Uno, nessuno, centocinquanta, Rai5 celebra l'anniversario della nascita di Pirandello al sabato sera

Rai Cultura celebra l'anniversario dei 150 anni dalla nascita di Pirandello con un ciclo di sue opere teatrali: si parte da Enrico IV

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Rai5 continua ad essere in prima linea in materia di memoria culturale nel servizio pubblico. Debutta questa sera un ciclo di appuntamenti con il grande palcoscenico per celebrare i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello.

Rai Cultura rivisita alcune pietre miliari della sua produzione, presentando al pubblico alcune significative reinterpretazioni e riscritture contemporanee nel ciclo Uno, nessuno, centocinquanta, in onda a partire da sabato 27 maggio alle 21.15 su Rai5. Prima opera in calendario è Enrico IV, in cui Franco Branciaroli dirige se stesso nel dramma pirandelliano del 1921.

Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello, insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è un’analisi sul significato della pazzia e sul tema, caro all’autore, del rapporto complesso e inestricabile tra personaggio e persona, finzione e verità. Enrico è vittima non solo della follia, prima reale poi coscientemente inscenata, ma anche dell’impossibilità di adeguarsi a una realtà che non gli si confà più. Incapace di fare sua la concezione della vita propugnata della società in cui vive, egli decide consapevolmente di interpretare il ruolo del pazzo.

Gli altri appuntamenti prevedono Il giuoco delle parti, In cerca d’autore, Il piacere dell’onestà e Il berretto a sonagli.

Drammaturgo, poeta, saggista, romanziere, Luigi Pirandello è l’autore teatrale italiano del ‘900 più noto nel mondo per aver influenzato la forma drammatica, ridisegnando i limiti e le possibilità del teatro mondiale. Premio Nobel per la letteratura nel 1934 “per il suo audace e ingegnoso rilancio dell’arte drammatica e scenica”, scandagliò sulla scena le inquietudini di un secolo in balìa del cambiamento, la crisi della coscienza individuale e lo spalancarsi del misterioso universo dell’inconscio, rispecchiati nell’incrinarsi della struttura drammatica contemporanea, a partire dallo statuto, apparentemente intangibile, del “personaggio”.

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