Simona Ercolani a Blogo: Il mio Senso Comune fra pluralità e paese reale

Ospite della nostra rubrica "5 domande a..." la produttrice della Stand by me

Simona Ercolani a Blogo: Il mio Senso Comune fra pluralità e paese reale

Dare la parola alla gente comune non è di certo una novità, praticamente tutta la Tv di Angelo Guglielmi partiva proprio da questo elemento di base, ci ricordiamo per esempio il Videobox proprio di Rai3. Anche l'attuale terza rete ha deciso di mettere all'interno della propria programmazione un programma che da letteralmente la parola alla gente comune affinchè esprima i propri giudizi e le proprie opinioni su quanto accade sul pianeta terra.

Il programma a cui ci riferiamo è Senso comune e viene diffuso attorno alle ore 20:15 su Rai3 come traino alla premiata soap Un posto al sole. Abbiamo pensato di convocare nella nostra rubrica "5 domande a..." Simona Ercolani che con la sua società Stand by me produce questa trasmissione curata da Davide Acampora con la regia di Giacomo Frignani e scritta da Anna Agata Evangelisti, Claudio Moretti e Raffaele Di Placido, con la consulenza giornalistica di Carmine Fotia e Leyla Monanni.

Senso comune su Rai3, ci fa un bilancio di questa trasmissione, gli obbiettivi centrati e quelli da centrare in futuro ?

Il bilancio è senz’altro positivo, lo dicono gli ascolti: la media è vicina al 5%, con picchi di 2 milioni di ascoltatori. In molte serate abbiamo portato Rai3 ad essere il terzo canale nazionale in quella fascia per numero di ascoltatori. Il trend è stato sempre in crescita, segno che siamo riusciti ad attrarre sempre più spettatori. Chi ha conosciuto il programma per caso, poi ha iniziato a seguirlo con costanza. Anche sui contenuti abbiamo fatto centro, con il giusto mix di notizie di attualità e curiosità divertenti. L’obiettivo per il futuro è continuare a crescere, ampliando la rosa dei protagonisti per continuare a far discutere e sorridere il nostro pubblico.

Il programma tornerà in televisione ?

Credo proprio di sì: appena finita la messa in onda, cominceremo subito con la selezione di nuovi gruppi di “commentatori” che affiancheranno i protagonisti della prima edizione.

Quanto è stato difficile trovare i protagonisti di questo programma ?

È stato un lavoro molto lungo e accurato, abbiamo impiegato oltre tre mesi e abbiamo continuano a cercare durante le registrazioni, cosa che ci ha permesso di inserire volti nuovi durante la messa in onda del programma. L’obiettivo era rappresentare categorie, classi sociali ed età differenti. Dagli ombrellai alle estetiste, dagli allevatori agli artigiani, passando per le benestanti, gli studenti universitari e le yoghine. La parola d’ordine è: pluralità. Abbiamo pescato a piene mani nel ‘paese reale’: i nostri protagonisti sono persone normali, riprese mentre svolgono le loro attività quotidiane.

Quanta Rai3 di Guglielmi c'è dentro i programmi prodotti dalla Stand by me ?

Tantissima. C’è la curiosità verso le persone. C’è lo sforzo quotidiano e meticoloso nel restituire la loro realtà e nel raccontare le loro storie.

E' stata in passato indicata dai media quale candidata alla poltrona di direttore di una rete televisiva generalista, ci farebbe un pensierino in futuro ?

Sono abituata a pensare al presente, il futuro si costruisce giorno per giorno. Certo, la vita è piena di svolte, anche impreviste, e non si può mai dire. L’unica cosa certa è che la Stand By Me è la mia seconda famiglia, con cui ogni giorno si rinnova il legame fatto innanzitutto di relazioni umane, di passione e impegno. Come ogni grande storia d’amore.

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