Mentre scrivo va in onda un medley strappalacrime dell’ultima puntata del reality più voluto - Piersilvio Berlusconi in persona - e meno visto della storia della televisione italiana.
Campioni, Il Sogno, è giunto al capolinea. Il Cervia continuerà a giocare il suo campionato ma le telecamere non seguiranno più i giocatori. Uno di essi, che carezzava il sogno di indossare una maglia da big per un’estate almeno, piange per sopraggiunti limiti d’età. Daniele Bossari e Ciccio Graziani, eleganti in maniera imbarazzante, non sanno come levarsi d’impaccio. L’unica cosa certa è che molte persone - incluso il sottoscritto - staranno pensando, in questo momento: finalmente è finita.
Chi ci rimette? Un po’ tutti. Mediaset, ma assorbirà il colpo. La Vodafone non sarà proprio felicissima. Ma più di tutti, ci rimettono i giocatori. Eppure si sa, loro sono concorrenti di un reality. Carne da macello.
Gianni
22 dic 2005 - 21:22 - #1Sono davvero felice che sia finita questa pagliacciata. All’inizio comunque ero abbastanza felice dell’idea dell’allenatore/spettatore (una moda consolidata in Italia). Peccato che ne è venuto fuori un programma di fighette e idioti analfabeti. Sono felicissimo anche per la Vodafone che mi sta sui maroni visto il martellamento della pubblicità. Per una volta un lieto fine!
Mimmo Lombezzi
22 dic 2005 - 22:17 - #2Evvai. Fabrizio Gatti è tornato incensurato
di Madame Psychosis
Assolto il giornalistà che entrò nel Cpt di via Corelli a Milano. Una buona notizia per Fabrizio Gatti, ma anche per tutti noi. Il diritto di informazione ha vinto (o quasi)
Una bella soddisfazione, non c’è che dire, l’annullamento della sentenza di condanna da parte della procura generale di Milano.
Ma ricapitoliamo.
A febbraio 2000 il Corriere della Sera pubblica un paio di pezzi di Fabrizio Gatti, inviato a via Corelli, al centro di detenzione per immigrati senza permesso di soggiorno. Per entrare al Cpt, è storia nota, Fabrizio era diventato Roman Ladu, cittadino forse rumeno.
Nel maggio 2004 il tribunale di Lodi lo condanna a 20 giorni per falsa attestazione di generalità.
Oggi il presidente della Corte Mario Chiarolla ha annullato quella sentenza. Non è la piena assoluzione, come avevano chiesto l’accusa, il sostituto procuratore Francesco Maisto, e l’avvocato della difesa, Caterina Malavenda, ma insomma.
Appassionati gli interventi di Maisto e di Malavenda. Il primo, così ha raccontato lo stesso Gatti al Bds, ha riconosciuto il valore del metodo di lavoro, la sua è stata praticamente una lezione di diritto costituzionale, la seconda ha ricordato che quello all’informazione non è solo un diritto, ma anche un dovere, da esercitarsi quando è necessario andare a verificare continue denunce, che in quel periodo arrivavano sul centro di via Corelli.
Fabrizio Gatti è intervenuto a inizio dibattimento, ricordando come la sua firma in calce ad alcuni documenti di polizia sia stata messa a causa delle minacce che gli erano state rivolte: “Nella mattina avevo ricevuto due sberloni in due differenti occasioni, e una perquisizione personale piuttosto pesante, fatti che mi sono stati poi ricordati, casomai non avessi capito bene”.
L’annullamento di Milano è dovuto al fatto che il tribunale di Lodi condanno Gatti per un reato (falsa attestazione di generalità) diverso da quello per cui era stato processato (false generalità). Ora Fabrizio Gatti è tornati incensurato, la prescrizione del reato è imminente, per cui la faccenda (giudiziaria) dovrebbe chiudersi qui.
Gatti recentemente è tornato a occuparsi di Cpt entrando, in maniera non dissimile da via Corelli, al Cpt di Lampedusa. “Quel che so riguardo a quest’ultimo lavoro e alle conseguenze penali che potrebbe comportare, è che il procuratore di Agrigento ha dichiarato al Tg1 che sarei indagato per false generalità. Altro ancora non so”.
Madame Psychosis
E[X}
22 dic 2005 - 23:07 - #3Aspettavo questo momento da un anno, quando capponi mi fece perdere una puntata dei simpson.
Maxime
22 dic 2005 - 23:10 - #4Non ho mai visto Campioni, ma a questo punto sono curioso di sapere se i “concorrenti” senza reality e telecamere continueranno a rendere nello stesso modo. Ché ricordiamocelo, prima di essere concorrenti di un reality erano giocatori di calcio!
Domiziano Galia
23 dic 2005 - 00:54 - #5Ma scusate, il Cervia continuerà a giocare: esisteva prima ed esisterà dopo. Quindi che problema c’è per i giocatori? Niente sponsor, meno soldi, meno chances? Probabile, ma allora vediamola dall’altra parte: e le altre squadre? Che non mi si vorrà dire che nel successo del Cervia non centri la massiccia sponsorizzazione vero. Se poi a questi giovinotti di scarse pretese era piuttosto il successo ad interessare beh, you know what are the rules of the showbiz. And if you don’t too bad for you.
Tubo
23 dic 2005 - 01:18 - #6Sinceramente i ‘poveri giocatori’ non mi fanno affatto pena.
ED
23 dic 2005 - 01:42 - #7Intervengo solo per puntualizzare che i ragazzi che giocano nel Cervia perderanno il premio finale che il reality prometteva:
andare e vivere un ritiro pre-campionato con una squadra tra milan, inter e juventus.
In oltre non giocheranno le amichevoli (con le squadre di serie A) che erano previste da gennaio in avanti.
Le partite continueranno ad essere trasmesse su Italia Uno la domenica mattina.
Il Sogno che non volevano perdere e per cui hanno pianto è questo.
(non è una questione di soldi o sponsor)
Certo tra loro ci sarà qualcuno che non vedendosi in onda il pomeriggio alle 15.55 starà male (MOLTO MALE), ma credetemi quando vi dico che la stragande maggioranza di questi ragazzi è dispiaciuta perchè gli è stata tolta la possibilità di realizzare quello che per un calciatore di serie D è un sogno vero e proprio. Un sogno paragonabile a quello di un attore italiano che va a recitare ad Hollywood.
Per rispondere a Maxime aggiungo che la squadra molto probabilmente andrà meglio visto che non ci sarà più la televisione (con i suoi tempi) a disturbare la vita da calciatori di questi ragazzi.
Tralascio ogni commento sulla qualità del programma e su i contenuti in genere.
Per Malaparte:
X Mediaset non cambia nulla se c’è o non c’è una striscia quotidiana di 10 minuti in palisesto. Il problema vero potevano essere gli sponsor, ma se il programma chiude vuol dire che questi sponsor non hanno più intenzione di pagare e quindi non ci rimettono affatto, anzi.
A rimetterci sono proprio i ragazzi.
Cmq si sa: morto un reality se ne fa un altro.
Malaparte
23 dic 2005 - 01:55 - #8Grazie per le precisazioni kaimano :)
giampi
16 giu 2006 - 23:07 - #9Evviva,, finalmente finisce sta pagliacciata del Cervia. Che stress, non se ne poteva più. Poi mi sembrava un programma per gay visto che si finiva per spiare nelle doccie. Che schifo di reality