
Oggi mi concederete un volo pindarico - un editoriale di mezza settimana, lo chiameremo -, visto che di questi tempi, in televisione, se ne fanno tanti. Maria, forte dei successi che miete senza troppo sforzo, per esempio, si propone per fare un anti-Sanremo. Oppure i Grammy Awards Italy. Oppure per resuscitare il Festivalbar. Oppure, comunque, per essere Re Mida Degli Ascolti.
Che dirle? Può permetterselo, signori miei, perché - checcé ne dica Pier Silvio, che non teme la concorrenza di SKY - Maria è la ragione del 90% dei successi recenti di Mediaset. Ma fanno voli pindarici anche gli altri, sia chiaro: li fa il nuovo Presidente RAI Garimberti, che afferma di non aver mai visto un reality show. Male, dico io. Male, perché a farla, la tv, pensano di essere capaci tutti. Ma per farla bisogna conoscerla. Non si vogliono certo mettere in dubbio le doti di Garimberti, sia chiaro. Ma ignorare l’esistente non è un buon modo per cominciare: dovrà recuperare, se vorrà essere un Presidente credibile, visto che il reality è ormai - da tempo, mica da ieri - parte integrante della tv contemporanea. Visto che i reality trionfano.
Il che non significa che il reality show sia il bene supremo. Ma neanche il male. Il male sono, ahimé, proprio i voli pindarici di cui sopra, il prendersi troppo sul serio, atteggiamento di cui sembra vittima - per passare dall’altra parte - anche quel Fiorello che imperversa da mesi prima ancora che il suo show sia iniziato.
Chi salvo, mi chiederete voi? Salvo Fazio e la sua squadra, e lo sapete bene. Grazie al lavoro di anni culminato con lo speciale di ieri. Ma quella è tv di servizio, oltreché spettacolo. Quella è cultura, e mi si potrebbe opporre l’obiezione scontata: la cultura è alta, la tv è pop.
Non sono d’accordo, ma va bene, sono pronto all’obiezione. E nel pop, salvo Mike. Sì, Mike Bongiorno, che in un impeto di orgoglio a X Factor (già, proprio a X Factor) ha tuonato - con il suo tono abituale da finto-vero svaporato - non importano gli ascolti, importa il gradimento. E’ una citazione, questa, di grande importanza. Per il momento storico in cui la frase è stata pronunciata. Per il contesto. Per il personaggio, volto storico Fininvest e poi Mediaset, che va a parlar di gradimento nel reality di RaiDue mandato chissà perché al massacro prima contro il Grande Fratello, poi contro Amici. E poi promosso su RaiUno per la finale.
Ma in tutto questo, ritorno a bomba sul prendersi sul serio. Dobbiamo fare noi, noi spettatori intendo, quadrato perché la tv di intrattenimento cerchi di essere quel che è: non uno sguardo più allegro sulla crisi, che non si sconfigge certo sbeffeggiandola. Ma, appunto, entertainment. E l’unico modo per non prendersi sul serio, in televisione, è ricordare che l’entertainment è una messa in scena.
Citerò, dunque - per chiudere in bellezza - Fassbinder, che risponde a una domanda ben precisa in maniera provocatoria ma quantomai appropriata.
- I suoi sceneggiati televisivi si basano su vicende vere?
- Non esistono vicende vere. Il vero è l’artificio.
Una provocazione da tenere bene a mente, quando si parla di televisione.
erodio1976
26 mar 2009 - 19:08 - #1Meno male che qualcuno ricorda che mike e’ un grande…
Sulla Defilippi sono d’accordo in parte.
Nel senso che ha un buon riscontro e questo e’ innegabile ma magari questi successi non sono il 90% delle produzioni mediaset, esistono anche programmi che sia pur con minori share, mantengono da anni dignitosamente le medie di rete. mi riferisco a stranamore, le iene, i vari Mai dire, Forum, e via discorrendo. Insomma anche senza Maria qualche chance ancora c’e’ per canale5, magari si inventassero qualcosa di nuovo.
Rikstyle
26 mar 2009 - 19:18 - #2Ma io penso che il nuovo presidente Rai non si riferisse al fatto di non sapere nulla dei reality, ma di averli visti ma di non essergli stati di suo gradimento, quindi logicamente non li vede nel senso che non li guarda attualmente.
Ciccio1977
26 mar 2009 - 19:25 - #3Se Fassbinder dice che il vero è l’artificio allora in Italia siamo messi male non solo televisivamente parlando…
s-cassy
26 mar 2009 - 19:28 - #4Se si ruscisse a portare il vero in televisione sarebbe tutto una noia mortale: anche Fazio ha bisogno della Littizzetto per sdoganare il suo show..
Io salvo Maria De Filippi, Daria Bignardi, Paolo Bonolis, Fiorello, Simona Ventura e il programma di Fazio ma non il presentatore che con quell’aria da finto timido e finto povero non mi piace. Un altro programma che mi piace molto è ndp ma Piroso non mi convince.
Rikstyle
26 mar 2009 - 19:33 - #5La De Filippi è l’ultima cosa che va salvata della nostra povera televisione!
s-cassy
26 mar 2009 - 19:38 - #6La De Filippi va salvata per il semplice fatto che porta avanti la rete ammiraglia Mediaset ed è poco esibizionista e molto professionale. Ma forse a te piace la Balivo….
busb
26 mar 2009 - 19:50 - #7d’accordo su Garimberti e Fiorello, su Maria che fa il 90% di Mediaset proprio no..Lei, come Ricci è incollata in quei 3 programmi che porta avanti da 10 anni. Per carità, pietre miliari nel palinsesto..ma negli ultimi anni la defilippi ha innovato 2 volte e 2 volte ha toppato (unan1mous e il ballo).
l’affermazione di Mike mi lascia perplesso..detto da lui che nella sua autobiografia non si stanca mai di ripetere quanti milioni di persone vedevano i suoi programmi..
l’entertainment vero è quello che oggi manca in tv.
kapolito
26 mar 2009 - 19:53 - #8Il ballo però non lo ha condotto la de filippi magari se lo avrebbe condotto lei avrebbe fatto qualcosina in più!!!
Cenzo
26 mar 2009 - 20:48 - #9Che dire, dopo le puntate speciali di Che Tempo Che Fa, ci si illude sempre che lo standard della tv si sia alzato di qualche tacca, ma poi, il giorno dopo, tutto ritorna alla normalità con le Fattorie, i seni al vento, e le burinate..
Il punto è sempre lo stesso : c’è una ENORME differenza tra Intrattenimento Leggero e Nonsense-vuoto-pecoreccio-e-a-basso-costo che viene spacciato per tale.Le ragioni sono tantissime e molto radicate : poca concorrenza, pubblico anziano, sfilze di raccomandati, controlli “politici” sui contenuti, Antonio Ricci, ecc ecc.
Quello che dice Mike Bongiorno è giustissimo “Non conta l’ascolto, conta il gradimento” , ma sa benissimo anche lui che è un’utopia…L’obiettivo deve essere quello di far coincidere sempre più spesso l’ascolto con il gradimento, e questo è un processo lungo, dispendioso, e che dovrebbe far cadere centinaia di teste, ma sta diventando inevitabile. Ben venga l’ondata SKY, a questo punto, che rappresenta l’unico stimolo per la generalista vesro un cambio di rotta, cosa mai successa prima data l’esistenza di soli due poli televisivi.
Ormai si accontentano di fare 5 milioni , composti in gran parte da anziani e da ignoranti, quando invece dovrebbero sforzarsi con tutti i mezzi possibili di riportare sulla generalista tutta quella gente stanca della derviva televisiva, che la sera preferisce guardarsi un DVD, navigare in Internet, o scegliere la qualità, anche solo visiva, del satellite.
Un tempo i nostri programmi venivano copiati dagli Stati Uniti, i coreografi di tutto il mondo facevano a gara per lavorare ad una prima serata sulla RAI, i programmi comici in prima serata facevano davvero ridere TUTTI, e la gente era molto più informata sulle questioni di attualità.Ma da bravi italiani abbiamo saputo rovinare tutto.
ziassunta
26 mar 2009 - 20:50 - #10Bellissimo articolo, mi sono commossa, come è bello saper scrivere bene.
Cenzo
26 mar 2009 - 20:59 - #11Volevo poi aggiungere che sono molto contento che la De Filippi voglia portare un grande show musicale su Mediaset..Spero che il progetto sia di qualità e curato nei minimi dettagli.La musica è stata per troppo tempo ignorata dalla tv, diventando qualcosa di superficiale nella vita della gente, o peggio, finendo per essere considerata solo “svago” e “divertimento per giovani”.
La canzone ha sempre fatto parte della nostra cultura, e credo che questo sia il momento giusto per una rinascita : la gente di tutti i tipi ha ripreso, anche se ancora molto lentamente, a comprare musica, e ad apprezzare le esibizioni dal vivo. Spero davvero che , con il tempo, il mercato discografico italiano ritorni agli splendori degli anni 70 (dove forse ha raggiunto l’apice)e questo processo deve inevitabilmente passare per la tv.
MySKY
26 mar 2009 - 21:16 - #12«Udite, udite. Oggi Mike Bongiorno farà il suo ingresso ufficiale a Sky!». Con questa notizia stamattina Alfonso Signorini aveva aperto la puntata dell’«Alfonso Signorini Show», su Radio Montecarlo. Detto fatto. Nel giro di qualche ora, quello che era una voce si è trasformata in realtà. Attorno alle 15 Mike Bongiorno ha ufficialmente varcato i cancelli della sede milanese della tv di Rupert Murdoch, come dimostrano queste foto esclusive.
Mike, accompagnato dall’autista, si è trattenuto due ore all’interno degli studi. Prima ha registrato uno spot pubblicitario che servirà a lanciare il programma di Fiorello, in onda dal 2 aprile sul canale SkyUno. Mike, che compirà 85 anni a maggio, sarà ospite della prima o della seconda puntata del Fiorello show. Una volta finite le riprese, Bongiorno si è intrattenuto a chiacchierare con gli alti dirigenti Sky, prima di tornare a casa nel tardo pomeriggio. E il suo passaggio da Mediaset, che non gli ha rinnovato il contratto, a Sky, è sempre più vicino.
Le Foto qui: http://www.sorrisi.com/2009/03/26/mike-a-sky-ecco-le-foto/
white
26 mar 2009 - 21:41 - #13vorrei dire intanto che x factor non è un reality.
comunque è vero..ci sono alcune reti che senza alcune donne ( o uomini) non resterebbero a galla.
maria è la regina di canale 5 ad esempio.
per quel che rigiuarda il nuovo presidente rai… beh… ormai dire che uno non ha mai visto un reality è come dire che appartiene all’alta società… quasi con un certo snobismo…
la cosa giusta e guardare le cose.. e poi criticarle se è giusto… o difenderle… comunque esprimere un parere…
non di certo parlare a priori.
fazio si salva è vero :) ma come dici tu anche l’intrattentimento è importante… reality o no… l’impo è che sia fatto bene.
Rikstyle
26 mar 2009 - 22:14 - #14s-cassy
Entrambe le reputo delle vere e proprie incapacie (anche la de Filippi in fin dei conti è raccomandata…)
s-cassy
27 mar 2009 - 00:13 - #15@ ok rik
W Santoro, Lerner, Travaglio…….. insomma gli eletti e i migliori, simboli di vero impegno e professionalità e per nulla mossi da intenti personali !!!!!
kaisersose67
27 mar 2009 - 07:46 - #16Ahimè l’ennesimo trombone a sedere sulla poltrona più importante della tv di stato: un uomo che ammette di non conoscere i reality, e chissà cos’altro non conosce.
Come al solito, un uomo di apparato, e non un uomo di mestiere: non si è scelto un uomo che fa e vive di tv, ma un uomo che garantisca gli equilibri politici, perchè gradito da una parte e l’altra della barricata.
Che tristezza.
L’ennesima occasione persa.
ITAL
27 mar 2009 - 09:42 - #17Questi editoriale speciale … stranamente coincide … con molti miei pensieri e opinioni … di questo ultimo periodo … sui “frivoli” e nn fatti della tv di questo ultimo periodo e riscontrabili … in alcuni dei miei commenti …
Al di là dei gusti spesso diversi, … fa piacere in alcuni casi … di vedere … alla stessa maniera … o forse è + giusto dire …dalla stessa prospettiva … !
Per quanto riguarda le frasi di Fassbinder … voglio solo aggiungere … che spesso in diversi occasioni pubbliche ( conferenze stampa o interviste ) … il furbo e intelligente Ricci … ripete bene o male gli stessi condivisibili concetti …
anjel
27 mar 2009 - 10:20 - #18Sono spiacente ma non concordo sul fatto che per fare televisione bisogna conoscerla. La realtà smentisce l’assunto.
Innanzitutto occorre capire di che televisione stiamo parlando. Evidentemente degli “show” di produzione propria, o dei cosiddetti format, originali o meno.
Chi fa televisione oggi produce quello che il pubblico vuole non certamente quello che andrebbe effettivamente prodotto. Perché, come per qualsiasi altro settore, l’entertainment dipende dal mercato e la qualità dell’entertainment dipende dai fruitori dello stesso.
Quando la Rai produceva i grandi “sceneggiati” - che certamente potevano essere fatti meglio ma erano di qualità - non aveva concorrenza e passava un prodotto di buon livello. La concorrenza, nel caso dell’entertainment televisivo, purtroppo non contribuisce ad alzare la qualità del prodotto ma livella un po’ tutto verso il basso.
Chi fa televisione può anche non conoscere il mezzo ma deve conoscere il proprio target e le sue aspettative.
Ho usato così tanti termini gergali inglesi che dovrò affrontare un week-end (oops!)… un fine settimana, di full-imm… (aridaje!), dedicato, a Cesare Pavese, come minimo!