David, i Manetti Bros esaltano Carlo Conti: "E' stato fantastico, ha fatto quello che spesso non si fa"

I Manetti Bros esaltano la conduzione di Carlo Conti ai David: "Fantastico, ha fatto quello che si dovrebbe fare e spesso non si fa". Andrea Delogu difende Sky. Marco Giusti critico col mondo del cinema

ROME, ITALY - MARCH 21: Stefania Sandrelli receives the Special Award from Carlo Conti during the 62nd David Di Donatello awards ceremony on March 21, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

Il cinema promuove la conduzione di Carlo Conti. Archiviati i David di Donatello è tempo di confronti e paragoni, soprattutto sul fronte della guida televisiva. Dopo il biennio targato Sky, che ha restituito – o forse attribuito per la prima volta – la connotazione di evento alla cerimonia, il premio è tornato in Rai, che lo ha lanciato nella prima serata della rete ammiraglia.

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Se Alessandro Cattelan  aveva rotto uno schema notoriamente ingessato e serioso, Conti ha riavvolto il nastro, seppur con un ritmo spedito e deciso. “E’ stato fantastico, ci ha sorpreso – dicono i Manetti Bros, trionfatori con 'Amore e Malavita' - ha fatto quello che si dovrebbe fare e che spesso non viene fatto. Molte volte ci si allunga, lui ha presentato le premiazioni con un’attenzione totale, non si è mai esposto, non ha mai forzato. E’ stato uno show leggero e fruibile per chi era interessato a vedere questi premi”.

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I meriti della pay-tv sono stati invece sottolineati da Andrea Delogu, nel corso della puntata di giovedì di Stracult.

“E’ dovuta arrivare Sky e prendere i David due anni per far interessare la Rai. Finalmente sono arrivati una prima serata e si sono spesi dei soldi per l’evento”.

Prima di Cattelan era stata la volta di Tullio Solenghi, al timone per sei edizioni, Lillo e Greg e, soprattutto, Paolo Ruffini. Quest’ultimo nel 2014 finì al centro di mille polemiche per l’elogio sopra le righe rivolto a Sophia Loren (“sei una topa meravigliosa”). Episodio che segnò anche la fine della collaborazione di Marco Giusti (autore dei David per diverso tempo) che oggi, a distanza di quattro anni, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Ne ho fatti tanti. Sia che lo fai bene, sia che lo fai male, il mondo del cinema ti ammazza sempre”.

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