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FACCE DA VIZIATI : IL FUTURO DELLA TV STA IN UN NUOVO ALBUM DI FAMIGLIA...

Pubblicato: 21 ott 2009 da Italo Moscati

Mi consegnano, dopo due mesi, un grosso fascicolo che raccoglie le segnalazioni e le recensioni per “Viziati 3″, il mio film doc in dieci puntate, che è andato in onda fino al termine di agosto. Ne parlo perchè la raccolta è di interesse generale. Tralascio le segnalazioni, tutte molto gradite che provano un’attenzione dei giornali che mi pare notevole. Dieci puntate, in mezzo al caldo, con intenzioni di satira, con invito a qualche riflessione possono essere una scommessa. Il grosso fascicolo dice che è stata vinta.
Ripropongo la cosa perchè la Tv, anzi le Tv- come fanno notare molti di coloro che mi scrivono anche in privato- sono in una seria difficoltà. I loro programmi, le loro strategie nell’epoca dei new media, la concorrenza, le lotte di potere sopra o sotto il banco, la furiosa ricerca di star da buttare sulla bilancia degli ascolti e della pubblicità, dimostrano che la fase è importante. Sembra che si navighi a vista. Ci si prova a battere l’avversario, vedi l’intraprendenza di Sky verso Mediaset e verso la Rai, in nome delle novità, di servizi inediti, di risorse non solo tecnologiche. Ma si tratta di fumo o di arrosto? Se lo chiedono, ce lo chiediamo in tanti.
Non è un caso che, in questi frangenti, tutti (o quasi) gli addetti ai lavori s’interrogano sulle innovazioni. E’ un tema che mi è caro, che ci è caro anche in questo Tv Blog. Mi è caro personalmente perchè l’innovazione ha costituito la base della mia ricerca come autore di teatro, come regista di tv, come sceneggiatore per il cinema e come scrittore.
L’esito di Viziati mi dà modo di offrire un ventaglio di opinioni sulla ricerca che ho fatto per realizzare un serial speciale. Qualcosa che fosse una narrazione fondata sui documentati delle Teche Rai (dal tg al varietà, dalle inchieste ai talkshow, eccetera). Qualcosa che potesse essere uno spettacolo in grado di ricostituire un nuovo album di famiglia attraverso la televisione.
Non un Blob. non un Supervarietà, non una delle tante trasmissioni composte citazioni più o meno attive, più o meno passive. Ma un racconto a puntate che rispecchiasse la situazione di trasformazione (meglio di manipolazione) che la tv, anzi le tv compiono giorno per giorno con fermezza, con determinazione.
Per questi motivi ringrazio Walter Siti che ha scritto su “La Stampa” che “Viziati” è riuscito a presentare le radici, le forme narrative dominanti (prima di tutto quella del nuovo avanspettacolo in onda) che caratterizzano la nostra società e la sua attuale identità. Renzo Arbore che ha apprezzato le dieci puntate come un appuntamento divertente e sintomatico. Roberto Levi che su “Il Giornale” fa un suo ragionamento per chiedere contributi ancora più accattivanti e curiosi. Mirella Poggialini che su “Tv- Sorrisi e canzoni” parla di un collage pungente di situazioni e di personaggi, in un montaggio ben fatto che illumina sui comportamenti degli italiani in quella stagione breve e rivelatrice che è l’estate.
Altri ringraziamenti a…Alessandra Comazzi , sempre su “La Stampa”, che accoglie il paradosso di “Viziati”, e cioè che la tv è diventata il mondo, ma se lo “si gira di persona è meglio”. A Pier Mario Fasanotti che su “Liberal” registra la qualità delle dieci puntate nel mostrare la sagra della ripetitività, dei tic, delle cattive abitudini che serpeggiano nella nostra società, magari roba tutta importata.
Infine, ma se ne potrebbero citare altri di commenti (alcuni dei quali persino troppo complimentosi), ricordo le parole di Maurizio Costanzo nella sua rubrica su “Il Riformista”: parla di una proposta ben costruita, piacevole, persino ardita nei suoi accostamenti, e comunque interessante. (Tra parentesi, le esperienze dei tre cicli di “Viziati” sono confluite nel mio “Torino gira” che tanto successo ha avuto al Prix Italia).
Sarebbe davvero utile e importante che tutti- anche gli spettatori professionali, gli osservatori costanti, i quotidiani controllori dei programmi tv e della qualità- si trovassero, ci trovassimo. d’accordo su un punto. Questo: non esiste altro mezzo che la tv per guardarci nello specchio. La situazione si è rovesciata. E’ un mio vecchio pallino. La tv non è lo specchio della realtà. La tv, anzi le tv pretendono di creare e spesso creano la realtà. E’ un principio da cui partire. Siamo viziati. Impariamo i nostri vecchi e nuovi vizi dalle tv, con consapevolezza e voglia di cambiare, di far cambiare.
Italo Moscati

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lemiecavolate

    lemiecavolate

    21 ott 2009 - 01:14 - #1
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    Le ultime righe, secondo le quali non esiste altro mezzo che la televisione per guardarsi allo specchio, mi permetto di dire che sono poco vere. O almeno lo spero, anche perché sento e leggo quasi piu critiche che elogi verso di essa. Io credo che abbia perso un po di credibilità, oggi come oggi, e che sia diventato quasi un puro strumento di intrattenimento. Quanti di voi credono alla televisione? Cioé, quanti la criticano, trovano sbagliati alcuni dei suoi messaggi, o bassa la qualità di certi programmi? O addirittura che si stia rivolgendo a voi senza onestà? Scommetto tanti, come tanti sono gli amici che ho e che quasi non la guardano; se la stanno quasi dimenticando. Forse mi sbaglio, ma il telvisore come lo conosciamo noi presto diventerà un oggetto di antiquariato. Vero, sono qui a commentarla la televisione… appunto perché combina piu danni che altro ultimamente..

  • Profilo di italo moscati

    italo moscati

    21 ott 2009 - 06:02 - #2
    1 punto
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    Le sue non sono “cavolate”, sono osservazioni molto sensate. ll mio post sotto sotto ma neanche troppo ha le sue preoccupazioni (se sono tali); e cioè che il televisore forse non sarà tanto presto un oggetto da antiquariato ma è certo che ci ricorderà tempi andati, anche se farà il gran plasma come se fosse un gran lifting. Il televisore resta, almeno per il momento, il getto di petrolio non sempre raffinato, non sempre depurato o usato al meglio, in cui si è formata e da cui continua ad uscire la storia di noi “viziati”. Io sono nato alle immagini con il cinema. Il cinema non se la passa benissimo ma continua ad essere lo spazio di una sperimentazione artistica-narrativa che ha molte cose ancora da dire. Il televisore propone una quantità di televisione che non sta solo nelle Teche ma soprattutto nel modo in cui noi recuperiamo i doc delle Teche, e li rileggiamo, ne ricaviamo la nostra storia. Perchè, anche se non vogliamo, lei questa storia l’ha fatta e pretende di farla. E’ un album di famiglia per molte generazioni. Per questo bisogna voler imparare a sfogliarla. Il mio lavoro è stato e va in questo senso. Grazie LeMieCavolate, le sue sono note brillanti e soprattutto meditate.

  • Profilo di italo moscati

    italo moscati

    21 ott 2009 - 12:07 - #3
    0 punti
    Up Down

    Marina nel post dedicato al convegno tenutosi al Senato su cinema, tv e teatro ,cita le ultime righe del mio “Facce da viziati”. La ringrazio. Aggiungo che le diffidenze di Marina vanno condivise. La responsabilità della sofferenza profonda in cui vivono i tre “mondi” al centro del convegno al Senato è non solo di molti politici per così dire addetti ai lavori ;ma anche di moltissimi addetti ai lavori (direttori, produttori, capi e capetti ,eccetera) che spesso sono impreparati, che sono dei portaborse premiati con cariche, che il più volte sono i “fiduciari” dei singoli partiti, nessuno escluso purtroppo…

  • Profilo di lemiecavolate

    lemiecavolate

    21 ott 2009 - 13:29 - #4
    0 punti
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    Ma grazie!!! Sono felice che hai condiviso il pensiero! E io ho condiviso il tuo! Ps le miecavolate l’ho scelto per sdrammatizzare…. ;) Buon lavoro, ciao

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