
Reduce dall’ennesimo successo nel mercoledì sera televisivo, dove con “Chi ha incastrato Peter Pan” ha superato il grande calcio, prima della nazionale e poi anche dei grandi club nella Champions League, è graditissimo ospite oggi delle colonne del nostro TvBlog Paolo Bonolis. Nell’intervista che segue, ci ha parlato delle ragioni del successo di questo piccolo gioiello dell’artigianato televisivo fatto di leggerezza ed allegria condite da tanto sano divertimento con i bambini protagonisti. Abbiamo poi parlato della televisione di oggi, di quella di ieri, delle differenze fra le due epoche, dei suoi impegni futuri, Festival di Sanremo compreso, in un colloquio davvero pieno di spunti di riflessione. Buona lettura
Partiamo con il grande successo di questo autunno televisivo, “Chi ha incastrato Peter Pan” che sta inannellando trionfi su trionfi nei mercoledì televisivi superando prima la nazionale e ora anche la grande Champions league con una partita come Real Madrid-Milan, alla vigilia di queste sfide catodiche vi aspettavate dei risultati così eclatanti?
In effetti è un risultato che non ci aspettavamo di così imponenti dimensioni, soprattutto contro qualcosa di affascinante con un minimo comun denominatore del divertimento italico come il calcio, sia nella sua versione della nazionale che in quella dei grandi match di club come Real-Milan. Però mi rendo conto che quando andiamo contro il calcio vinciamo noi ma le partite finiscono sempre 3-2, adesso spero che la prossima volta che incroceremo anche l’Inter in champions sia la mia squadra del cuore a vincere 3-2 contro la Dinamo, almeno abbino l’utile al dilettevole…
Ed invece a settembre, prima della prima, ti aspettavi un’edizione di Peter Pan cosi strepitosa in termini di audience?
No, non me l’aspettavo ma ero convinto che potesse garbare, perché è cambiato il contesto attorno a Peter Pan. La televisione oggi è molto urlata è molto gridata è poco strutturata. E’ fatta molto spesso di persone che si riuniscono in uno studio televisivo per gridarsi in faccia il proprio fiele, la propria acrimonia, raramente le proprie opinioni. Peter Pan è un piccolo programma gentile dove non litiga nessuno, dove le persone tendono a giocare insieme per favorire il divertimento di chi gioca e di chi sta guardando chi sta giocando. Questo credo sia un contesto che rende Peter Pan in questo periodo, in questa stagione della nostra socialità un prodotto più apprezzabile che in passato.
Quindi a ragion veduta sei felice di aver accettato di condurre questo programma, nonostante magari alcune titubanze quando te l’avevano proposto?
Per la verità io non avevo dubbi, con Mediaset avevo concordato una stagione nella quale si sarebbero rifatte cose che avevano avuto un discreto successo nel passato, fra le quali una che ebbe un successo straordinario come “Ciao Darwin” che riprendremo in primavera. Peter Pan è una trasmissione che l’ultima volta che è andata in onda, nel 2000, ebbe un buon successo, sicuramente non con i numeri di quest’anno; ma mi piaceva l’idea con Mediaset di fare qualcosa che fosse distonico rispetto all’attuale situazione televisiva, dove ti ripeto urlano un po’ tutti e c’è molto sferrìo di spade. Ecco Peter Pan è un oasi serena e mi piaceva l’idea di proporre un prodotto che non si rintraccia facilmente di questi tempi nell’ambito televisivo. E questa cosa ha pagato perché è come se improvvisamente tutte quelle urla si sedassero lasciando posto ad un bel panorama dove l’allegria, la gentilezza, la piccola bellezza dell’artigianato della vita che sono i bambini, ti danno un respiro piacevole, si sta bene a vedere Peter Pan.
Evviva dunque questo tipo di TV ed abbasso la TV urlata
Evviva dunque questo tipo di TV ed abbasso la TV urlata
Si certo, viva la TV che uno vuole fare. Io non sono ne un pedante ne un perbenista a tutti i costi, tutt’altro. A me non piace sentire la gente urlare gratuitamente e questa trasmissione non urla e forse in mezzo a tante urla è quella che si fa sentire di più, proprio perché parla piano.
Facciamo ora un tuffo nel tuo passato televisivo agganciandoci però anche a questo bel presente. Siamo nel 1981 debutti su RaiUno con “3,2,1, contatto!” programma che conducevi assieme a Sandro Fedele e Marina Morra, trasmissione rivolta ai bambini, ora stai conducendo “Peter Pan” in cui lavori con loro. Come sono cambiati i bambini dal 1981 al 2009?
Devo dire che da quei tempi sono cambiati molto. La televisione era prima anche un punto di riferimento per i piccoli ora molto meno, sono altri i vettori su cui crescono: i computer, internet, videogiochi. C’è una grande accelerazione di esistenza da parte loro quanto ad immagazzinamento dati ed immagazzinamento realtà. Oggi sono dei bambini accelerati e che vogliamo accelerare e non capisco il perché, come se ci fosse una fretta terribile nel dover vivere tutto velocemente. Questa fretta li porta ad avere un periodo molto più breve dedicato alla meraviglia e questo è un peccato. Non credo che questo ne farà degli adulti migliori.
Il tuo primo programma importante nel prime time fu “I cervelloni” su RaiUno nel 1994, cosa ricordi di quell’esperienza?
Ero molto emozionato, era la prima volta che mettevo piede in un teatro come il “Delle vittorie” cosi importante e storico. Per altro tornavo in Rai dopo molti anni in Mediaset e per la prima volta in prima serata. C’erano tutta una serie di ingredienti che hanno reso quelle puntate davvero molto belle ed entuasiasmanti. Devo dirti che in quell’occasione ho avuto la fortuna di incrociare delle persone che poi mi avrebbero accompagnato per un lungo tratto professionale della mia vita, alle quali sono tuttora estremamente grato come Mario Maffucci (storico capostruttura dell’intrattenimento di RaiUno, ndr), Federico Moccia, Marco Luci, Giancarlo Nicotra, Enzo Dell’Aquila, Ugo Porcelli, tutte persone che per un lungo tratto mi hanno dato un’immenso contributo per crescere. Di quel programma ricordo l’emozione ma ricordo anche tutto sommato l’allegria, perché poi io mi emoziono in determinate circostanze ma ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno insegnato a fare la tara sulle cose. Le cose importanti della vita sono altre, questo è un lavoro e va fatto con la massima attenzione e la massima cura però, insomma, non è determinante per l’esistenza di una persona.
Nella tua carriera spesso sei passato da Rai a Mediaset e viceversa. Quando sottoponi dei progetti chi trovi più attento fra i due network, anche per esempio a sperimentare nuovi format?
Attenti li trovo tutti (ride), poi bisognerebbe vedere dove alla fine sfocia questa attenzione. In verità è molto cambiata la televisione, prima c’era il bisogno di trovare delle cose, c’era gente che voleva percorrere il territorio televisivo come se si fosse tutti dei pionieri. Adesso siamo diventati dei coloni. Non c’è più pionierizzazione, non c’è più ricerca dello sconosciuto, del nuovo, c’è voglia solamente di portare a casa un buon raccolto grazie a quello che è già stato scoperto. E’ cambiato proprio il meccanismo di gestione del rapporto tra chi fa televisione e la televisione stessa.
E questo meccanismo lo trovi identico sia in Rai che in Mediaset?
Si, tale e quale. La differenza fra Rai e Mediaset è nel cambiamento dei quadri dirigenti. Chiaramente la Rai è nelle mani della politica, per cui se cambia la politica cambia anche la testa della Rai, mentre Mediaset è un azienda privata in cui le persone son sempre le medesime.
Condurresti mai un reality?
No, non credo di avere la struttura per poter fare un reality. Non sono tagliato per questo.
Quali sono i tuoi prossimi impegni terminato “Chi ha incastrato Peter Pan” ?
Prima ci sarà “Il senso della vita” la cui collocazione oraria verrà decisa a breve: o in seconda serata oppure in un ibrido, poi ci sarà “Ciao Darwin” che andrà in prime time, non è ancora stato stabilito il giorno.
Se dovessi descrivere i programmi che conduci quest’anno con una parola come li definiresti?
Peter Pan e Ciao Darwin: leggerezza, mentre Il senso della Vita: leggerezza pensosa, come direbbe Calvino.
Il partner storico dei programmi televisivi di Paolo non può certo mancare in questo spazio: ascoltiamo Luca Laurenti mentre esprime tutta la sua “leggerezza pensosa”: dal “Senso della vita” canta “Innamorarsi noi”:
Chiudiamo con Sanremo, lo scorso anno hai avuto un successo sia di pubblico che di critica, quest’anno alla guida del Festival c’è la tua amica Antonella Clerici che ti ha invitato pubblicamente, ci andrai?
Vediamo, adesso devo capire in quel periodo se si può fare e in cosa consiste questa richiesta, ci sono ancora troppe domande per avere una risposta definitiva, per ora non te lo so dire francamente.
Grazie davvero a Paolo Bonolis per averci concesso questa intervista, che seppur nella sua forzata brevità ci ha consegnato prima ancora che il grande conduttore quale è, un uomo, un uomo pieno di sincera umanità, ancora complimenti per il successo di “Chi ha incastrato Peter Pan” e un grosso in bocca al lupo da TvBlog per tutto, proprio tutto.
factor
26 ott 2009 - 12:19 - #1Prima di tutto complimenti per il programma del mercoledì sera. Io non lo seguo però i risultati parlano da soli.
Mi chiedo…è lo stesso Bonolis che in tempi recenti si scagliò contro la tv di oggi accusandola di proporre sempre le stesse cose??? E poi lui con cosa torna? Prima Ciao Darwin, poi Sanremo, ora Chi Ha Incastrato Peter Pan e poi ancora Ciao Darwin…Quando si sta a casa sul divano è troppo comodo (s)parlare…
diego1984
26 ott 2009 - 12:30 - #2bravo bonolis!
uno dei miei preferiti, complimenti per i successi stra-meritati
ritorna con tira e molla!
masso
26 ott 2009 - 12:34 - #3Non ho guardato il programma.Ho visto su youtube la gag di quel bambinello livornese che chiedeva a De Sica se si “ciulava” veramente le sue colleghe sul set.Mi basta sapere che se metti dei bambini così piccoli di fronte alla telecamera vengono sfruttati.Si sfrutta la loro innocenza e la loro ingenuità.Non hanno la maturità e la consapevolezza per scegliere quello che si accingono a fare.Trovo tutto così tristemente squallido. Almeno nei reality…i ragazzi cresciuti a GF,Lucignolo e De Filippi decidono volontariamente di abbracciare la popolarità….
theLizard
26 ott 2009 - 12:38 - #4QUESTO FURBASTRO MI DISGUSTA
Feffe__
26 ott 2009 - 12:40 - #5“c’è voglia solamente di portare a casa un buon raccolto grazie a quello che è già stato scoperto”
E allora perché ha riproposto un programma di 10 anni fa?
Mirko C
26 ott 2009 - 13:00 - #6Il Senso della vita potrebbe occupare da gennaio la seconda serata del mercoledì (al posto del MCS) oppure la domenica alle 21:30 ma credo che, vista la collocazione difficile, Bonolis non accetterà di sfidare i colossi di Rai1 e quindi toccherà alla De Filippi con il serale di Amici
jack26101
26 ott 2009 - 13:54 - #7propone spettacoli vecchi di 10 anni, e poi se la prende con la tv che non sperimenta. io mi ricordo “fattore c”, grande esempio di tv innovativa e che non copia se stessa.
Zoro!
26 ott 2009 - 13:57 - #8molto bella l’intervista a bonolis, anche se lui parla tanto che la tv ha bisogno di novità e poi rispolvera cose vecchie, un pò di coerenza!
RealTalk
26 ott 2009 - 14:03 - #9Manca una domanda… Caro Paolo, hai tanto criticato Fiorello perchè secondo te ripropone sempre le stesse cose… tu fai Peter Pan e Ciao Darwin, come la mettiamo?
Taichi
26 ott 2009 - 14:12 - #10forse se le persone che criticano bonolis per il fatto che fa programmi vecchi non hanno letto quello che lui ha detto tempo fa e cvioè che è stata mediaset a chiederli di rifare i programmi del passato e lui stesso ha detto che quest’anno ha accontentato mediaset, ma il prossimo anno sperimenterà qualcosa di nuovo, anche qui ha detto che ha accontentato mediaset: “per la verità io non avevo dubbi, con Mediaset avevo concordato una stagione nella quale si sarebbero rifatte cose che avevano avuto un discreto successo nel passato” se magari prima di criticare si sapessero le cose non sarebbe male vero?
Luca79
26 ott 2009 - 14:28 - #11Fuori luogo e pretestuoso il riferimento a Calvino. Povero Italo.
veronicayessss
26 ott 2009 - 15:02 - #12Anche io penso che Paolo Bonolis sia un bravissimo conduttore, ma dovrebbe evitare di esprimere giudizi su altri, in particolare fiorello, amato da tutti! Un bravo professionista qual’è Bonolis dovrebbe anzi parlare bene di Fiore o non parlarne affatto, altrimenti si pensa che sia solo invidia, perchè nessuno è paragonabile a Fiorello. Neppure Paolo, che pure è un ottimo showman.
barbaragedoni
26 ott 2009 - 15:14 - #13@ veronicayessss
Non credo che Bonolis abbia qualcosa da invidiare a Fiorello, con tutto il rispetto per quest’ultimo.
LeonidaRedivivo
26 ott 2009 - 15:37 - #14@ veronicayessss
Secondo me, è Fiorello che ha qualcosa da invidiare a Bonolis.
Fra X
26 ott 2009 - 16:10 - #15“Devo dire che da quei tempi sono cambiati molto. La televisione era prima anche un punto di riferimento per i piccoli ora molto meno, sono altri i vettori su cui crescono: i computer, internet, videogiochi. C’è una grande accelerazione di esistenza da parte loro quanto ad immagazzinamento dati ed immagazzinamento realtà. Oggi sono dei bambini accelerati e che vogliamo accelerare e non capisco il perché, come se ci fosse una fretta terribile nel dover vivere tutto velocemente. Questa fretta li porta ad avere un periodo molto più breve dedicato alla meraviglia e questo è un peccato. Non credo che questo ne farà degli adulti migliori.”
Concordo! Però poi evitiamo di parlar ci ciullamenti come masso ha riportato. E vale anche per TILUC!
Fra X
26 ott 2009 - 16:11 - #16“Devo dire che da quei tempi sono cambiati molto. La televisione era prima anche un punto di riferimento per i piccoli ora molto meno, sono altri i vettori su cui crescono: i computer, internet, videogiochi. C’è una grande accelerazione di esistenza da parte loro quanto ad immagazzinamento dati ed immagazzinamento realtà. Oggi sono dei bambini accelerati e che vogliamo accelerare e non capisco il perché, come se ci fosse una fretta terribile nel dover vivere tutto velocemente. Questa fretta li porta ad avere un periodo molto più breve dedicato alla meraviglia e questo è un peccato. Non credo che questo ne farà degli adulti migliori.”
Concordo! Però evitiamo di parlare di ciullamenti come rilevato da masso. E vale anche per TLUC.
alex_pf
26 ott 2009 - 16:46 - #17se c’è un personaggio televisivo a cui fare domande scomode (basta un articolo di Grasso per farsene venire in mente almeno 10) è Bonolis, peccato perchè avete perso una bella occasione per aumentare il vostro peso specifico.
white
26 ott 2009 - 17:30 - #18domande scomode mai eh?
theLizard
26 ott 2009 - 18:37 - #19MA CHE DOMANDE SCOMODE.. LA SOLITA INTERVISTA ALLA BRUNO VESPA DI HIT, GENUFLESSO, COL REGISTRATORE IN UNA MANO E IL VASSOIO DI TARTINE NELL’ALTRA..
PLR
26 ott 2009 - 19:01 - #20Adoro Bonolis, ma l’intervista l’ho trovata esageratamente prona. Certo, TvBlog non è una testata giornalistica e non pretendiamo un’informazione alla Biagi, ma almeno un pò di coraggio…
Sulla faccenda Fiorello, entro in modalità “avvocato d’ufficio”, ripetendo per l’ennesima volta che Bonolis l’ha criticato esclusivamente perchè sta lavorando su Sky, network aperto alle sperimentazioni. Se Fiorello stesse lavorando in Rai o in Mediaset, di certo non avrebbe criticato la sua ripetitività, è ovvio che sulle reti classiche la sperimentazione è difficile da fare.
La superficialità è una brutta bestia, se dovete criticare qualcuno fatelo con raziocinio e argomentando correttamente.
Luca Milani
27 ott 2009 - 00:09 - #21Bonolis è un grande…. secondo il mio punto di vista il migliore. Però non parla mai bene dei colleghi/e(apparte la Clerici) Non da molto spazio agli altri. Da questo punto di vista dovrebbe essere più umile e rispattare il lavoro degli altri.
alex_pf
27 ott 2009 - 02:56 - #22Eh Luca Milani: per esempio il tuo (credo) ingenuo “apparte la Clerici” costituirebbe - per fare un esempio - la base per qualche domanda a Bonolis sui giochi di scuderia (e dei rapporti RaiSet…).
wme
24 nov 2009 - 17:01 - #23voglio ALIOSCIA nello show per l’ultima putata
i'm the best
24 nov 2009 - 17:10 - #24BONOLIS E’ UN GRANDE TVB
io semplicemente io
24 nov 2009 - 19:22 - #25alioscia sei un mito io lo voglio nell’ottava nn che ultima puntata alioscia 4e grande wme