Tv Talk, puntata del 19 gennaio 2013: il Medico in Famiglia Scarpati rianima la serie: "Le fiction hanno un'età fisiologica, ma sono un medico..."


Dici Giulio Scarpati e non puoi pensare a Un Medico in Famiglia. "Come si ferma un Medico in famiglia? Ci vorranno solo bassi ascolti per decretarne la fine?" chiede un'analista.
Chiaro il 'sottotesto' di Scarpati:

Questo dipende anche nella capacità di chi scrive, di chi riesce a trovare delle variazioni e a inventarsi qualcosa. Io trovo che la ripetizione di storie uguali non faccia bene. Il senso è anche quello di ricercare... Io spero si vada avanti nella ricerca, però è anche vero, cioè, che a un certo punto, insomma... un'età fisiologica delle fiction c'è. Una serie è destinata ad avere un arco, non è che si può prolungare... Però siccome sono un medico, e faccio la respirazione artificiale, magari....

Ecco, appunto. Forse sarebbe il caso di staccare il respiratore, no? Ma il medico non può farlo, neanche in tv...

Prendendo poi spunto dai temi crudi del suo spettacolo teatrale, arriva l'invito alla tv di non addomesticare più la fiction per renderla digeribile al grande pubblico. Sì, dunque, ai temi difficili in tv, magari declinati con linguaggi diversi. Il punto però è uno:

"Non bisogna trattare il pubblico come un bambino"

sottolinea Scarpati. Un concetto che spesso non torna nella produzione fictional italiana.

Un analista chiede poi perché sia tanto difficile trasporre opere letterarie in tv? Scarpati risponde con i tempi lunghi e i costi alti. L'esempio portato però dall'analista è quello di Cuore, miniserie diretta da Maurizio Zaccaro realizzata per Mediaset e ispirata all'omonimo libro di De Amicis. Uno degli esempi peggiori del genere: e siamo pronti ad argomentare con dovizia di particolari. In primis lo sviluppo della storyline sentimentale del maestro Perboni. Ma questa è un'altra storia.

I Golden Globes, ovvero come unire i David di Donatello ai Telegatti



"Sarebbe possibile in Italia unire i David di Donatello con i Telegatti?"

questa la provocazione (?) lanciata da Bernardini commentando la cerimonia dei Golden Globes. Un premio che vede insieme sul palco grande cinema e tv: come nota Scarpati, la fiction USA è migliore dello stesso cinema USA, quindi non fa specie vedere star del cinema e della tv scambiarsi premi e ricoscimenti. D'altra parte basta vedere il palmares dell'edizione 2013 per capire quanto la tv americana faccia bene al cinema americano, e al suo star system.
Sarà anche per questo che con Giulio Scarpati si parla soprattutto del suo ultimo spettacolo teatrale, Oscura immensità, che ce lo restituisce drammatico e barbuto.


Tv Talk: dalla politica al varietà, con Riusciranno i nostri eroi e Italia's Got Talent


Dopo il blobbone spazio a Riusciranno i nostri Eroi, programma interamente prodotto in casa, come ha sottolineato Giancarlo Leone in un'intervista, quindi che è costato poco e che per stessa ammissione di Giusti 'guarda al passato', all'idea di tornare al copione scritto, all'autorialità, che ha portato alla scelta di attori nel cast. Eh, forse un po' troppo indietro nel tempo. Ma funziona secondo voi?
Impossibile non sottolineare il gran successo di pubblico di Italia's Got Talent: al programma si critica la lunghezza, eccessiva per essere seguito per tutta la sua durata in questa fase di qualificazione. Per alcuni schematico, per altri velocissimo: la percezione è soggettiva. Qualcuno nota l'uso di alcune esibizioni esclusivamente come punteggiatura nel corso della puntata, giusto per staccare un po'.

I comici e le Elezioni 2013. Assenti Gino & Michele e Teresa Mannino


Piccola parentesi dedicata ai comici e alla satira sulle Elezioni 2013: una carrellata, da Le Iene a Fiorello, di potenziali 'candidati'. Con i tempi che corrono nelle liste possiamo trovare di tutto. Qui ci sarebbe stato bene un commento del gruppo di Zelig, che come abbiamo detto, ha dato forfait per rispetto dell'amico e collega Bruno Arena dei Fichi d'India ancora in prognosi riservata dopo l'emorragia cerebrale che l'ha colpito due giorni fa.

Tv Talk del 19 gennaio 2013 live su TvBlog: Berlusconi, Ilaria D'Amico e gli altri...



Senza riportare le parole dei candidati per esigenze di Par Condicio, si chiacchiera di Elezioni 2013 in tv: ben 5 le trasmissioni nate in settimana per coprire le elezioni. Tra queste Lo Spoglio della D'Amico. Che ci dirà della sua esperienza berlusconiana?

Meno male che la campagna elettorale durerà solo un mese e mezzo,

commenta la D'Amico di fronte ai numeri dei politici in tv. Ma i numeri alti sono anche quelli  degli ascolti. Fantastico vedere in un 'blob' le premesse dei conduttori tv in apertura delle proprie trasmissioni politiche: "Daremo a tutti lo stesso tempo, faremo a tutti le stesse domande, tratteremo tutti nella stessa maniera...", ma la più bella è la d'Urso che dichiara di essere pronta a dare lo stesso tempo concesso a Berlusconi a chiunque glielo chieda. Perché non si invita gente a casa, chi vuole passa... vabbè. In ogni caso, promesse, un po' per tutti, inevitabilmente false come quelle dei candidati.

"Ti sei fatta Berlusconi e Monti questa settimana... qualche tempo fa ti sei fatta Gheddafi...",

dice Bernardini alla D'Amico per riassumere la sua prima settimana di 'spoglio'. Capiamo il gergo giornalistico, ma suona bruttina, caro Max. Che 'cade' poi sulla solita domanda, in pratica 'come mai dal calcio alla politica?'. Come se la D'Amico nella sua carriera avesse fatto solo calcio. E 'menomalecheSimonellic'è': è lui a ricordarne l'esordio con una trasmissione politica in una piccola tv, bacchettando chi si stupisce del suo sbarco in politica. Peccato che il prof si debba beccare la reprimenda di Sebastiano Pucciarelli, che trova lo trova troppo apologetico.

"Ha fatto domande non banali, è stata ironica ma non compiacente... Ha evitato le due pericolose derive del talk politico, la rissa e il cabaret".

Ilaria

spiega che l'anno sabbatico dalla politica se l'è preso per stare accanto al figlio Pietro e ora il ritorno è favorito dal bel rapporto creatosi con Sarah Varetto, direttore di Sky Tg24. Il punto è che a lei il calcio piace e che a Sky piace che lei lo faccia.

Si affronta anche la questione dell'auricolare, tipico della conduzione della D'Amico, richiamando il paragone lanciato da Caverzan: spiega di usare l'auricolare per comunicare con la regia in diretta, ma di certo non siamo ai livelli di Ambra con Boncompagni. Lei come una 15enne nelle mani della Varetto in Boncompagni Style non ci si vede.

Per il futuro fact checking dopo l'intervista, anche se è difficile gestire i tempi: tutto poi dipende da una priorità. E' preferibile far illustrare idee e programmi ai candidati o rinfacciare loro le sciocchezze dette? Sono scelte anche editoriali e in fondo a Sky Tg24 ci si sta lavorando.

Inevitabile il richiamo al match Santoro-Berlusconi una settimana dopo, con il monologo di 16' di Michele nell'apertura dell'ultima puntata di Servizio Pubblico. In fondo il discorso è stato già ha affrontato, ma ci si torna. Ma perché? Che senso ha rimestare in uno spettacolo di varietà?

"Santoro non è mai stato solo un'arena politica. Il 33% su La7 è un ascolto marziano. La lite finale non è piaciuta neanche a me, mi è sembrata pretestuosa, ma la drammaturgia giocata sulla presenza di due poli che da sempre si respingono e si attraggono, e che l'uno senza l'altro valgono un po' meno nella loro rappresentazione, era assolutamente imperdibile"...

commenta la D'Amico: difficile non essere d'accordo con questa lettura sia pur 'minimal'.

Si tira fuori anche un'intervista a Lucia Annunziata raccolta prima dell'esordio di Leader, che ieri ha visto momenti di vero caos in diretta:

"Come si gestisce il politico difficile? - risponde l'Annunziata - Io non mi pongo il problema di gestire il politico, mi pongo il problema di fare una bella intervista. La prima cosa è la notiziabilità di un politico e questo lo decidi tu; la seconda cosa, che ho sempre fatto, è che non si tratta su niente, ci si incontra in studio già microfonati".

Stima e rispetto della D'Amico all'Annunziata, bravissima a fare interviste: vero, nel talk, per sua stessa ammissione, ha perso un po' il controllo.

Tv Talk del 19 gennaio 2013: le anticipazioni



"Lo spoglio": questo il titolo del nuovo talk politico di Sky Tg24 che Ilaria D'Amico ha inaugurato con Silvio Berlusconi. Un'intervista che non è passata inosservata e che viene analizzata da Tv Talk nella puntata di oggi, sabato 19 gennaio, alla 'presenza' della giornalista, chiamata anche a rispondere a una delle vostre domande. Con la D'Amico prosegue, dunque, la (pseudo) rubrica "Io che ho intervistato Silvio...", inaugurata idealmente la scorsa settimana e destinata (par condicio permettendo) a durare fino alle Elezioni 2013.

Tra gli ospiti di oggi anche Giulio Scarpati, diviso tra il teatro e la nuova stagione di Un Medico in Famiglia, mentre è saltata la partecipazione di Gino & Michele, che con Teresa Mannino e Giancarlo Bozzo dovevano parlare della nuova stagione di Zelig Circus: le condizioni di salute di Bruno Arena dei Fichi d'India hanno spinto il gruppo a non partecipare al programma.

Tra gli argomenti della puntata di oggi (che terminerà alle 16.30 e non alle 17.00 come di consueto) anche la nuova stagione di Italia's Got Talent, di cui stasera va in onda la seconda puntata e lo show con Max Giusti Riusciranno i nostri eroi.

Appuntamento, dunque, alle 14.50.

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