Mario Giordano e la strategia dei cartelli: come avere i riflettori addosso rimanendo in silenzio

Mario Giordano inaugura la strategia dei cartelli nei talk show. Messaggi scritti su un foglietto esposto quando a parlare è l'interlocutore. Un modo per avere sempre i riflettori puntati

Mi lasci finire”, “Io l’ho lasciata parlare”, “Ho ascoltato senza interromperla”. Quante volte abbiamo sentito ripetere queste frasi in tv? Vere e proprie cantilene figlie di ore ed ore di talk show che accolgono al loro interno politici, giornalisti e opinionisti.

Poli opposti, il bianco e il nero. Più si è distanti meglio è, perché le divergenze creano scontro e lo scontro, almeno in teoria, dovrebbe aumentare l’ascolto.

Processi reiterati a cui qualcuno ha saputo opporsi, aggirando l’ostacolo delle continue interruzioni. Stiamo parlando di Mario Giordano, ex direttore del Tg4 e da qualche settimana alla guida di Fuori dal coro su Retequattro.

Il giochino è tanto semplice quanto efficace: munirsi di fogli e cartelli su cui scrivere messaggi e concetti a effetto che gli consentano – con la complicità della regia - di essere al centro della scena anche quando a parlare è il suo interlocutore.

La strategia va in porto laddove il giornalista piemontese non è padrone di casa, bensì ospite, generalmente in collegamento. Martedì sera a CartaBianca, ad esempio, Giordano era tra gli invitati al dibattito che affrontava la vicenda del sindaco di Riace, Domenico Lucano. Un confronto impari, che vedeva in studio la presenza 'contraria' di Alain Friedman, Nicola Fratoianni e Udo Gumpel.

Ecco allora il soccorso dei cartelli, ben quattro, contenenti altrettante comunicazioni mostrate nell’arco di mezz’ora, tra le quali spiccavano “Gli immigrati rendono più della droga” e “Chi accoglie gli immigrati può violare la legge?”.

Quello che può ricordare alla lontana il metodo Povia, lanciato nel 2009 al Festival di Sanremo, era già stato testato nell'ambito di una recente partecipazione di Giordano a Stasera Italia. Qui però al messaggio veniva allegato pure l’hashtag del suo programma nell’ambito di un'autopromozione aziendale. A Cartabianca almeno questo passaggio è stato evitato.

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