La battaglia degli chef di Rai2, ecco i giurati (Anteprima Blogo)

Anticipazioni sullo spettacolo della cucina di Rete 2

Abbiamo già avuto modo di parlarvi del nuovo cooking show che verrà diffuso dalla seconda rete del servizio pubblico radiotelevisivo da martedì 20 novembre, dopo Stasera tutto è possibile e per ben sei emissioni. Il titolo di questo programma sarà La battaglia degli chef, ed il teatro di questa guerra culinaria sarà quello di un vero ristorante romano, dove i concorrenti dovranno mettersi alla prova come cuochi ma non solo, anche come dei veri e propri gestori di un ristorante in tutti i suoi aspetti.

L'obbiettivo finale del vincitore di questo programma sarà proprio quello di diventare proprietario di un ristorante. Niente conduttori in questo programma, ma in campo una giuria stellata formata da tre prestigiosi chef e che TvBlog è in grado oggi di anticiparvi i nomi, dopo avervi dato qualche indizio un paio di mesi fa.

Andrea Berton

Partiamo da Andrea Berton che nasce in Friuli nel 1970. Inizia la sua avventura in cucina a Milano nella brigata di Gualtiero Marchesi in Via Bonvesin della Riva.

La sua formazione prosegue nei migliori ristoranti del mondo: prima da Mossiman’s a Londra, poi all’Enoteca Pinchiorri e Firenze, e infine al Louis XV di Montecarlo sotto la guida di Alain Ducasse. Dal 1997 al 2001 si impegna come Chef alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, guadagnando la sua prima stella Michelin. Dopo questa importante conquista torna da Marchesi come Executive Chef del gruppo.

Nel 2005 inizia la collaborazione con il Ristorante Trussardi alla Scala dove ottiene numerosi riconoscimenti quali la prima stella Michelin nel 2008 e la seconda nel 2009, le tre Forchette dal Gambero Rosso nel 2010 e tre Cappelli nella guida dell’Espresso nel 2011. Nel 2012 decide di dedicarsi a consulenze nel posizionamento, nell’ideazione e nello sviluppo di progetti di ristorazione di qualità. Con un gruppo di soci a settembre 2012 apre Pisacco Ristorante e Bar, e, nel luglio 2013, DRY Cocktail&Pizza.

Il ritorno alla "sua" cucina avviene con l'apertura del Ristorante Berton dove lo Chef presenta “piatti moderni” con una valorizzazione degli ingredienti di base, e la rivelazione di alcuni ingredienti poco conosciuti.
Inaugurato nel dicembre 2013, il Ristorante che porta il nome dello Chef si caratterizza per una cucina dove i sapori sono sempre riconoscibili al palato.

Lo Chef presenta “piatti moderni”, come ama definirli, con una valorizzazione degli ingredienti di base, e la rivelazione di alcuni ingredienti poco conosciuti. Grande importanza all’interno del menu ha il brodo che, nobilitato a piatto vero e proprio, rappresenta la massima sintesi dell’ingrediente principale di ogni piatto.
A riprova della grande dedizione e professionalità dello Chef, nel Novembre 2014, a neanche un anno dall’apertura del suo Ristorante, Berton ottiene una Stella Michelin.

Nel Marzo 2015 Berton viene nominato Ambasciatore EXPO e nel 2016 ottiene 18 su 20 punti dalla Guida Espresso, le Tre Forchette del Gambero Rosso. Nell’ottobre 2016 lo Chef ottiene I Tre Cappelli della della Guida ai Ristoranti d’Italia de l’Espresso oltre al premio Riso Scotti “Il Risotto dell’Anno”. Ad Agosto 2016 lo chef inizia la sua collaborazione con Il Sereno, lussuoso resort sul lago di Como inaugurato i primi di settembre, dove apre il suo ristorante “Berton Al Lago”. Ad Aprile 2017, insieme al gruppo di soci con cui aveva aperto il fortunato format DRY Cocktail & Pizza, lo Chef inaugura il Nuovo DRY, in Viale Vittorio Veneto 28 a Milano.
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Isabella Poti

Il secondo chef del magnifico terzetto di giurati della Battaglia degli chef è Isabella Poti. Ventun anni. Questa l’età di Isabella Potì, giovane sous chef e pastry chef del ristorante Bros –intuito, voluto e aperto a Lecce dai fratelli Floriano e Giovanni Pellegrino– è stata inserita dalla rivista americana Forbes nella classifica dei 30 personaggi “under 30” da tenere d’occhio per i prossimi anni.

Philippe Leveillè

Chiudiamo con Philippe Leveillè. Nato a Nantes nel 1963, Philippe Léveillé ha frequentato l’alberghiero di Saomure prima di avviare una girandola di peregrinazioni in giro per il mondo, spezzate solo dal servizio umanitario nazionale prestato in Somalia, Etiopia e Yemen per la croce rossa nel biennio 1981-82. Dall’esordio parigino presso l’Hotel Winsor Clovis, lo hanno portato all’Hotel Helton Kennedy di New York, al ristorante Boucairre Meridiane in Martinica, fino al Vis Palace Grand Corniche a Montecarlo. Il cuoco volante non pensa certo di poggiare la toque quando il vento lo spinge alle Maschere di Iseo, dal 1987 al 1991. Dopo un anno all’antico ristorante Ponte di Briolo, invece, il 25 ottobre 1992 approda al Miramonti di Caino presso la famiglia Piscini, che nel 1994 seguirà nella nuova e definitiva stazione del Miramonti l’altro: fine corsa a Concesio.

Qui la grande tecnica di Philippe, che padroneggia l’accademia, si incontra umilmente con il savoir-faire insuperabile di Mary Piscini, che gli trasmette i segreti di piatti cult come il Risotto ai funghi e formaggio dolce di montagna, prima di lasciargli definitivamente i fornelli. Philippe, che si dichiara italiano (ma forse capisce bene l’opulenza bresciana proprio perché bretone, insinua Paolo Marchi), non perde occasione per omaggiarla, rivendicando un maggiore riconoscimento per il ruolo delle donne ai fornelli. Con il migliore degli happy end, il matrimonio d’amore si concretizza nella fede che cinge l’anulare suo e della bella Daniela, elegante padrona di casa insieme al fratello Mauro Piscini.

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