La guerra delle spose, su Real Time da stasera un mercoledì da ‘leonesse’


Due spose dai gusti impossibili, un (ricco) budget comune messo a loro disposizione, un matrimonio da organizzare insieme: questo il succo de La Guerra delle Spose, in onda da stasera su Real Time alle 22.10 per otto mercoledì. Un 'wedding format' che definiremmo ai confini della realtà: ogni settimana due spose dovranno trovare un accordo sulla location, sugli addobbi, sul ricevimento, sul cerimoniale, perfino sull’abito da sposa, obbligatoriamente identico. Una sfida davvero estrema, roba da esaurimento nervoso. La missione è quella di trovare una via di mezzo per soddisfare entrambe le coppie e regalare a ciascuna le nozze desiderate. Una domanda scatta subitanea: “Pecché?”.

La guerra delle spose (versione italiana di "Battle of the brides") ha l’aria di essere un format da ‘perversione spinta’: già è difficile scendere a compromessi con madri, suocere, parenti e amici, per portare a casa un matrimonio ‘simile’ a quello dei propri sogni che però non rovini la quiete familiare , figurarsi trovarsi a contrattare con un’altra sposa, per di più estranea, che ha la stessa missione da compiere ma desideri completamente diversi da esaudire.

Insomma, oltre a coniugare gli sposi bisognerà coniugare i loro desideri. E così ci capiterà di assistere a trattative sfinenti tra chi vuole un matrimonio scozzese e chi crinoline rosa (come la coppia protagonista della puntata di stasera, formata da Kathryn e Cadi), tra chi sogna un matrimonio in stile Tudor e chi un red carpet hollywoodiano, chi sogna lapidi e chi il castello delle principesse. E la perversione degli autori è anche quella di far sì incontrare gli amanti dei musical, ma di contrapporre i fans di Alice nel Paese delle Meraviglie a quelli de Il Fantasma dell’Opera. Non manca il matrimonio omosex, che vede opposti Mark e la sua festa Drag Queen all’idea di un matrimonio tradizionale voluto dalla slovacca Katarina. Se pensate, poi, che gli sposi si limitino a subire, vi sbagliate: c’è chi combatte strenuamente per indossare uno smoking alla James Bond anche in una cerimonia degna di Guerre Stellari.

A prima vista sembra più semplice organizzare una gita su Marte, ma il programma arriva dritto dritto dalla Gran Bretagna, Paese che ha già regalato chicche come Quattro Matrimoni e che (televisivamente) ha dimostrato di avere un approccio alquanto easy al ‘dramma del matrimonio’. Del resto per partecipare a programmi del genere non si può essere dei maniaci perfezionisti (o altrimenti è davvero necessario un TSO), ma bisogna avere una gran voglia di divertirsi, di esibirsi e di spendere soldi che non si hanno.

Chissà che La Guerra delle Spose non nasconda qualche valore educational, magari dimostrando che rinunciare a qualcosa a favore degli altri conduce a obiettivi altrimenti impossibili per tutti. Uhm, difficile: quando si tratta di matrimoni, da noi vige il principio ‘Ognuna per sé e Dio per tutti’. O no? Ma voi lo fareste?

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