Lorenzo Beccati a Blogo: "Il primo talent per autori televisivi"

Lorenzo Beccati è il volto del talent per autori televisivi Professione Autore. Intervista.

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Ora anche gli autori televisivi hanno il loro talent e si chiama Professione Autore, spin-off del talent per autori di canzoni Genova per Voi. Il concorso artistico, diretto da Gian Piero Alloisio e Franco Zanetti, cerca nuovi autori di format televisivi, testi per le trasmissioni di intrattenimento, soggetti di serie e pilot di fiction. Ci si può iscrivere (gratuitamente) entro il 31 maggio.

Il premio finale sarà uno stage formativo presso una trasmissione di Reti Televisive Italiane S.p.A. (Mediaset). "Siamo alla ricerca di talenti", ci racconta Lorenzo Beccati, autore televisivo (è uno storico collaboratore di Antonio Ricci e voce del Gabibbo) e scrittore, nonché volto di questa operazione.

Come funziona?

"Vaglieremo ogni singola candidatura e poi sceglieremo un gruppo ristretto di ragazzi che meritano un approfondimento. A fine agosto farò anche io una sorta di corso sulla scrittura creativa per far capire loro come funziona la professione. Perché è bello avere l'idea dell'autore con la sua birra ed il sigaro nella stanzetta bohémien, ma poi il lavoro va svolto in maniera collettiva e con tanti tramiti".

C'è un caratteristica fondamentale per fare l'autore televisivo?

"Ce ne sono tante. C'è da dire che sotto la parola autore ci sono tante sfaccettature. Dall'autore per la signorina buonasera alle domande per il quiz. Altra cosa è fare i testi introduttivi degli show o addirittura creare un format. Diverso ancora è scrivere per un programma come Striscia la notizia, dove gli autori si dvono occupare dei testi dei conduttori e dei filmati ma anche di tutto il lavoro degli inviati: è un lavoro a 360 gradi. Noi dobbiamo avere umorismo, causticità, capacità di guardare sotto il tappeto (e non limitarsi a guardare sopra)".

I creatori di format ce ne sono sempre meno?

"Forse, ce ne sono pure troppi (ride, ndr). Chiunque tenta di creare un format, sicuramente perché è un ottimo business: se uno riesce a imbroccare un format fatto bene, è un autore che sicuramente ha svoltato".

Però c'è sempre meno coraggio da parte dei network...

"Lo posso confermare: i programmi originali latinano ma ci sono davvero tante persone che ne propongono. Solo che i dirigenti preferiscono comprare i format e si adagiano sui risultati ottenuti da quel programma all'estero: non c'è il coraggio di osare. Un po' meglio va nel mondo delle fiction, quello rimane un ottimo prodotto italiano".

Proposte di nuovi format ce ne sono anche da parte della vostra squadra?

"Francamente no. Striscia ci impegna notevolmente e poi professionalmente è appagante".

Non c'è stanchezza?

"Devo dire no. Ogni anno cerchiamo di fare cose nuove e poi l'attualità ci dà notizie o spunti sempre diversi".

I Soliti Ignoti sta mietendo ascolti importanti e spesso superiori a Striscia: è uno stimolo in più per voi?

"Sono anche due generi diversi. E' come dire un film d'azione contro Porta a Porta. Sul piano degli ascolti ci si raffronta: noi siamo lì da trent'anni, loro erano fermi da un po' e sono un buon programma...".

Un programma come Drive In, invece, oggi funzionerebbe?

"Sarebbe difficile riproporlo. Quelli erano anni particolari. E sarebbe difficile anche mettere insieme tanti comici d'esperienza. Drive In aveva la forza innovativa di non avere conduttori ed essere velocissimo, ma aveva alle spalle l'esperienza decennale del gruppo di comici. Oggi basta un tormentone più o meno storto per finire in televisione".

genovapervoi.com e professioneautore@gmail.com per maggiori informazioni.

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