Carboni esalta gli ascolti del Tg1, Mimun del Tg5 replica: "Trainato da costosissimi preserali"

Le parole del direttore del Tg1 in Commissione di Vigilanza provocano la reazione di Mimun, che tira in ballo anche il Tg2

Il direttore del Tg1, Giuseppe Carboni, nell'audizione davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai, poco fa ha sottolineato che "lo spettatore che ogni giorno ci sceglie è per noi uno stakeholder, un giudice, un azionista che, edizione dopo edizione, decide se rinnovare o meno la sua fiducia" e ha spiegato che la testata "ha mantenuto la sua leadership" negli ascolti. Quindi ha snocciolato alcuni dati:

Nei primi giorni del 2019 si registra un seguito medio dell'edizione delle 20 di quasi 6 milioni di persone, 5 milioni e 725 mila, con il 24,5 per cento di share. Un valore che supera quello dello stesso periodo del 2018, con un +0,6 per cento, e che quasi sempre porta l'edizione principale, quella delle 20, ad essere il programma più seguito in tv nell'intera giornata.

Carboni ha poi detto che il Tg1 "era, è e spero rimarrà il primo telegiornale d'Italia perché ha una storia strettamente legata a quella del nostro paese, nel segno della pluralità delle posizioni e delle voci":

Completezza, correttezza, unicità, accessibilità, affidabilità sono le componenti fondamentali della nostra informazione, con l'obiettivo di restituire allo spettatore uno sguardo multiprospettico sulla realtà. Il Tg1 è un telegiornale che deve raccogliere la sfida con l'informazione digitale. La mia idea è di fare capire ai colleghi che dobbiamo cominciare a pensare in termini digitali.

Immediata la reazione, via Twitter, di Clemente Mimun, direttore del Tg5, che sfida ogni sera proprio il Tg1:




Il riferimento è, evidentemente, al traino di L'Eredità e di Reazione a catena, che garantiscono al Tg1 un punto di partenza, in termini di pubblico, maggiore rispetto a quello del Tg5, lanciato da settembre a maggio/giugno (e non d'estate) da The Wall, Caduta libera e Avanti un altro.

Mimun ha poi colto la palla al balzo per sottolineare come l'edizione diurna del Tg5 batta quella del Tg2. E il fatto che qualche giorno fa il giornalista abbia definito "guru" il neo direttore di Rai2 Carlo Freccero, forse, non è un caso.


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