Tribuna Politics, puntata 22 novembre 2016: tutte le dichiarazioni degli ospiti (Boschi, Taverna, De Magistris)

Tribuna Politics, diretta dodicesima puntata.

  • 21.17

    Si parte subito col Referendum e con i toni accesi della campagna referendaria. La copertina di Alessandro Poggi: da Carla Fracci (per il SI) a Maurizio Landini (per il NO), passando per Civati (NO), Del Rio (SI), Orfini (SI).

  • 21.23

    Ospiti Paola Taverna del M5S e il giornalista Geremicca. Si parte dalle parole di Grillo che ha definito "Scrofa ferita" Renzi. Taverna: "Parole aberranti come ha detto Napolitano? Aberrante è questa riforma costituzionale. Centomila ragazzi sono andati via dal nostro Paese. Far andare via senza speranze vuol dire uccidere i giovani, siamo un paese di vecchi".

  • 21.27

    Geremicca chiede perché votino NO nonostante alla base della riforma ci siano programmi su cui concordavano (riduzione del numero dei parlamentari, abolizione Cnel), Taverna: "Accozzaglia di articoli messi lì. Lui chiama accozzaglia noi dopo il Patto del Nazareno con Berlusconi e gli accordi con Verdini? Per la Costituzione era d'accordo tutto l'arco parlamentare e il governo era fuori, con questa riforma è il contrario".

  • 21.32

    Servizio di Francisca De Candia che ha viaggiato con i Comitati per il SI e per il NO.

  • 21.38

    Taverna sulle faccenda delle firme false in Sicilia: "Abbiamo chiesto autosospensione e aspettiamo la Magistratura. Si parla molto delle firme in Sicilia e poco delle azioni di De Luca sulle quali ho visto un PD meno attento a chiedere sospensioni".

  • 21.40

    Voto italiani all'estero, Taverna: "Molti sono i ragazzi andati via per cercare lavoro e non penso voteranno SI". Geremicca insiste sulla questione firme, Taverna: "In caso di avviso di garanzia se non si sospendono li sospenderemo noi. Alcuni stanno aspettando di sapere se sono indagati o meno". Si aggiunge Alessandro De Angelis dell'Huffington post che illustra gli scenari se vince il SI: "Berlusconi ha fatto finta di fare campagna per il NO, poi dice che Renzi è unico leader e Mediaset vota SI. Verdini sogna l'abbuffata, sogna di avere più spazio in questo governo".

  • 21.46

    De Angelis: "Grillo preparato a vincere, impreparato a governare. Tanto è vero propone il proporzionale che gli impedirebbe di governare". Taverna: "Se vince NO si apre bolla di possibilità non conosciute". Semprini congeda gli ospiti e lancia un servizio sulle Vele di Scampia a Napoli.

  • 21.53

    Ospite il sindaco di Napoli Luigi De Magistris in collegamento: "Grande orgoglio di essere sindaco di Napoli e di Scampia. Ho visto tanta gente che si riappropria delle proprie zone. Nelle Vele che hanno fatto giro del mondo come Gomorra abbiamo cominciato a spostare la gente nelle nuove case dignitose. Verranno abbattute e quelle che resteranno diventeranno sede della città metropolitana. Napoli vive fase di riscatto morale e culturale, partecipazione popolare e prima per incremento turistico. Sono contro la letteratura unilaterale, bisogna raccontare la piazza di spaccio e la cultura della legalità, raccontare tutto".

  • 21.57

    Il Patto per la Città, De Magistris: "Somme dovute alle città, sono progetti voluti fortemente dalla città. Il referendum è un altro tema che divide me e Renzi, noi siamo per il NO. Cambia in peggio questa riforma, quello che si capisce è che accentra tutto nelle mani di Renzi. Noi siamo per attuarla la Costituzione. Loro hanno paura di movimento popolare che attui davvero la Costituzione. M5S? Uscirei fuori dalle alleanze tradizionali, questo movimento popolare esiste ed esce dai tradizionali schemi, ma punta ai valori. Col M5S ci troviamo su alcune battaglie mentre divergiamo su altre".

  • 22.00

    De Magistris su De LUca: "I commissariamenti portano solo iattura e sono contro democrazia. Trovo grave il suo discorso che istiga al voto di scambio e alla clientela e contrasta con la nostra visione". Poi l'appello per il NO: "No affinché dal 5 dicembre si lavori per attuarla la Costituzione e non far sì che ci sia torsione del potere nelle mani di una sola persona, dopo non si torna indietro".

  • 22.06

    Ospite il Ministro Maria Elena Boschi e i giornalisti Geremicca e Cerasa per l'intervista. La Boschi nega ci sia un clima aspro in questa campagna elettorale: "Io sto vedendo una bella campagna elettorale, bell'esempio di partecipazione. Poi su alcuni toni non si possono accostare alcune espressioni di Grillo ad altre nostre. Stanno cercando di portare come professionisti della Costituzione l'attenzione sui termini, noi sul merito".

  • 22.07

    Boschi: "E' vero all'inizio abbiamo sbagliato a personalizzare, ma ormai parliamo di contenuti della riforma". Geremicca chiede come mai nell'opuscolo tra quelli del NO non ci sia Berlusconi: "Ci sono alcuni del NO, non tutti, sono tanti. Berlusconi non sa cosa farà il governo, è all'opposizione e ha votato sempre contro le nostre proposte".

  • 22.14

    Boschi: "C'è stato accordo per scrivere insieme Italicum e riforma costituzionale. Poi l'accordo è saltato sull'elezione di Mattarella. Il Presidente Napolitano ha dato un apporto importante e anche oggi dice che voterà SI".

  • 22.15

    Si risparmiano 500mila euro annui. 161 milioni si ottengono solo dal risparmio del Senato. Questi 315 senatori non ci saranno più, ma ci saranno senatori non pagati. I consiglieri regionali avranno un tetto e non guadagneranno più del sindaco, altri 20 milioni da abolizione del CNEL".

  • 22.22

    Boschi: "Mi fa effetto che CGIL abbia cambiato idea nel giro di un anno solo perché è cambiato il proponente della riforma. Teoricamente avrebbero dovuto votare SI. Lavoratori? Il Governo è intervenuto con una nuova disciplina del mercato del lavoro, abbiamo fatto misure contro la povertà"

  • 22.25

    Geremicca: "La Ministra è battagliera, ma è stata una brutta campagna elettorale. Il SI ha perso 10% di vantaggio, come mai?". Boschi: "Sondaggi vanno presi con le molle. C'è un 20% di indecisi che ancora non sanno. Possono cambiare i sondaggi, io credo vincerà il SI".

  • 22.28

    Cerasa chiede le conseguenze in termini economici del NO, Boschi: "Non avremo possibilità di tempi più rapidi e più certi per approvare leggi. E le leggi sono gli unici strumenti per dare risposte ai bisogni dei cittadini. Ripercussioni economiche? Questo lo lascio agli analisti finanziari. Ma credo si blocchi una fase di riforme che ha portato l'Italia a crescere e ad avere autorevolezza sul piano internazionale".

  • 22.33

    Si parla di diritto alla salute e sanità con il servizio sulla storia di Donato, costretto ad andare al Nord dalla Puglia per curarsi. Boschi: "Nessuno vuole strumentalizzare storie dolorose come queste. Però questa riforma credo che aiuti. Se vince il SI si prevedono costi standard, se la siringa è la stessa costerà uguale in tutta Italia. Cambiano le competenze Stato - Regioni".

  • 22.41

    Boschi: "Nonsi fanno riforme contro un partito, ma nell'interesse della gente. Il 5 dicembre? Mi dovrò riposare un po' in ogni caso. Nascondermi in caso di sconfitta? Ma no, ma tanto vinciamo..".

  • 22.44

    Dopo le ragioni del Si e del No, Enrico Bertolino con il "Perché Boh": "I sondaggisti dicono che il referendum lo decideranno gli indecisi. Ma se sono indecisi cosa decidono?I sondaggisti poi l'ultima volta che hanno indovinato è stato Gesù o Barabba. Noi siamo portatori di 'ben altro'..".

  • 22.51

    Puntata finita.

Stasera, in prima serata su Rai 3 andrà in onda la dodicesima puntata di Politics - Tutto è politica, il nuovo talk show di approfondimento politico del martedì sera condotto da Gianluca Semprini.

Politics - Tutto è politica | Puntata 22 novembre 2016 | Anticipazioni: temi e ospiti


    A due settimane dal voto referendario si fa ancora più acceso lo scontro tra sostenitori del Sì e sostenitori del No. Nella fase finale della campagna gli strateghi della comunicazione politica degli opposti fronti si concentrano sulla battaglia per la conquista della prateria degli indecisi. Come convincere a schierarsi pro o contro la riforma costituzionale chi non ha ancora deciso in quale modo votare? Che cosa sta succedendo negli swing states del nord e sud del Paese attraversati dalla faglia dell’incertezza sul voto? Nell’Italia divisa dalla riforma costituzionale in che modo la frattura referendaria attraversa il mondo degli imprenditori e passa tra i lavoratori? E c’è ancora margine per recuperare al voto e alla partecipazione chi ha finora deciso di tenersi fuori dalla consultazione?

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