Carlo Pastore a Tvblog: Dalla musica di Mtv a quella di X Factor 3 tifando per Marco

Carlo Pastore

Carlo Pastore, piemontese della provincia di Novara, 24 anni, conduttore, autore, profondo conoscitore del web, dove ha iniziato la sua attività occupandosi di musica. Personaggio assolutamente interessante, Carlo poi dalla rete ha virato verso un altro mezzo di comunicazione di massa come la televisione, andando sulla rete meno televisiva che c’è ovvero MTV. Ora Carlo è impegnato su RaiDue come opinionista ogni sabato pomeriggio alle ore 14 nel “Processo ad X Factor”, dando al programma, grazie alla sua dialettica davvero stimolante, un tocco di intelligenza che non guasta nella TV del giorno d'oggi. In questa intervista affronteremo tutte queste tematiche in una lunga chiaccherata dove lo stesso Pastore si racconta e ci racconta il suo punto di vista. Buona lettura.

Iniziamo con il web con cui hai un rapporto ormai datato, sei un appassionato di Internet?

“Sono un appassionato del web assolutamente. Prima ancora di essere in tv, ho lavorato sul web per lungo tempo ed è diventato per me quindi lo strumento principe, con cui mi sono formato e con cui ho modulato i miei interessi. Vi seguo sempre. Conosco bene il sito e credo sia molto interessante avere un punto di vista così costantemente sul pezzo come quello che fornite.”

Torniamo indietro alla tua prima apparizione in Tv. Com'è stato l'inizio di questa avventura televisiva?

“La prima volta è stata il 15 Gennaio 2007 con “Our Noise”, un programma nuovo con uno studio tutto bianco che Mtv aveva appena messo in onda. Era una scommessa: parlavo di video non certo da heavy rotation in questo studio molto algido nel pomeriggio della rete. Si cercava di tornare quindi a parlare di musica in quella fascia, cosa che si era persa nell’ultimo periodo. Non avevo mai avuto nessun tipo di rapporto con il video e il provino era stata una cosa molto veloce. Cercavano un Vj e mi chiamò un ragazzo che sapeva del casting dicendomi di provarci perché secondo lui ero perfetto. Mi disse: “buttati e non si scherza più”. Mi presentai ed andò bene.”

La tua formazione musicale è iniziata però ben prima di Mtv. Dove te ne occupavi?

La tua formazione musicale è iniziata però ben prima di Mtv. Dove te ne occupavi?

“Si, già da tempo mi occupavo di musica. Ero caporedattore di un sito di musica italiana che si chiama Rockit. Un punto di riferimento per la musica italiana nuova, un sito che esiste ormai da 12 anni che si occupa prevalentemente di musica indipendente, fresca, ground. Per me è come una famiglia perché ho iniziato a scrivere recensioni per loro da quando avevo 15 anni e pian piano ho iniziato a collaborare da esterno, entrando poi sempre più nelle dinamiche redazionali fino a diventare per due anni e mezzo caporedattore. Ho poi pensato che non fosse giusto essere in video e occuparmi contemporaneamente del giornale e decisì così di lasciare perdere. Meglio fare una sola cosa, fatta bene.”

Sotto il segno di Mtv sei passato in fretta tra i vari programmi della rete.

“Mtv per lungo tempo è stato il punto di riferimento per quelli che volevano guardare la non-televisione, perché sembrava di guardare qualcosa di molto diverso dal resto dei canali con la forza di essere un canale in chiaro. Per me era una questione quasi di Ph. Una cosa è però guardarla, una altra farla. Ho deciso così di mettermi a lavorare sodo ed è stato un rincorrersi pazzesco di opportunità. In 3 anni ho fatto tutti i programmi immaginabili della rete da “Your Noise”, “Hit List Italia” e “Trl”. In questo momento di crisi con opportunità come queste la propria responsabilità diventa doppia. Ho dovuto imparare tutto in fretta.”

Parlando proprio della rete, non è difficile notare un cambio di direzione per Mtv Italia. A cosa credi sia dovuta questa trasformazione?

“Sicuramente Mtv è cambiata. E’ evidente che una trasformazione ci sia stata con una apertura al generalista. Diversi mutamenti dovuti in relazione a ciò che ci succede intorno. Un canale televisivo non è un’isola e nemmeno Mtv è mai stata un’isola dei famosi bensì un'isola dei non famosi che lanciava talenta nuovi. Ho avuto il piacere di conoscere Freccero ed era molto dispiaciuto di quello che succedeva alla rete perché ha ammesso che su quel canale ci ragionava, guardandolo per vedere cosa succedeva di nuovo. In questo mercato così saturo con un polo che investe gran parte degli investimenti non è facile andare avanti, specialmente per un canale di nicchia come Mtv. Io stesso da un programma un po’ più di nicchia sono stato messo a Total Request Live , che dal mio punto di vista professionale è una grande esperienza ma sicuramente un percorso strambo. Ho lavorato per l’azienda e la ringrazio per le belle opportunità. E’ diventata una famiglia e lì ho molto amici. ”

Alla conduzione di "Trl" hai avuto la possibilità di lavorare a fianco di due dei sogni più sexy degli italiani, Elena Santarelli e Elisabetta Canalis.

“Sono proprio un ragazzo sfortunato vero? In realtà la vivevo come se fossi davanti al loro calendario e con Photoshop mi fossi ritagliato la mia figura mettendola vicino a loro. Una esperienza assurda ma bella. Entrambe le ho conosciute sotto un altro punto di vista... ma non pensate male. Una è diventata mamma in quel periodo e l’altra si è messa con Clooney. Porto bene perché Elena ha realizzato il suo grande sogno di maternità mentre Elisabetta Canalis ha esaudito il sogno di tutte le donne del mondo stando con George Clooney.”

Dopo Santarelli-Canalis quale altra partner vorresti al tuo fianco?

“La mia partner l’ho già scelta perché da Gennaio inizierò un programma nel pomeriggio di Radiodue con Brenda Lodigiani (da Scorie, ndr). Lei è simpatica, brava e sono molto contento che ci facciano fare questo esperimento perché siamo entrambi giovani che si sono presi schiaffi e carezze su cui ora verrà investito questo progetto. Ci faremo il mazzo per portare a casa un buon risultato. Per "Trl" invece non si sa mai. Il tour non è chiuso, è ipoteticamente aperto. Non è detto ancora niente. Io sono sicuro che qualche altra tappa ci sarà, non so se la farò o meno. Lo spero perché "Trl" l’ho sempre fatto con piacere.”

Nel frattempo sei passato ufficialmente tramite "X Factor" e "Il Processo di X Factor" anche nella squadra di Raidue. Il talent show è un genere che seguivi ancora prima di entar a farne parte?

“La televisione l’ho sempre guardata ed ho sempre guardato il talent show con interesse. Sono forme di tv che affrontano la musica. Il mio rapporto con X Factor è cresciuto piano piano, ci sono entrato volta dopo volta ed è stato un bel conoscere. Credo ci siano molte persone che lavorano per quel programma che di musica ne sa veramente tanto ed è bello confrontarsi su questo tema, vedendo il valore che la tv è riusciuta a dare alla musica, cosa che non succedeva prima. X Factor credo sia riuscito a far portare la lancetta della musica verso territori che prima non si era riuscito a toccare con altri talent show.Sono contento di far parte di questa macchina. Sono però convinto che ci fa musica deve saper portar fuori il proprio background, raccontando anche se stesso a prescindere dalla tv stessa. La forza di un personaggio come Morgan è la sua esperienza, è la sua vita che improvvisamente con la sua conoscenza diventa un tornado all’interno del programma. Non basta andare in tv per spaccare con la musica.”

Chi credi dei concorrenti di quest'anno possa avere questa forza?

“Marco si vede che ha un guizzo in più che la sua voce esprime ma che è parte della sua esistenza. Quando si è soltanto una faccia carina non basta. Come le Yavanna che sono entrate per fare un disco ed usciranno facendo un calendario, ovviamente ambientato nel bosco. (ride n.d.r.)”

Vedi in Marco Mengoni quindi un talento come pochi altri?

“Ho l’impressione che stiano aumentando i talent show ma che ci sia carenza di talenti veri. Questo sistema inversamente proporzionale rende tutto un po’ meno eccitante che all’inizio.”

Le classifiche musicali vengono poi spesso invase dai cd dei vari concorrenti usciti da questi programmi. Credi sia un bene per la musica?

“Credo che le classifiche non siano più una fotografia reale del mercato perché il mercato è ormai molto vario. Conquistare il disco d’oro oggi è difficilmente paragonabile a un cd del passato perché c’è una differenza di quantità enorme dalle vendite del passato. Ora si può parlare di grande successo di Alessandra Amoroso (prima nelle vendite con "Senza Nuvole", ndr), tra l’altro molto brava, parlando comunque di 120.000 copie. E’ diminuita la quantità pur essendo la musica più presente nelle nostre vite perché c’è ovunque dalla pubblicità, alla tv. Internet in particolar modo ha rimesso in gioco tutto, ridistribuendo le carte. In molti comprano online come me e magari da siti stranieri e quindi non raccontati dalle classifiche italiane. Le classifiche sono una fotografia parziale di quel tipo di pubblico che sembra esser quello che ora usufruisce maggiormente della televisione.”

Non serve quindi solo talento canoro per vendere dischi?

“Marco credo sia veramente molto bravo. La sua età lo rende vicino ad un pubblico che ancora acquista i dischi, quel pubblico che io ho conosciuto con Trl. Credo possa piacere molto. Le voci da sole non servono ma con un progetto discografico che gli fornisca inediti di valore, come è stato fatto con Noemi, può dargli un suo perché. Lo vedo anche radiofonico perché ha una voce alla Michael Jackson, flessibile, carica con pathos . Credo si meriti di vincere. Sul palco di Sanremo magari vedrei altri ma lui ha l’X Factor.”

In una ipotetica quarta edizione di X Factor sostituiresti Claudia Mori?

“Sarei potuto anche diventare giudice per questa edizione ma credo sia giusto ci sia Claudia Mori. Ce ne sono anche altri che si meriterebbero quel posto. Nel caso non dovesse esserci Claudia Mori io tiferei per Antonella Elia coach con Benedetta Mazzini giudice (ride, ndr).”

Cosa pensi dei 3 giudici attuali di "X Factor"?

“In questo momento purtroppo mi sembra di notare delle grandi difficoltà da parte delle due signore nei confronti di Morgan. Questo è ormai il suo show, è suo dominio e fa un po’ tutto quello che vuole. E’ il dominatore e non ha avversari. Servirebbe una iniezione di qualcos’altro, come Pier Paolo Peroni. Quello che ha fatto lui è quello che ha fatto Morgan fino ad adesso: trovare canzoni in relazione agli artisti, costruire una immagine, un progetto. Quello che ha fatto Claudio Cecchetto da sempre.”

Massimo Liofredi ipotizzò alla conferenza di "Quelli che il calcio" il ritorno in onda di "Top of the Pops". Un programma che si potrebbe ben adeguare alle tue corde. Ti piacerebbe condurlo?

“In questo momento sono molto fiero di aver già fatto il top del pop con Trl. Se ci dovesse essere Top of the pops valuteremo, dovrei sapere il tipo di approccio, come lo vorrebbero rifare. Io per ora sono orgoglioso di aver fatto Total request Live.”

Altri progetti per il futuro?

“Ho iniziato da Lunedì su Radiodue “Effetto Notte” da mezzanotte alle due. Nel frattempo ho fatto un interessante speciale su Michael Jackson per Rai4, in maniera personale con un viaggio all’interno della sua storia e del mito. Spero ci sia voglia di investire nel digitale e che Freccero, che stimo molto, abbia quindi la possibilità e i mezzi per fare una tv ancora migliore di quello che sta tuttora facendo per Rai4. Sto lavorando anche con Vacis, un regista teatrale con cui può uscire qualcosa di carino. Sono uno abbastanza attivo, non un pigro.”

Grazie a Carlo Pastore per la disponibilità e voglia di raccontarsi a Tvblog. Alla prossima!

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