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Videocracy: il documentario sul potere della tv in Italia non è stato ghettizzato. Parola del direttore della Mostra del Cinema di Venezia Marco Muller: "Non ci ha convinti"

Pubblicato: 26 ago 2009 da Stefano Sgambati

VideocracyL’avevamo detto qualche settimana fa: il documentario “Videocrazy”, del regista Erik Gandini, sarà proiettato il 3 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia. Naturalmente non nella sezione ufficiale del Festival ma nell’ambito di due sezioni autonome: la “Settimana internazionale della Critica (SCI)” e le “Giornate degli Autori”.

Il prodotto, distribuito dalla Fandango, tratta moltissimi dei temi che quotidianamente osserviamo qui su TvBlog: al centro di tutto, infatti, c’è la televisione, col suo potere ottenebrante e totalitario. In ottanta minuti si racconta l’Italia moderna, figlia, dove non schiava, della televisione, appunto, e della dittatura del video: “Non è una pellicola su Berlusconi - ha precisato lo stesso Gandini - ma sull’Italia berlusconiana: è l’Italia delle veline, dei tronisti e di gente smaniosa solo di apparire, dove la televisione ha preso il posto della democrazia. ‘Videocracy’ vuole essere il backstage di un’Italia ossessionata dall’esibizionismo sessuale. L’Italia dei Lele Mora, Briatore, Ventura, delle veline, dei tronisti e della tribù della Costa Smeralda”.

Il 40enne regista non ha gradito molto la collocazione marginale all’interno della Mostra. Per questo il direttore Marco Muller ha voluto precisare che, alla base di tale scelta, non v’è alcunché di politico:

“‘Videocracy’ fa parte di quei 3278 film che abbiamo visto e a cui abbiamo detto no. Per la comune ragione che non ci convincevano. Non ho mai escluso nessuno per prudenze politiche. Nel 2004 qui è stato presentato ‘W Zapatero’ e io sono ancora qui. Ma il film di Sabina Guzzanti valeva tre volte quello di Gandini”.

Intanto il quotidiano “Libero” si è scagliato contro lo stesso regista, accusandolo di andare contro il capo del Governo, con un articolo - a firma Giorgio Carbone - dal titolo prosaico: “Ma da dove viene questo bergamasco che spara su Silvio?”. Ne riportiamo alcuni stralci:

“Questo ’sinistro’ non possiamo imputarlo a Marco Muller. Muller ci ha provato a tenere “Videocracy” fuori dal festival. Ma il documentario di Erik Gandini, cacciato dalla porta principale (le rassegne ufficiali) è entrato da quelle secondarie. Il 3 settembre, seconda giornata della Mostra, l’opera sarà proiettato per la ’settimana della Critica’, una buona ragione anche quest’anno per non pagare la quota al Sindacato. […] Di chi mai sarebbe la colpa del degrado italico? Ma del premier Silvio Berlusconi, naturalmente, del suo potere mediatico, che in trent’anni ha ricreato il Paese a sua immagine e somiglianza. Un paese che Gandini, evidentemente ricorda come bello, colto e intelligente prima dell’arrivo del Cavaliere di Arcore”.

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25 commenti

Commenti dei lettori

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  • Commento #1 (-8 punti) - 26 ago 2009 - 19:12 - Apri commento
  • Profilo di pampasosa

    pampasosa

    26 ago 2009 - 19:12 - #1 (nascondi)
    -8 punti
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    ma che cacchio c’entra con tvblog?
    devi fare per forza questi post su berlusconi.
    è un post da cineblog.

  • Profilo di white

    white

    26 ago 2009 - 19:32 - #2
    0 punti
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    ma chi è quello in foto?

  • Odd

    26 ago 2009 - 19:44 - #3
    0 punti
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    In effetti è un post un po’ da Cineblog, ma l’intento del presunto regista è buono: parlare di come il potere mediatico televisivo abbia cambiato e stia tuttora cambiando (in peggio, è sottointeso) l’Italia. Il problema è 1) si rischia di fare un film pseudo-sinistroide e antiberlusconiano, QUINDI facilmente attaccabile. Bisognerebbe farlo con una oggettività assoluta 2) C.V.D. o per il motivo precedente o per le effettive scarse capacità del regista (Muller, tralasciando i giochi politici, ha saputo gestire bene la Mostra), al giorno d’oggi un film del genere viene marginalizzato se va bene, altrimenti ucciso sul nascere.

    E intanto la gente continua a vivere di Grandi Fratelli e Isole dei (non più) Famosi, di tronisti e veline, di tet*e rifatte e di Belen&Corona, di riviste di gossip, e, valore aggiunto a tutto questo porcaio, di un’informazione debolissima e sconfusionata.

    L’ho già detto altre volte e lo ripeto: io non sono di sinistra né antiberlusconista per principio, ma televisivamente è impossibile non odiare Berlusconi. Forse come dice Libero l’Italia prima non era così dorata e bella, ma certamente migliore, osservando l’influenza dei media.

    Oggi, tra social network e moda dell’apparenza il livello medio è in un baratro, e la colpa della seconda è soltanto della TV commerciale di Berlusconi.

  • Profilo di kaisersose67

    kaisersose67

    26 ago 2009 - 20:05 - #4
    2 punti
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    Come al solito le parole sembrano opinioni….
    Video-crazia.
    Video!
    Video come TV ergo tvblog.
    “‘Videocracy’ vuole essere il backstage di un’Italia ossessionata dall’esibizionismo sessuale. L’Italia dei Lele Mora, Briatore, Ventura, delle veline, dei tronisti e della tribù della Costa Smeralda”.”
    Ecco….. cosa c’entra a tvblog.
    Attendiamo di vederlo magari a Current TV su Sky.

  • Profilo di VAMPYR

    VAMPYR

    26 ago 2009 - 20:13 - #5
    0 punti
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    Ti quoto al massimo kaiser…..
    Peccato che certa gente faccia finta di non capire le cose.
    Comunque mi fa pena il quotidiano libero…..soprattutto chi legge quel quotidiano. Domani sicuramente farà lo stesso littorio feltri dal suo “il giornale”. Se per caso leggete quei giornali me li spedite che li uso come carta igienica???

  • Profilo di kaisersose67

    kaisersose67

    26 ago 2009 - 20:18 - #6
    2 punti
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    NO, Libero (da chi?) e Il Giornale (di chi?) non li uso nemmeno come carta igienica: potrebbero infettarmi con non meglio identificati virus germi e batteri.
    Roba da non augurare neanche al peggior nemico.

  • Profilo di RobertaRock

    RobertaRock

    26 ago 2009 - 20:35 - #7
    6 punti
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    ma che kazzo vuole Belpietro? ma che vada fancul

  • capogiglio 2009

    26 ago 2009 - 20:39 - #8
    0 punti
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    In foto è Corona

  • Profilo di ziassunta

    ziassunta

    26 ago 2009 - 22:54 - #9
    2 punti
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    l’importante è che ci sia qualcuno che rifletta sul lavaggio del cervello di massa che Mer.diaset e il papi stannio facendo, nonchè l’occupazione barbara della Rai.

  • Commento #10 (-4 punti) - 26 ago 2009 - 22:54 - Apri commento
  • ................................................

    26 ago 2009 - 22:57 - #10 (nascondi)
    -4 punti
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    Si continuate a credere alla favoletta che raccontano durante il lavaggio del cervello che vi praticano nelle scuole.Continuate a credere prima di Berlusconi la gente non non scoreggiava in pubblico.

    Comodo dare le proprie colpe agli altri eh ?

  • Odd

    26 ago 2009 - 23:13 - #11
    3 punti
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    Ziassunta, il problema è che “qualcuno” non sono i milioni di spettatori quotidiani. Ci vorrebbe una TV pubblica vera, libera da giochi di share, auditel e marketing. Utopia, forse… Ci voleva a suo tempo che in modo molto poco democratico il grande ordine politico vietasse a Berlusconi, in ascesa, di arrivare a un simile potere con Mediaset. Invece, si spartirono la torta tutti tra licenze e altro, compresi quelli che ora sono al centrosinistra, all’opposizione di quello stesso uomo che intanto è diventato Presidente del Consiglio. E si lamentano anche…

  • Profilo di RobertaRock

    RobertaRock

    27 ago 2009 - 00:34 - #12
    0 punti
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    ……….. prima di Berlusconi c’era la libertà adesso non puoi dire niente che sennò ti eliminano subito dalla tv

  • sonyk0

    27 ago 2009 - 00:59 - #13
    -1 punto
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    La tv e il marciume di esso è tutta colpa di Berlusconi, e ciò succede solo in Italia?

    Rilevo che pochi post fa, è stato annunciato che un’ambulanza girerà negli USA per promuovere la nuova stagione di Dr. House; a proposito del grande fratello, non è nato in italia; quello stesso reality ha scatenato polemiche riguardo alla concorrente malata di tumore (RIP); sempre in inghilterra c’è un concorrente che si voleva suicidare dopo essere stato eliminato dal gioco; un altro è accusato di omicidio. Senza dimenticare che in Brasile un conduttore commissionava omicidi per essere il primo a darne la notizia. Negli USA hanno fatto reality in cui strumentalizzavano i bambini, vedendo cosa succedeva se li si lasciava da soli. Fra un po’ dovrebbe iniziare un sexy reality (vince praticamente chi sc**a di più e meglio).

    Per il momento non ho altre argomentazioni, scusatemi per la mancanza degli stessi: se di tutto ciò è colpa di Berlusconi, ne passa…

    PS.1: non voglio dire che l’Italia è il paese con più cultura, ma certo non è il solo dove c’è questo tipo di TV (almeno in parte)
    PS.2: per quanto riguarda il docufilm di Gandini, anch’io lo sto aspettando, sono molto incuriosito. Infatti pochi giorni fa ho cominciato a documentarmi sull’imprenditore Berlusconi che voleva diventare editore tv….udite udite….lui arrivò solamente dopo Giuseppe Sacchi e Telebiella. Se non ci fosse stato lui, Berlusconi non sarebbe riuscito a muovere un passo nella TV.

  • Profilo di Ranma25783

    Ranma25783

    27 ago 2009 - 01:08 - #14
    1 punto
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    Il prodotto, distribuito dalla Fandango, tratta moltissimi dei temi che quotidianamente osserviamo qui su TvBlog: al centro di tutto, infatti, c’è la televisione, col suo potere ottenebrante e totalitario.

    ma leggere un poco prima di commentare no???

  • LeonidaRedivivo

    27 ago 2009 - 08:48 - #15
    0 punti
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    Ma corona lì si sta facendo una sega?

  • Misstrash

    27 ago 2009 - 08:49 - #16
    0 punti
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    ‘Videocracy’ vuole essere il backstage di un’Italia ossessionata dall’esibizionismo sessuale. L’Italia dei Lele Mora, Briatore, Ventura, delle veline, dei tronisti e della tribù della Costa Smeralda”.
    TRANQUILLO STE.ARRIVERA’ QUALCHE OTTUSO/A A DIFENDERE STA MELMA DI GENTE

  • Profilo di vassant69

    vassant69

    27 ago 2009 - 09:01 - #17
    1 punto
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    I Ghedini con la coda di paglia.
    Questo dimostra l’esistenza e la consistenza del conflitto d’interessi e del monopolio del diversamente alto: ogni volta che si critica la tv per il degrado culturale o per l’influenza negativa in generale, subito parte l’offensiva del pool di avvocati dello sciamano catodico….

  • Profilo di kaisersose67

    kaisersose67

    27 ago 2009 - 09:30 - #18
    2 punti
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    Notizia di oggi, giovedì: Rai e Mediaset hanno rifiutato i trailers di Videocracy.
    Motivizione nel fatto che ci sia un messaggio politico.
    Non si può parlare più di chi fa politica, non si può criticarli, non si può più raccontarli, nel bene e nel male.
    Questa è il segnale di una dittatura strisciante, peggiore di quella sovietica, cubana libica e russa.
    Se Videocracy è stato definito “mediocre” dal direttore della mostra di Venezia, come mai fa così paura alla TV?

  • #gio#

    27 ago 2009 - 09:36 - #19
    0 punti
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    Da Repubblica:
    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html
    La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
    “E’ un film che critica il governo”

    Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.

    Quanto manca alla dittatura…?

  • venturino

    27 ago 2009 - 09:53 - #20
    0 punti
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    fatelo vedere a share, sono sicuro che gli piacerebbe

  • Profilo di vassant69

    vassant69

    27 ago 2009 - 09:56 - #21
    1 punto
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    La dittatura omeopatica…c’è, ma è diluita!!
    Se fossimo in sudamerica, silvio avrebbe la divisa e ci sarebbero i desaparecidos o altre specialità,
    se fossimo in URSS, silvio avrebbe il cappotto,sarebbe comunista e ci sarebbero i gulag,
    se fossimo in grecia, nell’antichità, silvio sarebbe un tiranno e avrebbe condannato a morte la moglie,
    se fossimo in un altro tempo e in un altro luogo, avremmo un’altra estensione di ciò che rappresenta il nano: ognuno di loro fà nel luogo e nel tempo il male che gli è concesso fare. Per fortuna siamo in Europa e nel ventunesimo secolo, altrimenti…..

  • Profilo di axel_vi2

    axel_vi2

    27 ago 2009 - 10:03 - #22
    0 punti
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    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html

    La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
    “E’ un film che critica il governo”
    di MARIA PIA FUSCO

    ROMA - Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c’è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent’anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.

    “Come sempre abbiamo mandato i trailer all’AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film”, dice Domenico Procacci della Fandango che distribuisce il film. Netto rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. “Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset”.

    A lasciare perplessi i distributori di Fandango e il regista sono infatti proprio le motivazioni della Rai. Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.

    “Una delle motivazioni che mi ha colpito di più è quella in cui si dice che lo spot veicola un “inequivocabile messaggio politico di critica al governo” perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi”, prosegue Procacci “ma quei dati sono statistiche ufficiali, che sò “l’Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità”".

    A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: “L’80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione”. Dice la lettera di censura dello spot: “Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata”, non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che “attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso”. “Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent’anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce “la creazione di un sistema di disvalori”".

    Le riprese del film, se pure Villa Certosa si vede, è stato completato prima dei casi “Noemi o D’Addario” e non c’è un collegamento con l’attualità. Ma per assurdo, sottolinea Procacci, il collegamento lo trova la Rai. Nella lettera di rifiuto si scrive che dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi “caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell’attività di imprenditore televisivo”.

    “Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re - dice Procacci - Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come “Viva Zapatero” o a “Il caimano”, che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l’Italia è cambiata”.

  • Profilo di Ranma25783

    Ranma25783

    27 ago 2009 - 10:08 - #23
    0 punti
    Up Down

    l’ultima frase è l’ennesima mazzata all’Articolo 21!

  • tvdiqualita`

    27 ago 2009 - 11:59 - #24
    0 punti
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    voglio troppo vederlo.

  • Giuseppe Maria Buscemi

    27 ago 2009 - 16:07 - #25
    0 punti
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    Bah, basta vedere un po’ di Rai Storia per rendersi conto di com’era, non dico la tv in generale, ma la Rai stessa prima di Berlusconi. Ho capito che il trash c’è dappertutto, ma la tv italiana si sta riducendo SOLO a trash. E’ lì che siamo fregati. E’ nel non avere nessun modello alternativo. Ma sì, continuamo a dirci che va bene così e che non si può fare di meglio. Quoto un commento che ho visto girare su facebook: “Tra poco Berlusconi si metterà a ca**re nella fontana di Trevi con il cappello da babbo natale e le scarpe da donna con tacco 14, e tutti diranno che FA BENE”

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