I Retroscena di Blogo: La nuova Rai targata Di Maio-Salvini

Quel che potrebbe accadere alla televisione pubblica con la nascita del nuovo governo

Bollono in pentola, anzi nel pentolone della politica romana i punti di un accordo che permetterà la nascita del governo Di Maio-Salvini, in un patchwork di tessere il cui unico denominatore comune ha due paroline: centro e destra. Se per questo governo la soluzione appare ormai in dirittura d'arrivo con i leader dei Cinque stelle e della Lega pronti a baciarsi in bocca per sancire il cosi detto "contratto" di governo, appare quasi conseguente ciò che i due si diranno in tema di televisione e di Rai in particolare.

Secondo quanto filtra da ciò che dicono i bene informati sull'argomento, la parola d'ordine del nuovo governo per la Rai sarà pulizia da tutto ciò che è stato passato, ma nessuna ruspa in campo. I due nuovi alleati di governo si muoveranno in Rai in maniera chirurgica per far cambiare verso alla televisione pubblica. Si partirà, sempre dalle ipotesi in campo, dando fiducia all'enorme potenzialità finora nascosta della macchina Rai, diminuendo i compensi delle star, per ridistribuire ciò che verrà risparmiato agli uomini Rai che tutti i giorni mandano avanti la baracca.

In altre parole, si parla di diminuzione dei compensi delle star e di aumenti in busta paga per i lavoratori di viale Mazzini. Non solo, si parla anche di una significativa diminuzione di produzioni televisive affidate a società esterne e di un aumento esponenziale di programmi prodotti internamente alla televisione pubblica, questo per utilizzare maggiormente le risorse interne, a partire dai centri di produzione periferici, come per esempio quello di Torino dove attualmente viene prodotto "M" di Michele Santoro e dove avrebbe potuto essere trasmessa la nuova serie della Prova del Cuoco.

Grande considerazione anche per le realtà locali, con un occhio al mondo che cambia, attraverso un maggior utilizzo dell'enorme potenzialità delle redazioni delle sedi regionali della Rai. Insomma, una piccola grande rivoluzione per cui occorre una persona che abbia sia grande esperienza nel mondo della televisione, ma anche un'indole decisionista e che conosca molto bene la macchina Rai. Certamente il primo nome che circola per il ruolo di DG Rai in sostituzione di Mario Orfeo, che ha ricevuto un offerta per accomodarsi sulla poltrona di direttore del Sole 24 ore, è quello dell'attuale consigliere di viale Mazzini Carlo Freccero, ma potrebbe spuntare anche un outsider.

Quest'ultimo avrebbe il volto di Antonio Azzalini, ex capo intrattenimento di Rete 1, ora direttore di Tele Norba, che non casualmente proprio poche ore fa ha dato mandato al suo avvocato di chiudere il contenzioso che aveva con la tv pubblica, dopo il licenziamento che dovette subire a seguito del famoso caso della mezzanotte anticipata nel Capodanno di Rai1 di qualche anno fa nella Rai di Antonio Campo Dall'Orto. Per qualcuno il licenziamento di Azzalini aveva i contorni dell'epurazione politica, sta di fatto che dopo la sua cacciata, Campo Dall'orto assunse 30 manager. Azzalini è l'unico uomo non coinvolto nei "giri Renziani", quindi non avrebbe nessun imbarazzo a far partire e mettere in moto il "new deal" del tandem Salvini-Di Maio, che vi abbiamo raccontato sopra.

Insomma, mentre in queste ore si tratta per il nuovo governo, a margine arrivano queste indiscrezioni che lasciano immaginare una nuova Rai, fra passato e futuro, ma con i piedi, anzi gli zoccoli per piantati per terra, terra di Montecitorio ovviamente.

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