Carlo Lucarelli a Blogo: "La metà oscura della tv? Chissà che non la racconti..."

Ospite di Sky Arte Festival, Carlo Lucarelli annuncia una nuova stagione di Muse Inquietanti. E magari potrebbe lavorare progetto sulle storie della tv.

Nuova stagione in arrivo per Muse Inquietanti: la serie realizzata da Carlo Lucarelli e dalla sua Bottega Finzioni per Sky Arte avrà nuove puntate. Lo conferma lo scrittore nell'intervista concessaci a margine di un bell'incontro realizzato nell'ambito dello Sky Arte Festival nel quale ha spiegato, con i suoi collaboratori, come nasce una puntata del programma.

Non si sa ancora se le puntate della quarta stagione di Muse Inquietanti saranno 8 o 10 né su quali artisti e opere si lavorerà, visto che Bottega Finzioni e rete non hanno ancora scelto i titoli da sviluppare. E vedere come cresce la 'chiave di puntata' nei vari passaggi autoriali è stato davvero interessante: due i casi analizzati, quello della puntata su Chet Baker e di quella su Artemisia Gentileschi.

"E' come se le storie fossero bisonti e noi fossimo Buffalo Bill. E si va a caccia dove sai di trovarli, come tra le storie dell'arte e le vite degli artisti"

ha spiegato Lucarelli al pubblico illustrando uno dei tre 'assunti' della sua scrittura prima di approfondire il concetto con noi:

"Il nostro recinto di caccia, anche se non ammazziamo nessuno eh, resta lo stesso per quel che riguarda Muse Inquietanti, ovvero il mondo dell'arte a 360°, non solo quello che si studia a scuola. Come detto, parliamo di 'storie dell'arte' che servono a raccontare comunque un'opera d'arte, un contesto storico artistico, un artista che l'ha prodotta, partendo da qualcosa che ha a che fare con la 'metà oscura' di un''opera o di un personaggio"

Del resto l'indagine sulla 'metà oscura', il noir come strumento di ricerca e anche di divulgazione è una delle cifre del Lucarelli televisivo.

"Il noir è sempre stato una chiave di ricerca anche quando si scrivevano quelli che si chiamerebbero 'romanzi gialli' e basta, ma che in fondo mettevano sotto accusa quello che non funzionava nella società. Non ci sono ambiti in cui il noir come 'strumento' non possa funzionare o può fallire in tutti: qualunque cosa noi raccontiamo nel nostro Paese, forse vale anche negli altri ma io conosco questo, può essere raccontato da me in un romanzo giallo o su un giornale nella colonna della giudiziaria per esempio. Tutto, quindi, è raccontabile così. La difficoltà è che ogni volta che racconti la metà oscura di una cosa vai sicuramente a rompere le scatole a qualcuno e magari questo qualcuno potrebbe non averne piacere. Non che ti succeda niente, ma semplicemente non trovi le cose che ti servirebbero per raccontare...".

Il pensiero corre subito agli splendidi cicli di Blu Notte sui misteri italiani, giusto per citare uno dei titoli che più di altri può 'aver dato fastidio' a qualcuno. Personalmente, però, ci piacerebbe sentirlo raccontare la metà oscura della tv. Ci dice di non averci mai pensato, ma a quanto pare l'idea è piaciuta:

"Raccontare la tv è qualcosa di molto importante. Se lo si fa, si racconta un pezzo di storia d'Italia molto importante: dalle censure a quello che le persone possono essere state indotte a pensare, o immaginare, grazie alla tv, fino alle tantissime cose che il mezzo ha fatto per educare le persone. Dal Servizio Pubblico molto spesso è stato fatto: non dico di aver imparato a a scrivere dal maestro Manzi ma essendomi formato negli anni '60, '70, '80 molte cose le ho imparate perché ho guardato la tv...".

Nello sguardo balena un lampo:

"Certo, fare una bella cosa sulla metà oscura della televisione sarebbe... Chissà che non la faccia davvero, guarda un po'!".

Beh, noi a questo punto ci contiamo.

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