Fiction sul gioco d'azzardo: Claudia Mori contro la Rai: "Non interessa". La replica di Eleonora Andreatta

Claudia Mori contro Rai Fiction, colpevole di non essere interessata ad una serie sul gioco d'azzardo. Eleonora Andreatta: "Non basta il tema, occorre una storia che funzioni"

VENICE, ITALY - SEPTEMBER 04: Claudia Mori and Adriano Celentano attend the 'Yuppi Du' photocall at the Piazzale del Casino during the 65th Venice Film Festival on September 4, 2008 in Venice, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Grazie a Gian Antonio Stella si è tornato a parlare di Una vita in gioco, una fiction dedicata al problema del gioco d'azzardo, che da sette anni Claudia Mori vorrebbe realizzare con la sua Ciao Ragazzi: il giornalista del Corriere della sera, dopo aver posto domande lecite sulle reali motivazioni che hanno portato la Rai in tutti questi anni a non trattare l'argomento ("Esplora il significato del termine: Non ci sarà anche qualche reticenza dell’azienda pubblica ad occuparsi di un tema incandescente che, messo in prima serata, potrebbe infastidire lo Stato biscazziere e quanti contano sulle abbondanti pubblicità legate al gioco compulsivo, alle slot, alle scommesse? Non ci sarà anche qualche reticenza dell’azienda pubblica ad occuparsi di un tema incandescente che, messo in prima serata, potrebbe infastidire lo Stato biscazziere e quanti contano sulle abbondanti pubblicità legate al gioco compulsivo, alle slot, alle scommesse?"), ha riesumato un'intervista rilasciata da Claudia Mori nel 2010, nella quale la signora Celentano si era sfogata, accusando la Rai di umiliarla ("Non posso più tacere la mia esperienza umiliante e discriminante che sto vivendo in Rai. La mia società, nei suoi nove anni di vita, ha prodotto soltanto 4 fiction ovvero 4 miniserie, una ogni due anni. Altri produttori... ne producono quasi altrettante, ma all'anno").

Perché tornarne a parlare ora? Perché a sette anni di distanza, Claudia Mori ha confidato di essersi fatta un'idea sulle motivazioni che continuano a bloccare tutt'ora il progetto di una fiction sul gioco d'azzardo: oltre alle ruggini rimaste tra la tv di stato e Adriano Celentano, i motivi sono:

l’«ostracismo alla “Ciao Ragazzi” e soprattutto il fatto che l’azzardo dà fastidio. Me l’han detto in faccia: “Non interessa”. Ma come, non interessa un tema così? Possibile?

Non si è fatta attendere la replica di Eleonora Andreatta: la direttrice di Rai Fiction ha risposto con una lettera, pubblicata sempre dal Corriere della sera:

... naturalmente non c'è alcun veto da parte della Rai a lavorare con la Ciao Ragazzi, né tanto meno a trattare temi difficili come il gioco d'azzardo. Semplicemente, per realizzare una fiction, o un film, non basta il tema: occorre anche una storia che funzioni. E a nostro avviso, in questo caso tale storia non c'è.

Dopo aver spiegato come avviene la selezione delle fiction proposte ("sulla base della loro qualità editoriale, non dei nomi delle case di produzione che le presentano") e aver ricordato i risultati ottenuti questa stagione ("la migliore degli ultimi 10 anni") anche grazie a temi come il femminicidio (Lucia Annibali), il dramma dei migranti (le storie di Portopalo e Lampedusa), la violenza domestica, il ricordo di grandi personaggi morti a causa delle mafie (Leo Garofalo e Libero Grassi) e la trasposizione tv di alcuni casi letterari (Rocco Schiavone), la direttrice di Rai Fiction ribadisce:

Se però un progetto non viene accolto, non ha senso continuare a presentarlo e lamentarsi che venga costantemente rifiutato, visto che il progetto rimane lo stesso così come le ragioni per cui non viene accolto. In conclusione, la Rai, che sta collaborando da oltre un anno con la Ciao Ragazzi per un altro progetto, rimane molto interessata a valutare proposte per affrontare il tema della ludopatia in una fiction.

Dunque: o la Ciao Ragazzi propone una storia che funzioni o qualcun altro si deve fare avanti per occuparsi del problema del gioco d'azzardo. Se è vero che la Rai non ha interesse a bloccare una fiction sulla ludopatia è altrettanto vero che non si può rinviare ancora la produzione di un film tv o di una serie dedicata ad un tema così delicato e purtroppo sempre più attuale.

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