Elezioni 2013: il confronto in tv fra candidati. Ci sarà? Chi parteciperà?

Elezioni 2013 - Parlamento

Una delle incognite delle elezioni 2013 è prettamente televisiva, prima che politica.
La domanda riguarda il confronto in tv fra candidati.

Che poi potrebbero essere due. Uno in Rai, uno su Sky.

Sky, a dire il vero, è già lanciatissima e con il profilo Twitter di SkyTg24 sta già raccogliendo le domande degli utenti del social network ai politici.

Sempre su Twitter, Mentana preannuncia, evidentemente deluso dal fatto che La7, pur essendosi offerta anche per ospitare confronti faccia a faccia fra candidati, oltre che un confronto generale, che si va verso un confronto a 6 in Rai (senza dire nulla di Sky).


Il confronto a sei era (è ancora, a dire il vero) oggetto di dibattito e dunque un'altra incognita. Perché alcuni vorrebbero una sfida ristretta (Monti, a quanto si apprende da fonti stampa, vorrebbe il confronto a tre con Berlusconi e Bersani; Berlusconi, dal canto suo, non ha mai fatto mistero di volersi misurare solo con Bersani per poter affermare ancora una volta la storia del voto utile e per ridurre gli altri candidati al ruolo di comprimari). Ma altri no. Altri vogliono il confronto a sei.

La svolta in tal senso è giunta da Bersani a Padova: durante un comizio, il leader del Pd e candidato premier per il Centrosinistra, infatti, ha ribadito di essere pronto a un confronto in tv. Con tutti i candidati, oppure niente.


Il che significa: Berlusconi, Bersani, Giannino, Grillo, Ingroia e Monti. Ingroia ha subito rilanciato accettando. Grillo e Giannino (il primo, poi, dopo l'annuncio del suo ritorno in tv, a maggior ragione) non avranno molto da obiettare, se ci saranno regole certe. E forse anche se non ci saranno, per ragioni di visibilità.

C'è un problema, in tutto ciò. Che i candidati non sono solamente sei. E quindi c'è già chi spinge per fare in modo che il confronto sia riservato solamente ai 3 capi-coalizione (come piace a Monti, e come potrebbe piacere anche a Berlusconi) e non a 6 candidati: la cosa, infatti, potrebbe essere discriminatoria per gli altri.

Dovessimo scommetterci, scommetteremmo su un confronto allargato ma non troppo. E, ovviamente, che se i confronti dovessero davvero essere due, saranno, appunto, su Rai e Sky.

Ma il tempo stringe: c'è Sanremo (non si vorrà mica controprogrammare la politica alle canzonette) e poi ci sono le elezioni. Quindi, da sabato in poi tutti i giorni sono buoni.

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