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La seconda puntata di Presadiretta, andata in onda ieri sera su RaiTre, ha confermato le grandi potenzialità del nuovo format di Riccardo Iacona. La carriera di uno dei migliori giornalisti di inchiesta televisiva in Italia giunge fino a questo Presadiretta come una naturale evoluzione. Dopo le esperienze con Michele Santoro, da Samarcanda a Sciuscià senza sfuggire alla parentesi su Mediaset con Moby Dick, per Iacona si è rivelata una “fortuna” il diktat bulgaro che tenne lontano dagli schermi Santoro e la sua squadra ai tempi del secondo governo Berlusconi.
Con Santoro impegnato a difendere se stesso nei tribunali del lavoro, passando per l’esperienza controversa di Parlamentare Europeo, Iacona si è rapidamente affrancato dal suo “mentore”, ritagliandosi uno spazio sempre più rilevante. Prima con i tre reportage tematici realizzati in “solitaria” (W gli sposi, W il mercato, W la ricerca), poi con la serie denominata W l’Italia che ha avuto anche una edizione estiva nella quale Iacona si occupava di uno spazio sullo stile Talk Show in diretta, il giornalista ha ora la possibilità in Presadiretta di poter contare su una serie di collaboratori che interpretano al meglio lo spirito dei suoi lavori.
I primi due lavori andati in onda nelle ultime due domeniche colmano con efficacia quello “spazio vuoto” che il palinsesto di RaiTre soffre quando Report di Milena Gabanelli vive i suoi naturali mesi di pausa. Presadiretta offre, attraverso un lavoro che Iacona compie solo in parte in prima persona, dei reportage in grado di squarciare il velo su realtà del nostro paese troppo spesso dimenticate, o peggio colpevolmente mistificate, dalla brutale cronaca di tutti i giorni.
La puntata di ieri, dal titolo “La scuola tagliata“, arriva a mesi di distanza dalle forti contestazioni studentesche al progetto di riforma del Ministro Gelmini e, più di qualsiasi corteo o slogan (innovativo o mutuato dallo stantio lessico delle proteste del passato non importa), racconta la realtà della scuola italiana con i suoi problemi, le sue contraddizioni e l’infinita attesa di risposte politiche capaci di risolverle alla radice.
La paradossale situazione dei precari della scuola, sulla quale in tanti lucrano, la questione della dispersione scolastica, la vergognosa diffusione dei “diplomifici” privati che minano la credibilità dell’intero sistema di valutazione dell’Istruzione italiana vengono messi a nudo in poco più di un’ora. Casi limite o realtà quotidiana? Quello che è certo è l’irriproducibilità delle nostre storture in altri sistemi educativi dei paesi europei, uno su tutti quello svedese che Iacona è andato a visitare cercando un impietoso confronto con la situazione italiana.
Per quanti se lo fossero persi “La scuola tagliata” è disponibile integralmente sul portale di Rai.tv a questo indirizzo.
Francesco X
09 feb 2009 - 21:20 - #1Dai diciamoci, la verità le scuole private ti compri l’ anno o gli anni in generale! Poi per carità, c’ è stato un mio ex compagno che c’ ha fatto mezzo anno, ci s’ è trovato bene e tuttto studiano. Ed era uno che non si applicava molto.
Ad esmepio in Giappone, nno sò come fuzioni bene, gli istituiti privati, ci sono, ma a parte credo pagare una retta, pare siano tali e quali alle scuole pubbliche in generale. Poi non sò, non sono molto ferrato in materia.
Francesco X
09 feb 2009 - 21:23 - #2Poi agghiacciante quelli che devono fare corsi pagati per prendere attestati con quiz farlocchi alla fine o chi và ad insegnare nelle rpviate, non per soldi, ma per punti per salire o rimaner ein graduatoria! Del primo doprattutto dove cetre università ci lucranpo in maniera oscena, tutti o quasi zitti? Bleah!
Dorinne85
09 feb 2009 - 21:26 - #3Ieri ho visto il programma per la prima volta e mi è piaciuto tantissimo, ovviamente il prezzo da pagare è stato un forte senso di sconforto e impotenza. Straordinario il confronto fra la scuola del quartiere più povero del napoletano e quella del più povero di Stoccolma: da un lato il degrado, dall’altra l’eccellenza, cose che dimostrano quanto il modo di ragionare dei politici italiani sia anni luce dal bene pubblico.
fabio.21966
09 feb 2009 - 21:29 - #4Ottimo programma. Come pure la puntata precedente.
Però chissà perchè, niente polemiche, nessuna indignazione, quasi che visto che va su rai 3 è come se si trattasse di una riserva indiana. Ciò che viene detto ed è inoppugnabile, non suscita la solita reazione indignata degli “indignatori” di professione.
Guccio90
09 feb 2009 - 21:40 - #5bellissima puntata ieri, impietoso il confronto tra le scuole svedesi e quelle nostrane
cristina81
09 feb 2009 - 21:54 - #6io ho studiato dalle medie all’ universita’ in scuole private e vi posso assicurare che non ti compravi l’ anno anzi studiavo piu’ dei miei amici alla statale. Andavo sempre quando i miei amici facevano sciopero, elezioni… quindi non si puo’ generalizzare ne per le scuole statali ne per quelle private!
Gio91
09 feb 2009 - 21:55 - #7Ieri ho visto la puntata davvero molto bella, fantastica, iacona si riconferma come al solito ocme uno dei più grandi giornalisti di inchiesta che ci sono tuttora.
sev7en
09 feb 2009 - 21:58 - #8Un commento rapido solo per complimentarmi con gli autori… complimenti davvero non solo per il coraggio con il quale sono portati in rilievo alcune tematiche ma anche, e soprattutto, per il livello di approfondimento e di ricerca di ogni tematica trattata.
Complimenti davvero, questo è fare giornalismo.
Paolidyou
09 feb 2009 - 22:10 - #9Complimenti a Iacona per il programma, è fatto bene, ha un taglio moderno…l ho visto ieri per la prima volta e mi avvinceva sempre piu’ nel seguirlo.
Raitre si conferma una rete colta e ben strutturata.
iLollo
09 feb 2009 - 22:34 - #10ottima trasmissione! Servizio pubblico al 100%
celluz
09 feb 2009 - 23:00 - #11davvero une bel programma… anche la prima degli immigrati, bellissimo il pezzo sugli italiani emigrati in Svizzera.
Un validissimo sostituto di Report nei periodi di pausa!
Manno
09 feb 2009 - 23:51 - #12una realtà non rappresentata, sinceramente ho molta paura del mio futuro lavoratibo
niknik79
10 feb 2009 - 00:25 - #13OTTIMO OTTIMO OTTIMO anzi LODI LODI LODI come direbbe il comitato ;-)