Saverio Raimondo a Blogo: "In tv italiana nulla di divertente, io censurato a CCN sul Papa ma non urlo allo scandalo"

Alla vigilia dell'ultima puntata della quarta stagione di CCN, lo stand up comedian racconta a Blogo: "L'ufficio legale di Viacom ha bloccato la messa in onda della mia intervista impossibile al Papa. Censura demenziale e stupidissima"

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Venerdì 8 giugno su Comedy Central, il canale di Viacom Italia dedicato all'intrattenimento e alla comicità presente su Sky al canale 124, andrà in onda l'ultima puntata della quarta stagione di CCN (Comedy Central News). Lo stand up comedian Saverio Raimondo ai microfoni di Blogo ha presentato così l'appuntamento di domani sera, nel quale sarà mandata in onda anche l'intervista impossibile al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 'interpellato' sul tema del sesso orale:

Fabio Volo è l'ospite di richiamo, gli abbiamo riservato un trattamento diverso, coinvolgendolo anche nel panel finale. Non lo conoscevo personalmente. È stato bello notare come lui fosse sorpreso dal fatto che si potessero fare gag di un certo tipo anche in un programma televisivo italiano. Ci siamo trovati bene, so che lui si è divertito, noi altrettanto. Quando ho lanciato la fake interview a Mattarella è rimasto sbigottito...

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Come nasce l'idea delle interviste impossibili?

Le interviste impossibili - basate sulla manipolazione, che è la nuova frontiera della satira, quella mi diverte di più - sono una gag classica, se vogliamo, vecchia. Il nostro programma non è costruito sull'ospite, non siamo schiavi di quella logica. La fake interview dimostra che oggi non è importante avere l'ospite, tanto anche se non ce l'hai... lo crei usando gli effetti speciali. Quest'anno abbiamo realizzato 5 interviste impossibili; una, quella al Papa non è andata in onda...

Censura?

L'ufficio legale non ci ha dato l'ok. Peccato, era la più divertente insieme a quella di Mattarella.

A cosa è stato dovuto il mancato ok?

L'ufficio legale ci ha comunicato che il Papa ci avrebbe denunciato. Ho provato a spiegare che una cosa del genere non succede dai tempi di Giordano Bruno. E comunque nel caso sarebbe stata una trovata pubblicitaria incredibile.

Tutto normale?

Ovviamente l'ufficio legale può dire no a qualunque cosa, ma i motivi sono criticabili. Non ho una laurea in legge, mi rimetto alle loro decisioni anche se sono sicuro che non ci siano gli estremi per una denuncia. È roba da ridere in faccia, cosa che ho fatto quando mi è stata comunicata la decisione. Poi, non sono io il proprietario di Viacom e non posso decidere io per Viacom. È stata una censura stupidissima e demenziale. Peraltro, Scalfari può fare finte interviste al Papa e io no? È una questione generazionale?

Quindi hai accettato la censura?

C'è stato un dialogo, culminato con l'accordo che l'intervista potesse andare in onda ma con determinati tagli. Ho risposto: 'O integrale o niente'. E non è andata in onda, anche se in una delle puntate best of si vedranno degli spezzoni.

La tv censura la satira?

Se io oggi mi mettessi a urlare alla censura suonerebbe ridicolo. Per un no, mi sono stati detti tanti altri sì in questi anni. Quella sul Papa non è stata una decisione editoriale, ma dell'ufficio legale sulla quale avrei potuto obiettare. Ma ho una dignità.

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Pubblicato da Comedy Central IT su mercoledì 23 maggio 2018

Torniamo alle interviste impossibili. Sui social leggo alcuni commenti del tipo 'gli youtubers sanno fare molto meglio'...

Può essere. Invito gli youtubers che lo fanno meglio a farsi pagare. Perché, se uno sa fare una cosa bene è giusto che si faccia pagare.

Oggi spesso la realtà supera l'immaginazione. Per questo la satira fa fatica?

No. Sono stanco di sentirlo dire. Non è vero: la realtà supera l'immaginazione mediocre. La realtà è sempre battibile, è banale e mediocre. La fantasia può sempre battere la realtà. Certo, bisogna averne i mezzi e la libertà per farlo.

CCN sulla tv generalista avrebbe un senso?

Il late night satirico è in onda in assoluta serenità in tutti i Paesi occidentali, in America ce ne sono oltre una decina. Per me non ci sarebbe niente di strano se in una seconda serata di un canale in chiaro ci fosse CCN. Però oggi nessuna rete in chiaro in Italia vuole fare un programma così. O meglio, vorrebbe, ma ha paura. O non ci sono i soldi per le seconde serate. Comunque non mi sento di dire che quelli di Viacom siano coraggiosi perché CCN non è un programma che fomenta la rivolta.

Aldo Grasso qualche giorno fa sul Corriere ha scritto bene di te. La critica televisiva, in generale, ti vede di buon occhio, eppure fai poca tv generalista. Accade perché sei uno di nicchia o perché la tv ha un problema?

Che nella tv italiana ci sia un problema... decisamente, ma lo dico da spettatore: non trovo nulla di divertente, non c'è la seconda serata, non c'è un programma satirico contemporaneo. Per questo vado a guardare la tv straniera, non quella italiana. Per quanto riguarda me, ho 34 anni, spero che il futuro mi riservi ancora qualcosa di buono (ride, Ndr). E comunque non mi dispiace essere uno da nicchia. Prendo atto della situazione italiana e il fatto di riuscire a lavorare, pur nella nicchia, è una fortuna incredibile. Sono sereno: mi sento come quegli uomini così tanto belli da aver paura ad andarci a letto.

Veniamo alla recente polemica sollevata dal capo delegazione sanmarinese Alessandro Capicchioni per il commento tuo e di Carolina Di Domenico delle semifinali dell'Eurovision Song Contest trasmesse da Rai4.

Perfino la Rai che ha paura della sua stessa ombra - e lo dico con affetto - non ha in nessun modo replicato a quel comunicato buffo arrivato da San Marino e non ha preso posizione, limitandosi a mettere like al mio post su Facebook in cui deridevo la cosa. Questa roba non può essere presa sul serio. Era una querelle contro San Marino, tutta a livello social; una cosa buffa che io come comico ho cavalcato. Ma era una cosa ridicola che ho commentato in maniera grottesca.

Tutta questa vicenda in effetti buffa ha avuto ripercussioni serie sul tuo lavoro?

No, assolutamente. Anzi, la direttrice di Rai 4 è stata molto contenta del lavoro. Non escludo di rifarlo l'anno prossimo, quando però sfodererò l'artiglieria pesante nei confronti di San Marino (ride, Ndr). Chi prende sul serio questa vicenda manca di senso dell'umorismo. Il problema non ce l'ho io, ma chi manca di senso dell'umorismo.

Francesco Lancia, tra gli autori e panelist (insieme a Francesco De Carlo e Stefano Rapone) di CCN, appare anche davanti alle telecamere. Alessandro Greco nell'intervista rilasciata a Blogo ha rivendicato di essere stato lui a lanciarlo in tv a Zero e lode. Ha ragione?

Premesso che a scoprire Lancia è stato il Trio Medusa, con il quale collabora da anni a Radio Deejay. Per quanto riguarda la tv, appare in video a CCN già dalla prima edizione. Sulla tv generalista, in effetti, il merito è di Alessandro Greco. Per essere puntigliosi, in realtà, il merito vero è di Stefano Santucci, autore sia di CCN sia di Zero e lode.

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