È successo in TV - 16 ottobre 1984: le reti Fininvest vengono oscurate (video)

Oggi nel passato: 34 anni fa il giorno più buio della storia della televisione privata in Italia

Era martedì 16 ottobre 1984 quando gli agenti della Guardia di Finanza e i funzionari della Escopost occuparono le sedi Fininvest di Torino, Roma e Pescara che ritrasmettevano in interconnessione i programmi di Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Sequestrarono le videocassette che contenevano le registrazioni dei programmi sigillando i cosiddetti ponti radio che consentivano ai canali Fininvest di trasmetterli in tutta Italia violando il monopolio Rai sulle trasmissioni nazionali che era stato ribadito dalla Corte Costituzionale.

Le regioni coinvolte nella vicenda furono il Lazio, Piemonte e Abruzzo. A ordinare il blitz erano stati il pretore torinese Giuseppe Casalbore e i suoi colleghi Eugenio Bettiol, di Roma e Nicola Trifuoggi, di Pescara. Agivano, in base all' articolo 195 del Codice Postale: ad essere sotto accusa era proprio l' interconnessione.

All'epoca era consentito alle tv private trasmettere solo in sede locale. Per sviare il divieto di trasmettere i programmi contemporaneamente in tutta Italia, il gruppo Berlusconi riforniva quotidianamente le varie sedi locali sparse per lo stivale con videocassette che poi venivano mandate in onda alla stessa ora.

Fra le reazioni all'oscuramento, oltre alla contestazione dei telespettatori, le tre emittenti sotto sigillo fecero comparire sugli schermi la scritta: "A seguito del sequestro disposto dal pretore di Torino, le trasmissioni sono sospese".

A smuovere una situazione che stava diventando piuttosto pesante, ci pensarono due pilastri delle reti Fininvest, il 'padre' delle tre reti Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo che due giorni dopo il blocco, giovedi 18 ottobre 1984, realizzò un grande evento televisivo che nonostante la diffusione locale (Roma) a causa dell'oscuramento, aiutò alla riaccensione delle tre reti. All'epilogo della vicenda, Bettino Craxi, capo del governo in carica di allora, emanò il famoso decreto Berlusconi che liberalizzava le trasmissioni.

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