Giovanni Minoli: "Fazio? Contratto eccessivo, che ci sia o non ci sia non cambia il mondo"

Le parole di Giovanni Minoli da Libero.

Non è proprio il periodo più sereno di sempre per Fazio Fazio, che è ancora sotto attacco. Nonostante Matteo Salvini a Non è L'Arena assicuri che il conduttore di Che tempo che fa sia l'ultimo dei suoi pensieri e mentre Matteo Renzi gli chiede - tra il serio e il faceto - se qualcuno gli avesse già detto "stai sereno", ecco un altro attacco. Che arriva da un big della televisione italiana. Giovanni Minoli dalle colonne di Libero ha dichiarato:

"E' stato sbagliato spostarlo, stava bene dove stava. Lo trovo acqua fresca, che ci soa o non ci sia non mi pare che cambi il mondo. Non vedo una 'questione Fazio', piuttosto una 'questione contratto di Fazio': mi pare eccessivo. Ma sta sul mercato, lui fa il prezzo che crede e poi bisogna vedere se viene accettato".

Già in passato l'ex conduttore di Mixer e de La Storia Siamo Noi non aveva riservato parole dolci per Fazio: "Se mi piacciono le sue interviste? Non ho mai sentito una sua intervista, le sue non sono interviste ma amabili chiacchierate, che è un po' diverso: qualche domanda bisogna farla", aveva detto.

Intanto Minoli è impegnato con Green leader - Le aziende e il pianeta, il programma dedicato ai dirigenti di importanti imprese italiane che si occupano di eco-sostenibilità, in onda ogni lunedì alle 20.40 su National Geografic. Conta di riaprire il discorso con Faccia a Faccia su La 7 dal prossimo anno ("Negli ultimi tempi non sono stato molto bene e ho preferito fare una stagione più leggera"), mentre sogna di tornare alla radio. Intanto, dice la sua sul panorama televisivo attuale:

"E' un prodotto maturo, l'innovazione è più di 'packaging' che di contenuti: cambiano le luci, le scenografie, ma l'ultima grande invenzione è stato il Grande Fratello, il primo e unico prodotto veramente multimediale, che va in televisione ma anche sulla pay tv e su internet. Tutto l'investimento è in tecnologia, è come se ci fossero tante autostrade ma poche macchine e per di più vecchie. Ora bisogna investire nei contenuti. Come Netflix o Amazon. La Rai lo fa nella fiction, che è l'unico comportato industrializzato che sta sul mercato internazionale con prodotti come Montalbano o co-produzioni come I Medici".

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