Gialappa's Band: "Crozza non voleva fare parodie. Impiegammo un mese per convincerlo a fare Sacchi"

La Gialappa's Band svela un retroscena su Maurizio Crozza: "Impiegammo un mese per convincerlo a fare Sacchi, non voleva fare parodie". Poi parla di Teocoli, Luttazzi e Cortellesi

Oggi è il maestro delle parodie, con nuovi personaggi che prendono vita di stagione in stagione, per diventare puntualmente dei tormentoni. Ma in pochi sanno probabilmente che, in origine, Maurizio Crozza di parodie non voleva sentirne proprio parlare.

A svelare l’aneddoto è stata la Gialappa’s Band che, durante un’intervista a tre a Le Iene (qui live e recensione della prima puntata), ha raccontato le difficoltà incontrate nel convincere il comico genovese a tuffarsi nelle caricature di personaggi noti.

“Quando gli chiedemmo di fare Sacchi ci mettemmo un mese. Ci diceva ‘io le parodie non le farò mai’”.

Crozza da quel momento in poi ci avrebbe preso gusto, allungando la lista delle imitazioni a Quelli che il calcio e, in seguito, negli show proposti a La7 e sul Nove.

Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto si sono inoltre espressi su altri artisti che hanno collaborato con loro nel corso degli anni, Da Teo Teocoli, definito dai tre “immenso, fuori dal comune ed ondivago” a Daniele Luttazzi, “enigmatico e assurdo”, passando per la “meravigliosa e sorridente” Paola Cortellesi.

Una speranza per il futuro? Lavorare con Checco Zalone.

“Purtroppo temiamo che non succederà mai, non perché non vogliamo noi, ma continuiamo a sperare che possa accadere”.
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