Digitale terrestre: lo switch off in Piemonte ha spento la tv anche a Chiambretti. E oggi in Campania parte lo switch over (RaiDue e Rete4)
E’ passata ormai una settimana dall’avvenuto switch off in Piemonte. Il risultato è stato disastroso: praticamente tra Torino e Cuneo la televisione non si vede più (lo ha fatto presente anche un torinese doc, Piero Chiambretti, ieri sera durante la puntata della sua “Night” con Maurizio Costanzo). I quotidiani locali sono gravidi, a dir poco,
E’ passata ormai una settimana dall’avvenuto switch off in Piemonte. Il risultato è stato disastroso: praticamente tra Torino e Cuneo la televisione non si vede più (lo ha fatto presente anche un torinese doc, Piero Chiambretti, ieri sera durante la puntata della sua “Night” con Maurizio Costanzo). I quotidiani locali sono gravidi, a dir poco, di segnalazioni di disservizi, nonostante le parole del Ministero delle Comunicazioni. Il passaggio dall’analogico al digitale non è filato liscio quasi in nessuna casa. Queste le spiegazioni che il presidente del Consorzio Dgtvi Andrea Ambrogetti ha rilasciato a La Stampa:
“Tutti i network nazionali hanno convertito senza problemi il segnale analogico in digitale. Le trasmissioni digitali si vedono o non si vedono: non c’è via di mezzo. Se ci sono problemi di ricezione, questi dipendono dagli utenti. Mi spiego: non voglio dire che è colpa dei cittadini che non sanno sintonizzare i decoder, dico che probabilmente ci sono antenne che per vetustà o per filtri troppo vecchi non ricevono o ricevono i canali a singhiozzo”.
Evidentemente in Piemonte vendono antenne “tarocche”, stando alle migliaia di segnalazioni. Spiega Ambrogetti, non a caso:
“Il problema è stato trovarsi di fronte a decine di impianti non conosciuti, antenne messe proprio da Comuni o Comunità montane per potenziare i segnali per i residenti, della cui esistenza la Rai e il ministero erano ignari”.
Insomma non è stato possibile predisporre un piano di conversione completo, nonostante il larghissimo anticipo e la precisa tabella di marcia dello “spegnimento”.
Sempre La Stampa, nell’edizione torinese, ha riportato l’intervista di Mauro Zorzan, un tecnico Rai piemontese e rappresentante sindacale Rsu Rai-Milano, il quale – come molti – ha evidenziato in primissima linea dei colossali malfunzionamenti durante lo switch off:
“Da utente, sono perplesso. I segnali digitali, rispetto a quelli analogici, hanno una potenza inferiore e hanno bisogno di ripetitori e trasmettitori più vicini. Le antenne devono essere il più allineate possibile; bastano pochi gradi perché il segnale si perda. Ecco il motivo per cui sia il presidente del consorzio Dgtvi sia il viceministro Romani ripetono che occorre intervenire sulle antenne. Il vecchio segnale analogico, avendo più potenza, resisteva meglio agli “ostacoli” come il maltempo o la pioggia, per esempio. Il digitale è una sequenza di bit: se oltre un certo numero di questi bit si perde s’interrompe totalmente il segnale. Il problema, perché tutto funzioni, è che la qualità in partenza dev’essere uguale a quella del segnale di trasmissione e in arrivo”.
Ricordiamo, infine, che giusto oggi lo switch over (relativo a RaiDue e Rete4) parte ufficialmente anche in una delle regioni tradizionalmente più complicate da gestire: la Campania.