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In treatment: confermata la terza stagione. E sul sito di Cult è partito il concorso Parlami con il partner Psychologies

Pubblicato: 29 ott 2009 da Lord Lucas

in treatment

In treatment, ennesimo gioiellino forgiato da Hbo, avrà una terza stagione. A confermarlo The Hollywood Reporter, secondo cui le riprese dei nuovi episodi avranno luogo a New York nel 2010, con data ancora da definire. Non si hanno ancora notizie sulla collocazione della terza stagione, mentre la seconda ha visto negli States un cambiamento di programmazione sensibile, rispetto alla prima, per venire incontro al gusto espresso dal pubblico.

Hbo ha preferito, infatti, mandare in onda due episodi la domenica e tre il lunedì nel 2009, anziché spalmare gli episodi con uno al giorno dal lunedì al venerdì, perché gli spettatori hanno manifestato la volontà di vedere più appuntamenti di In Treatment per volta.

Cult si è ispirata alla stessa strategia cambiando rotta rispetto alla prima stagione, i cui 43 episodi sono stati programmati a partire da settembre 2008. Se l’anno scorso In Treatment andava in onda su Sky con un singolo appuntamento quotidiano, in seconda serata, da domenica 11 ottobre, ogni settimana alle 21.00, vanno in onda i 5 casi settimanali del dr. Paul Weston, interpretato dal magistrale Gabriel Byrne.

Gli episodi che stiamo vedendo in prima visione su Cult sono di sicuro all’altezza della prima stagione, anche se la nuova serie è iniziata con una rivoluzione decisamente destabilizzante: per la prima volta lo psicoterapeuta è uscito per un’intera puntata dal suo studio senza praticare un’effettiva seduta.

Sono evidenti, infatti, i legami orizzontali con il caso di Alex della prima stagione, per cui Paul si trova ad affrontare l’eventuale responsabilità giuridica del suo suicidio. E incontrare nello studio legale che ne tutelerà i diritti Mia, una sua vecchia paziente, trasforma una semplice consulenza legale in una serie di sottintesi e risentimenti dovuti al passato.

Il valore dell’ambientazione è, tuttavia, ancora fortemente presente nella serie: Paul si è trasferito a Brookyln in uno studio più arioso e illuminato, meno appartato del precedente e più metropolitano, ma dalle tinte cromatiche ancora avvolgenti. E tra una ragazza afflitta da un brutto male, un bambino alle prese con due genitori in rotta e un uomo di affari tutto di un pezzo Paul si ritrova dal suo supervisore, Gina, per fare il punto sulle proprie di debolezze.

In treatment è una serie in cui la parola gode di una rara supremazia narrativa e, nonostante qualche compromesso dinamico in più nella seconda stagione, bisogna amare i tempi lenti e avere un’indole fortemente cerebrale per apprezzarne a pieno i contenuti.

Chi fosse appassionato, e avesse voglia di confrontarsi con altri “cultori” della serie di Cult, può collegarsi al sito ufficiale di In Treatment e cliccare sul Forum. Qui troverà degli psicoterapeuti della rivista Psychologies, pronti a moderare una community decisamente più “impegnativa” delle solite, e potrà partecipare al concorso Fox “Parlami”. Basta lasciare un commento entro il 4 dicembre 2009 per concorrere al premio finale. Per la data del 14 gennaio 2010 verrà sorteggiato tra i partecipanti il vincitore di un weekend per due persone a Parigi.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (9 Voti | Media: 4.56 su 5)
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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Gio91

    Gio91

    29 ott 2009 - 14:37 - #1
    1 punto
    Up Down

    bellissimo post, io seguo in treatment, ogni giorno alle 2030, è una serie interessantisima, molto cerebrale dove i dialoghi sono tutto ed è questo il bello. gabriel byrne è un mito

  • Profilo di l'apprendista

    l'apprendista

    29 ott 2009 - 16:50 - #2
    0 punti
    Up Down

    Avevo provato a seguirlo tutto la domenica sera, 5 episodi per due ore e mezza circa; poi sono ritornato alla visione quotidiana alle 20.30.
    Belle le novità che non stravolgono l’impianto nè il personaggio di Paul interpretato da un sempre ottimo Byrne.
    Il cambiamento quasi totale del cast (e lo strano abbandono dei pazienti da parte del psicoterapeuta) diventa fonte di dinamiche inedite e interessanti nuovi spunti per una serie che deve cercare sia nella trama che nella scrittura motivi inediti per catturare lo spettatore.
    In treatment è decisamente, e fortunatamente, tutt’altra cosa rispetto a Lost (che adoro) ma anche a Brothers & Sisters (che di torrenziali e piacevoli dialoghi è pieno)

  • Profilo di chiara86

    chiara86

    29 ott 2009 - 18:19 - #3
    0 punti
    Up Down

    io seguo questo telefilm dalla prima serie…lo aspetto dagli usa e poi melo vedo con i sottotitoli…beh…dire che è un mini capolavoro non è una esagerazione…ma questa seconda stagione veramente sfiora la perfezione nel suo genere…le sedute sono talmente ben scritte da sembrare reali,sembra di essere in psicoterapia in prima persona…l’attore protagonista poi è un qualcosa di eccezionale…felicissima per la terza stagione…

  • Profilo di ziassunta

    ziassunta

    29 ott 2009 - 20:02 - #4
    1 punto
    Up Down

    grande serie, complimenti agli israeliani che l’hanno creato, è teatro di ottima qualità in tv.

  • Profilo di ziassunta

    ziassunta

    29 ott 2009 - 20:03 - #5
    0 punti
    Up Down

    è una grande serie, complimenti ai creatori israeliani.

  • Profilo di rolands

    rolands

    31 ott 2009 - 14:20 - #6
    0 punti
    Up Down

    Super!

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