Grande Fratello VIP 2018: risate sulla gara del lato B dei concorrenti e sulla mano morta di Ivan Cattaneo. Due pesi e due misure?

Una riflessione sui double standards applicati nel corso della terza puntata del Grande Fratello VIP 3: perché nessuno si è lamentato degli atteggiamenti molesti di Ivan Cattaneo verso i maschi della casa, costretti fra l'altro ad una sfida del miglior lato B?

In linguaggio tecnico, con il termine double standard ci si riferisce all’applicazione di criteri di giudizio (e critica) diversi rispetto a situazioni simili. Un principio, evidentemente, ampiamente sfruttato in occasione della terza puntata del Grande Fratello VIP, nel corso della quale sono andati in scena un paio di siparietti piuttosto imbarazzanti, passati del tutto inosservati agli occhi di Ilary Blasi e del sempre attento Alfonso Signorini. Ma andiamo con ordine.

Per l’occasione, la produzione ha deciso di organizzare una prova settimanale costruita con l’evidente intento di creare scene divertenti e "pruriginose", perfette per trasformarsi in gif virali. Tutto bene, fino a questo punto, ci siamo ampiamente abituati, nonostante siano contenuti che oramai puzzano di stantìo.

Nella sfida per il budget settimanale, nello specifico, i concorrenti avrebbero dovuto passarsi, senza l’uso delle mani, pietanze varie ed eventuali, un’occasione evidentemente troppo succosa per il Malgioglio wannabe Ivan Cattaneo, che ha deciso di cogliere la palla al balzo per palpeggiare e leccare, senza troppi complimenti, gli uomini più avvenenti della casa.






Soltanto pochi minuti dopo, gli stessi “bronzi” (nello specifico, Walter Nudo, Stefano Sala, Fabio Basile, Francesco Monte e Elia Fongaro) sono stati chiamati ad una gara di bellezza da parte delle tre “comari della casa, Eleonora Giorgi, Lory del Santo e lo stesso Cattaneo. Ciliegina sulla torta della speciale sfilata di moda è stata una gara dedicata al loro miglior lato B, una sfida che, se si fosse svolta fra donne, avrebbe scatenato polemiche a non finire da parte delle femministe (e non solo). Lo stesso, identico discorso, giusto come termine di paragone, si sarebbe dovuto fare per esempio sulla recente pubblicità di Idealista con il giovane palestrato completamente nudo, passata quasi del tutto inosservata agli occhi dei critici.


Viene dunque da chiedersi perché un corpo maschile trasformato in oggetto in televisione vada bene e quello femminile invece no. O ancora, perché un Ivan Cattaneo possa permettersi di palpeggiare e "molestare" (passateci il termine) un altro uomo senza che nessuno si possa permettere di dire niente.

Certe cose, ormai ci abbiamo fatto il callo, non si possono dire e queste domande non possono trovare una risposta, concreta e ragionata, che non scateni un putiferio. Viviamo, purtroppo, in un’età in cui il politcally correct la fa da padrone e certi discorsi suonano intolleranti, anche se l’aggettivo più giusto, va detto, dovrebbe essere “scomodi”. Se davvero siamo tutti uguali, se tutti dovremmo avere gli stessi diritti, allora siamo tutti sullo stesso piano al momento di ricevere delle critiche. Oppure, per alcuni, vale il principio del "due pesi e due misure"?

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