governo Renzi fu coordinatore dell’offerta informativa di Viale Mazzini.

Un mandato durato un anno, che coprì comunque per intero una caldissima stagione sul fronte politico, dominata dalle elezioni amministrative e ben due referendum, uno sulle trivelle e l’altro sulla riforma costituzionale.

In quella stagione non prendemmo una multa dall’Agcom”, afferma Verdelli a Piazzapulita. “Le pressioni in Rai ci sono certamente, ma è lo stesso problema che c’è  nei giornali”.

Il neo direttore di Repubblica affronta quindi le questioni relative agli ex conduttori di Ballarò, L’Arena e Virus:

“Penso che Giannini sia un ottimo conduttore televisivo, che Giletti stia facendo bene a La7 e che Porro stia facendo bene a Canale5. Nessuno venne cacciato, sono pronto a sostenere un confronto con chiunque su questo”.

Con Formigli, Verdelli affronta pure le continua frecciate rivolte da Matteo Salvini a Fabio Fazio. Dall’inizio della legislatura sarebbero state circa una trentina. “Sono fuori da qualsiasi regola di ragionevolezza – ribatte il giornalista – Salvini è vicepremier, fossi in lui mi guarderei bene non a farne trenta, ma a farne solo una”.

Non può mancare un riferimento a Bruno Vespa, complice il recente show di Carlo Freccero in commissione di Vigilanza, dove ha contestato lo strapotere aziendale di cui godrebbe il conduttore di Porta a Porta.

“Non so cosa sia successo dopo la mia uscita, ma mi spiace dover smentire Freccero. Vespa è certamente influente, è sulla rete ammiraglia. Su Raiuno si concentra il destino di una stagione, Vespa ha tre serate, è molto influente, ma non mi sembrava che influenzasse la Rai”.

L’ultima critica riguarda la regola del tetto agli stipendi, definita “demagogica” da Verdelli:

“La legge prevede che il tetto vale per le aziende che non lavorano in regime di concorrenza. Mediaset, La7 e Sky fanno concorrenza alla Rai”.
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