Marco Liorni: "Polemiche con la Rai? Stava accadendo qualcosa di incomprensibile"

Intervistato dal settimanale Oggi, il conduttore parla delle polemiche arrivate per l'addio a La vita in diretta: 'Avevamo concordato una strada con la Rai ma poi...'

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Lo conosciamo per essere stato il volto buono del pomeriggio di Rai 1, i 7 anni passati negli studi de La vita in diretta per lui sono stati la palestra per eccellenza, ma qualcosa è andato storto, come se la famosa 'crisi del settimo anno' si fosse spostata in ambito lavorativo per lui, ma Marco Liorni, generalmente discreto e mai sopra le righe, nell'intervista rilasciata al settimanale Oggi ha scelto di parlarne a circa un mese dalla sua ultima puntata.

Il conduttore cerca di spiegare le motivazioni che hanno portato alla tensione con la Rai, resosi conto delle polemiche che giravano attorno al suo addio al programma giornalistico, ma non si azzarda ad addentrarsi in quella che è stata evidentemente una situazione delicata, sul filo della degenerazione:

E' la prima volta che mi accade, stava accadendo qualcosa di incompresibile. Avevamo concordato una strada, poi è saltata e siccome eravamo a fine aprile, quindi molto in là, c'è stato un momentaccio, rapporti tesi. Ma poi, insomma, non si poteva gettare proprio tutto alle ortiche. Adesso metteremo semi al sabato pomeriggio.

Il 12 settembre 2011 parte la sua avventura a La vita in diretta raccogliendo un testimone pesante, quello di Lamberto Sposini (ricordato affettuosamente nell'intervista), le sei edizioni hanno lasciato il segno nelle sue abitudini:

Questi 7 anni mi hanno dato tanto in termini di esperienza umana, e poi tanti amici, troppi caffè, il contatto col Paese in tempi di crisi e di segnali di ripartenza.

Liorni aggiunge il fatto che tra i tanti momenti più impegnativi vissuti nell'arco delle edizioni condotte, c'è senza ombra di dubbio il racconto della morte di Fabrizio Frizzi nel giorno del suo addio.

Ma passando sul lato umano certo, lo abbiamo detto, è sì il volto buono del piccolo schermo, ma anche lui è un essere umano, non un'automa, e alla domanda che si sofferma sul suo carattere, il conduttore ammette che quando c'è da arrabbiarsi...:

La pazienza la perdo come tutti! Sono di indole mite, ma questo non vuol dire che mi faccia mettere i piedi addosso, e comunque preferisco prevenire: di solito mando segnali chiari e se gli altri non si regolano, mi regolo io, per esempio chiudendo il rapporto. Ho imparato a non coltivare la rabbia, ma a usarla per arrivare prima alle soluzioni. Mi arrabbio solo se chi si comporta male è una persona che stimo - aggiungendo - Temete l'ira del mite!

Il suo futuro professionale si chiamerà Italia sì, andrà in onda il sabato pomeriggio su Rai 1 in una fascia oraria molto complicata per la rete, quella del pomeriggio:

Sperimenteremo, è un format inedito e strutturato, ma libero, le energie possono sprigionarsi. In studio verranno persone che ci vogliono mettere la faccia e non solo le dita sulla tastiera. Un programma sincero e leggero, pronto a prendere sul serio ciò che deve essere preso sul serio. E se in quella fascia da sempre la Rai soffre, vorrà dire che, perso per perso, oseremo di più.

Liorni non vede il suo 'riposizionamento' come il peso di una punizione:

E perchè avrebbero dovuto punirmi? Andiamo... No, su altre situazioni hanno fatto altre scelte e c'era disponibile questa fascia. Offriremo al pubblico due ore piacevoli.

Dopo le tensioni interne all'azienda, il conduttore non intende lasciarsi andare troppo con chi lo ha portato a questa situazione:

Mi sono tolto qualche sassolino con chi di dovere. La Rai ha dentro moltissime persone capaci e che ci tengono. La stragrande maggioranza. Certo, fuori c'è una Nazione che si aspetta ancora di più dalla Rai-Servizio Pubblico, ma se ognuno interpreta con coscienza il proprio ruolo, non serve riformarla.

 

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