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Roma Fiction Fest 2016 – When We Rise, l’anteprima mondiale che conquista il pubblico

Dustin Lance Black, autore di Milk, ha presentato in anteprima mondiale al Roma Fiction Fest la miniserie When We Rise a febbraio su ABC

pubblicato 11 Dicembre 2016 aggiornato 1 Settembre 2020 16:06

Un lungo applauso ha chiuso la proiezione dell’anteprima mondiale di When We Rise, miniserie attesa negli USA sulla ABC il prossimo febbraio, presentata al Roma Fiction Fest insieme al suo creatore Dustin Lance Black, sceneggiatore premio Oscar per Milk. Prima della proiezione del primo episodio da circa 90 minuti, diretto da Gus Van Sant, regista anche di Milk, Black ha accolto l’Excellence Award del Roma Fiction Fest ricordando come la scelta di presentare la serie per la prima volta a Roma non è stata casuale ma un punto di approdo ideale per una serie che parla fondamentalmente della famiglia intesa nel senso più ampio possibile ” e quale posto migliore dell’Italia dove il senso della famiglia è così forte“.

When We Rise racconta in sette parti la nascita, l’ascesa, le lotte dei movimenti per i diritti LGBT e più in generale dei diritti civili per gay, donne, afro-americani, dalla fine degli anni ’60 fino ai giorni nostri, attraverso il racconto delle storie vere dei personaggi che hanno lottato in prima persona per ottenerli. Ma al contrario dei soliti biopic in cui spesso l’eroe muore, Black ha passato un anno a cercare “persone che hanno lottato e che sono sopravvissute, per lanciare un messaggio di speranza ai giovani“. Parzialmente ispirata al romanzo omonimo di Cleve Jones interpretato da Guy Pearce nella sua versione adulta e da Austin P. McKenzie in quella giovane, quando dopo aver rivelato l’omosessualità al padre psicologo che crede di poterlo curare con l’elettroshock, decide di provare a sopravvivere a San Francisco. Qui incontrerà Roma (Emily Skegg da giovane, Mary-Louise Parker da adulta), una ragazza proveniente da una numerosa famiglia italiana cattolica, che ha difficoltà ad accettarsi in quanto lesbica e combatte per i diritti delle donne.

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Divisi non si conquista nulla, solo uniti si può sperare di ottenere qualcosa. E proprio partendo da questo principio i protagonisti riusciranno a dar vita a un movimento unito, in grado di condurre una lotta comune per i diritti civili superando le barriere alzate dalle femministe contro gli uomini, tra gay bianchi e neri, dalle donne contro gli omosessuali. Tutti uniti con un obiettivo comune. Un messaggio forte e necessario ancora oggi perchè, come ha ricordato Black, ci ritroviamo in un periodo in cui si torna a parlare di muri, di divisioni e con When We Rise il tentativo è quello di ricordare che siamo tutti parte di uno stesso mondo, di una stessa famiglia.

Come sottolineato dal We (Noi) del titolo, When We Rise è la storia di tutti, non di uno solo proprio per questo Dustin Lance Black ha ricordato come ci sono gay e etero, bianchi e neri, donne e uomini che hanno lavorato al progetto come registi, sceneggiatori “perchè non è la storia di uno solo ma la storia di tutti noi“. Una storia che andrà in prima serata sulla ABC, canale generalista di proprietà della Disney da sempre impegnato sia attraverso le commedie che attraverso i drammi a raccontare la varietà del mondo attuale, da Modern Family a -blackish, da The Real O’Neals fino alle complicate storie di American Crime. 

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When We Rise è un racconto forte ma al tempo stesso delicato. Il tentativo, riuscito, è quello di conquistare lo spettatore con la forza dell’amore, della speranza in grado di superare le barriere e abbattere i muri della diffidenza. Inseguendo una semplicità e una genuinità del racconto nel tentativo di includere più pubblico possibile, When We Rise rischia in alcuni momenti di diventare troppo didascalico nella descrizione dei personaggi, dipinti per caratteri umani un po’ troppo definiti, nel tentativo di includere e coinvolgere emotivamente più spettatori possibili. I primi 90 minuti si scontrano poi con la difficoltà di dover introdurre i diversi personaggi e sicuramente nei prossimi episodi aumenterà la fluidità del racconto.

L’uso di storie vere, di storie personali è stato fondamentale per Black convinto che “ciascuno di noi debba usare le proprie storie come un’arma per muovere le coscienze e abbattere le discriminazioni“. Quasi all’inizio della prima puntata una giovane Roma dice che “l’arco della storia è lungo ma piega verso la giustizia“, il problema ha aggiunto Black nel corso della presentazione, è che si tratta di “un pendolo e per esempio in questo periodo siamo in un momento in cui tende a tornare indietro e bisogna lavorare per proteggere i diritti acquisiti“.

Dopo averci lavorato per quattro anni, è tangibile e comprensibile la passione con cui Dustin Lance Black parla di When We Rise, un progetto importante anche per ricordare ai giovani ad uscire dall’isolamento. Lo sceneggiatore ha poi elogiato la tv che più rapidamente rispetto al cinema è stata in grado di raccontare una società in profondo cambiamento, andando “oltre l’immagine del bianco gay, aprendosi ad altre prospettive, raccontando anche la transessualità”.

Dopo l’anteprima mondiale, When We Rise arriverà sulla ABC a febbraio, mentre in Italia ancora non è stato rivelato il canale in cui andrà in onda, ma speriamo che dopo la presentazione italiana, l’ottima accoglienza, i nomi coinvolti che vanno da Whoppy Goldberg a Rosie O’Donnel, da Guy Pearce a Rachel Griffiths a Gus Van Sants come regista, possa trovare presto una casa italiana.