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Carlo Verna, segretario UsigRai in esclusiva a TvBlog: "Canone Rai, pagarlo significa assicurare il pluralismo"

Pubblicato: 29 set 2009 da Marina

Carlo Verna segretario Usigrai Il vespaio di polemiche e le inziative di una rediviva ma non eletta Santanché, che cavalca l’onda, coadiuvata da Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale e Maurizio Belpietro direttore di Libero, contro il pagamento del canone Rai, animano la discussione di questi giorni. La protesta di disobbedienza civile, messa sin qui in atto, è in realtà un grimaldello per scardinare la trasmissione AnnoZero di Michele Santoro, all’origine della vertenza. Il discorso ora verte su un solo asse: è giusto pagare il canone Rai? La domanda sbuca ciclicamente e la risposta è sempre stata la stessa: si, è giusto perché conviene.

Un lettore ieri nei suoi commenti al post relativo all’iniziativa di Feltri e Belpietro, faceva notare che nel resto d’Europa il canone esiste, si paga e viene difeso dai consumatori/telespettatori, come unica garanzia di pluralismo e democrazia.

Della necessità di pagare il canone Rai, della sua pertinenza e degli obiettivi della protesta di Feltri, Belpietro e Santanché ne ho parlato con Carlo Verna, giornalista Rai nonché segretario UsigRai, che ho raggiunto ieri al telefono e a cui ho appunto chiesto:

Le polemiche di questi giorni racchiudono una vera necessità di rivedere il sistema di finanziamento della Rai o nascondono un insidia alla libertà di informazione?

Il punto è che c’è una stranissima correlazione tra le iniziative del Ministro Scajola, cioè la convocazione di una istruttoria del Governo a proposito della trasmissione Annozero di Michele Santoro e le iniziative della Santanché, Feltri e Belpietro. “Il Giornale” è di proprietà della famiglia Berlusconi, “Libero” non ha mai nascosto le sue simpatie verso l’attuale Governo. Se non si tratta di una strategia si tratta di un attacco al servizio pubblico che assicura il pluralismo. Trasmissioni come quella di Santoro hanno ragione di esistere perché l’informazione va fatta a 360 gradi. Se non piace allora c’è sempre il telecomando. Non dimentichiamoci che il potere del telespettatore è quello di cambiare canale.

In questo quadro come si inseriscono le mancate nomine a RaiTre?

Di certo non si può aspettare il congresso del Pd. Comunque, altrove sono state fatte le nomine dopo che le danze sono state aperte dalla promozione di Gianni Riotta che ha lasciato vacante il posto di direttore al Tg1. Di lì si è proseguito con le nuove collocazioni. Non si può però scompaginare una squadra, quella di RaiTre, che dà ampie soddisfazioni: basta pensare alla crescita, in termini di ascolti, del Tg3.

Secondo te, davvero in Italia esiste un pericolo “libertà di stampa”?

Va considerato che il 54% degli italiani si informa guardando la televisione. Dunque se in Italia non si informasse anche quel 54% con la messa in onda di una trasmissione come quella di Santoro, allora ci sarebbe l’elusione dell’art.21. Tra l’altro i documenti usati da Santoro nella prima puntata non erano prodotti in esclusiva, ma presi da altre fonti, diversamente consultabili. Ecco, la sua operazione è stata quella di mostrare una informazione che diversamente non era facilmente raggiungibile da quel 54% e questo è proprio l’obiettivo del servizio pubblico.

Perciò: pagare o non pagare il canone Rai?

Il servizio pubblico è sostenuto dal pagamento del canone, è quello che assicura la pluralità di espressione e di informazione. Pagare il canone Rai significa assicurare che non vi sia l’elusione dell’art.21.

[Foto | Flickr]

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22 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di kaisersose67

    kaisersose67

    29 set 2009 - 10:09 - #1
    4 punti
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    Si dovrebbe rammentare ai Sig. Feltri, Belpietro e Santadechè che mentre il canone è eludibile, il FINANZIAMENTO PUBBLICO AI GIORNALI è prelevato dalle nostre tasse SENZA POSSIBILITA’ DI DISSENSO.
    Ecco dove sta il nocciolo della questione: rinuncino ai finanziamenti all’editoria, se la cavino con le proprie forze, come pontifica l’altro nano Brunetta si mettano sul mercato, allora poi potranno chiedere di evadere il canone.
    Altrimenti le loro affermazioni sono ascrivibili semplicemente all’ordine del loro padrone, mettendo sotto silenzio tutti coloro che non siano controllabili dalla mordacchia di regime.
    Leggevo oggi sul corriere che la Gabanelli non trova nessuno che la assicuri su eventuali cause dopo l’annullamento della tutela legale della Rai.
    Ecco questo dovrebbe servire a fare riflettere coloro che ancora pensano che esista libertà di informazione in Italia.
    Grazie al nano.

  • Profilo di Corrado

    Corrado

    29 set 2009 - 10:10 - #2
    0 punti
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    Parole sacrosante.

  • Profilo di Picchiatello

    Picchiatello

    29 set 2009 - 10:19 - #3
    1 punto
    Up Down

    Veramente e’ nei discorsi e’ scappato che il 99% del giornalismo italiano e’ oramai anestetizzato ed ha come padrone un solo uomo….se scrivi qualcosa che non piace vieni nella migliore delle ipotesi mezzo da parte; qui stiamo discutendo su quell’1% di giornalisti che ragionanano ( anche sbagliando) con la propria testa e si ostinano a dare notizie di questo paese che esulano dalla cronaca nera o rosa come fanno libero o il giornale.
    Non mi sorprende il fatto che Feltri o Belpiero non vogliono pagare le tasse..,,,perche’ fino a prova contraria il canone e’ un imposta….perche la guardia di finanza non si muove e va a controllare queste testate?

  • Profilo di diego1984

    diego1984

    29 set 2009 - 10:29 - #4
    2 punti
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    sprecarlo come fate voi (vedi affari tuoi, balivo varie…..) invece cosa significa???????
    SPIEGATECELO

  • Profilo di fox63

    fox63

    29 set 2009 - 10:52 - #5
    2 punti
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    Il canone si paga ovunque ma ci sono delle differenze non da poco, in GB si paga alla BBC 250 euro ma si possono vedere 10 canali tv e senza pubblicità, in Spagna la TVE non ha canone e nemmeno pubblcità, in Germania si paga 220 euro ma non vi è pubblicità nei programmi ma solo fra uno e l’altro e poca, in Svizzera si paga 310 e anche pubblicità solo fra un programma e l’altro, in Francia 116 ma niente pubblicità dalle 20.
    In Italia paghiamo 107 euro per una televisione di stato che è in realtà una tv commerciale a tutti gli effetti con tanta pubblcità e molta attenzione agli ascolti, se un programma non ha tanti ascolti viene bannato come su una tv commerciale, la tv dis tato non dovrebbe essere così, inzia un programma e deve essere portato a termine perché anche quei pochi che lo guardano pagano un canone e hanno il diritto di vederselo fino alla fine.
    A questo punto hanno due scelte si tiene il canone e si comporta da tv di stato con poca pubblicità e sicuramente non dentro i programmi o senza canone e continua come ha sempre fatto sino ad oggi.

  • jajajaja

    29 set 2009 - 10:55 - #6
    -1 punto
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    Quanti in Italia pagano il canone Rai?
    Nord - 30-40%
    CENTRO - 10-20%
    SUD - ?????
    Non è una questione di razzismo, ma la verità è questa!
    Allora meglio toglierlo e vedere chi sopravvive.

  • Profilo di Manno

    Manno

    29 set 2009 - 11:08 - #7
    0 punti
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    107 euro per vedere una televisione di stato che offre letteralmente solo una manciata di programmi meritevoli (Report, Annozero, Blob, Scorie, La storia Siamo Noi.. STOP!) non sarà troppo poco?

  • Profilo di polemicaMente

    polemicaMente

    29 set 2009 - 11:18 - #8
    0 punti
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    peccato che da Roma in giù rispondano al sig Verna alzando il dito medio……anzi non fanno nemmeno lo sforzo di alzarlo ( il dito medio)!

  • Fra X

    29 set 2009 - 11:34 - #9
    0 punti
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    La maggior parte di chi non paga il canone non è certo perchè si lamenta della programmazzione RAI, ma è furberia e basta! Come le altre tasse con i ricconi che dichiarano cifre normali diciamo e poi…
    Quà comunque m’ incacchio perchè io e non solo quì avevamo portato testimonianze di comea noi che avevamo pagato ci continuassero a rompere le balle tra telefonate e lettere. Questo però mi pare lo facciano le sedi regionali. Facessero meglio il loro dovere!
    Comunque il discorso non era su chi lo pagasse o meno, ma sul fatto che c’ è certa gente che istiga a non pagare una tassa, brutta certo, e quindi invita all’ illegalità! Sic!

  • Fra X

    29 set 2009 - 11:36 - #10
    0 punti
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    “fuberia”

    Anzi, non pagare una tassa è un reato! Sono criminali e basta! E non se ne vergognano! Bleah!

  • chelilèmatt

    29 set 2009 - 11:42 - #11
    0 punti
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    Che belli seduti sulle loro poltrone, a parlare dei soldi degl’altri A RIDICOLIIIIIIIIIIIII

  • Profilo di Kevin Walker

    Kevin Walker

    29 set 2009 - 12:15 - #12
    1 punto
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    Voglio pagare il canone a percentuale, in base a ciò che vedo sulle reti Rai

  • io e serena

    29 set 2009 - 13:11 - #13
    0 punti
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    jjjj in toscana il canone si paga qualche furbo ci ha provato ma sono andati a casa a riprenderseli i soldi con more varie , quindi conviene pagarlo e fare poche storie . finche non si decideranno a togliere questa tassa

  • darling3

    29 set 2009 - 13:13 - #14
    0 punti
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    finchè la rai avrà il canone non potrà avere la stessa pubblicità di mediaset!
    questo significa che se la rai mantiene il canone non potrà mai togliere la pubblicità a mediaset…
    come fanno quelli di sinistra a non capire una cosa simile!
    pazienza, amici di sinistra continuate a farvi del male!

  • 1984

    29 set 2009 - 14:03 - #15
    0 punti
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    “Che belli seduti sulle loro poltrone, a parlare dei soldi degl’altri”

    come gli amministratori a milano: LORO viaggiano sulle limousine con autista e a NOI vorrebbero aumentare il biglietto del tram (che passa in ritardo e affollato)…

  • Profilo di axel_vi2

    axel_vi2

    29 set 2009 - 14:38 - #16
    -1 punto
    Up Down

    “Canone Rai, pagarlo significa assicurare il pluralismo”

    SOPRATTUTTO NON PAGARE IL CANONE SIGNIFICA FAVORIRE MEDIASET, CACCHIO!!!!

  • Profilo di axel_vi2

    axel_vi2

    29 set 2009 - 14:41 - #17
    -1 punto
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    fonte: leggo.it

    “Chi non paga il canone Rai va considerato evasore. Lo ha precisato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, rispondendo ai giornalisti che, a proposito della campagna lanciata da taluni quotidiani, gli chiedevano se chi non paga il canone Rai sia o meno da considerare evasore fiscale. «Sì, è una imposta» ha risposto Befera a margine del convegno “Il destino dei paradisi fiscali”.”

    Quindi abbiamo, per riassumere, i giornali di proprietaà della famiglia BERLUSCONI, che invitano ad evadere le tasse.

    Serve ancora qualche altro segnale per capire da che razza di manigoldo siamo governati?

  • 1984

    29 set 2009 - 16:29 - #18
    0 punti
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    “Chi non paga il canone Rai va considerato evasore”

    Giustissimo. Tranne chi non possiede il televisore, ma solo il pc.

  • dindi

    29 set 2009 - 17:01 - #19
    0 punti
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    A dire il vero il canone deve pagarlo chiunque abbia un dispositivo che consenta di riprodurre canali tv rai (quindi video-telefonini, pc, etc).

  • Profilo di Paola83

    Paola83

    29 set 2009 - 17:48 - #20
    0 punti
    Up Down

    Copio e sistemo il commento lasciato sul post de Il Giornale.
    Giusto non pagare il canone RAI! Al di là della politica… questa tassa non ha senso di esistere!
    Poi è logico che si parla di evasione fiscale… d’altronde è una tassa!
    Ma Verna non puo’ dire che questa tassa permette il pluralismo… perchè
    fino a pochi anni fa era una tassa per poter ricevere la RAI, poi con l’arrivo delle televisioni private (non solo Fininvest, ma anche locali, TMC e molte altre) il monopolio si è rotto e la gente ha cominciato a smettere di pagare una tassa per non vedere niente! (Perchè alla fine era quello che si vedeva in RAI alla fine degli anni 70…Niente!)
    Solo allora è stata attuata la genialata di farla diventare una tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo!

  • Profilo di Paola83

    Paola83

    29 set 2009 - 17:51 - #21
    0 punti
    Up Down

    Quindi noi paghiamo per avere una televisione, che potremmo usare solo per guardare DVD!

  • LaPelata

    29 set 2009 - 20:17 - #22
    1 punto
    Up Down

    Come vi girate ve lo infilano dove vogliono, lo dice la parola IMPOSTA, come SUPPOSTA.

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