Sanremo 2017, polemiche sugli spot: ma che vogliono dire?

Cosa vogliono 'dire' gli spot di Sanremo 2017?

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Sanremo 2017 fa polemica di default. Prima ancora che i puristi criticassero l'arrivo della regina di Mediaset su Rai 1, ad agitare le acque ci hanno pensato gli spot del Festival, in rotazione da qualche settimana.

Prima i feti che portano il ritmo ascoltando Non ho l'età dalle pance di giovani mamme compiaciute, poi sono arrivati gli alieni dai grandi occhi che cantano e ballano Terra Promessa di Ramazzotti, quindi maiali, mucche e tutto il panorama degli animali della fattoria che intonano Non Amarmi, di Aleandro Baldi e Francesca Alotta.

Piuttosto unanime il coro di chi ne esalta la bruttezza (degna a mio avviso della campagna del #FertilityDay, a dirla tutta), diffusa la perplessità di chi, disorientato, si domanda "Ma che vogliono dire!?".

A dare una risposta ufficiale ci ha provato Carlo Conti nella prima conferenza stampa del Festival:

"L'idea è divertente e si collega allo slogan Tutti cantano Sanremo. Dopo aver raccolto gli italiani che cantano nei posti più comuni, aver fatto cantare gli italiani all'estero, per questo terzo anno abbiamo pensato a delle situazioni surreali".

Insomma, il 'surrealismo' come linea creativa di questa terza campagna ispirata allo slogan dei Sanremo di Conti,  quel Tutti cantano Sanremo che dà anche il nome a uno spazio dedicato nel corso delle serate del Festival: finora ha visto la presenza sul palco di realtà diverse della società italiana, dall'indimenticabile (nel senso, e chi se la dimentica!) famiglia Anania con i suoi 16 figli, apparsa a Sanremo 2015, alla scuola più piccola d'Italia, quella di Ceresole Reale, sul palco a Sanremo 2016.

Spot di Sanremo 2017 surreali, quindi? Beh, difficile rispondere se non con una essenziale considerazione estetica e, per questo, inevitabilmente soggettiva: son brutti. Voi che ne pensate?

 

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