La mia vita con gli Amish, su Nat Geo Adventure la scelta estrema di sei ragazzi inglesi


Prendete sei adolescenti inglesi tutti smartphone e pc, di età compresa tra i 17 e il 19 anni, e portateli in campagna, senza tv, senza auto, senza energia elettrica, ma con un fitto programma di studio e di lavoro nei campi. Questo è il plot de La Mia vita con gli Amish, una serie in sei puntate al via questa sera, domenica 13 gennaio, alle 21.00 su Nat Geo Adventure (canale 410 di Sky) e che arriva in Italia dopo il successo – e la curiosità – suscitata sul finire del 2011 in Gran Bretagna.
Quel che a uno sguardo superficiale per chiunque potrebbe sembrare una forma estrema di tortura, è in realtà una di quelle esperienze in grado di cambiarti la vita. E’ una ‘realtà’ viva negli Usa dal 1700, che si raccoglie sotto l’ampia (ma variegata) etichetta di comunità Amish e che i sei ragazzi britannici hanno scelto di vivere, senza costrizioni, ma con la curiosità di assaggiare un'altra 'dimensione'. E il loro racconto è davvero sorprendente.

Due stili di vita agli antipodi, due mondi che sembrano appartenere a epoche lontanissime, ma che convivono – pur con qualche difficoltà – da secoli e probabilmente per la prima volta sono venuti a stretto contatto con Living with the Amish, serie realizzata da Channel 4 che arriva da oggi, domenica 13 gennaio, alle 21.00 su Nat Geo Adventure.

George (17 anni, studente del college di Eton – come I Principi Windsor), Hannah (17 anni, artista di strada in arrivo da Londra), James (17 anni, di Camden, London), Charlotte (18 anni, studentessa di Devon), Jordan (18 anni, studente di Brighton) e Siana (19 anni, studentessa a Cambridge) hanno raggiunto l’Ohio e sono entrati a far parte, anche se per poche settimane, della comunità Amish di Middlefield accettandone in toto tutte le regole. Regole strette per noi ‘contemporanei’, abitudini di vita che affondano le radici nella religione per gli Amish: bandito il trucco – tanto più abiti sgargianti o tacchi -, e il sesso, nessuna distrazione che non sia condivisa dalla comunità; in compenso tanto lavoro nei campi e nelle case delle famiglie che li hanno ospitati.

Inutile dire che dopo aver arato i campi, cantato i salmi, lavato i panni a mano, cucinato per famiglie più che numerose e assaggiato una vita davvero in 'community', i sei ragazzi hanno cambiato il loro modo di guardare alla propria vita di tutti i giorni: c’è chi è diventato ordinatissimo, chi ha imparato a gestire al meglio il proprio tempo, chi l’importanza della condivisione. Ciascuno è andato via da lì con un nuovo modo di gestire la propria vita.

Se non lo è già, il format de La mia vita con gli Amish potrebbe diventare una sorta di ‘corso di rieducazione’ per gli ‘stressati da se stessi’. Si può sempre provare a trarre qualche ‘consiglio’ in differita seguendo la serie di Nat Geo: però un viaggetto tra gli Amish dev’essere davvero un viaggio nel tempo. Altro che ‘La fattoria’…

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