Floris elimina cibo e salute e DiMartedì cresce negli ascolti (allungando su Cartabianca)

Ecco le modifiche apportate al talk di La7 giunto alla quarta edizione

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Che Giovanni Floris abbia dimostrato nel tempo coraggio (e furbizia) nell'apportare modifiche e aggiustamenti in corso al suo DiMartedì non lo scopriamo certamente adesso. Col passare degli anni il programma di La7 ha ridotto sensibilmente il numero di politici ospiti, ha allargato i temi di discussione (dalla cultura allo sport, dall'alimentazione all'igiene), ha fidelizzato il pubblico proponendo mini-talk con interpreti e argomentazioni che si ripetono ormai a memoria (Alessandrucci e Cazzola, magari insieme alla Fornero, per parlare di pensioni; Bertucci per il fisco; Travaglio e Giannini per l'attualità politica, la dottoressa Rasio e il professor Ticca per alimentazione e salute, e così via).

A quattro anni dalla sua nascita, DiMartedì continua a cambiare. Talvolta tornando sui suoi passi. È quanto sta accadendo da alcune settimane, per esempio, per quanto riguarda i temi scelti per le lunghe dirette (inizio intorno alle 21.20, chiusura non prima delle 00.45 - con alcuni blocchi registrati). Giova, così come lo chiamava Maurizio Crozza, dalla puntata del 26 settembre ha cancellato gli spazi dedicati ad alimentazione, salute ed igiene che dal 2016 avevano di fatto stravolto il format. E - sarà un caso - dal 26 settembre il talk di La7 è tornato a vincere nella sfida diretta di ascolti contro Cartabianca (in onda in contemporanea su Rai3), crescendo progressivamente in termini di share (il 26 settembre 4.8%, il 3 ottobre 5.3%, il 10 5,8%).

Che sia un segnale del fatto che a qualche mese dall'inizio ufficiale della campagna elettorale gli italiani siano interessati più alla politica rispetto che a verdure, pane e malanni di stagione?

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