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Il Bene e il Male: ecco l'erede del primo Distretto di Polizia, con dei personaggi in bilico tra il bene del loro lavoro e il male della loro vita privata

Pubblicato: 13 gen 2009 da Paolino

TvBlog Awards 2009

Il bene e il maleSe non siete stati tra coloro che aspettavano con ansia l’arrivo dei due reality di stagione, allora forse avrete potuto buttare un occhio sul nuovo poliziesco di Raiuno “Il bene e il male” (gallery). Moderno, veloce, deciso: un prodotto che evidenzia le chiare intenzioni della rete di guadagnare in pubblico giovane.

Moderno, nei personaggi e nel modo di raccontarli. Interessante l’espediente visto in queste prime due puntate -in totale sono dodici- di far partire l’episodio con un monologo di un protagonista, così come è da apprezzare l’impronta che la serie vuole dare, grazie anche a delle sovrimpressioni, ai protagonisti di puntata, presentandoli per nome e cognome.

Veloce, perchè il ritmo si sa mantenere sui binari del poliziesco ben fatto, mostrando da subito un evento chiave e tornando poi indietro di dodici ore per capire come si sia arrivati fin lì. Non si perde tempo, quindi, se non per le scene di contorno, quelle che dovrebbero farci affezionare all’agente, al commissario ed al Pm di turno, ma che invece rallentano l’azione e fanno inciampare il ritmo sulle scale della sceneggiatura.

I personaggi interpretati da Gianmarco Tognazzi, Bianca Guaccero e Antonia Liskova possono reggere anche senza farci capire troppo e così presto della loro vita privata. Se nel lavoro sono ben calati, fuori dagli uffici il loro lato umano sembra troppo esasperato: il “criminale” Marco Falaguasta, al contrario, si rende affascinante proprio perchè di lui si sa poco, e meglio degli altri forse incarna il concetto base della serie, cioè che “bene” e “male” sono solo due parole, e stare da una o dall’altra parte è solo questione di attimi.

E questa dialettica, subito imperante fin dal titolo, fa de “Il bene e il male” una serie decisa, che sa quello che vuole e chi vuole che lo sappia. Un pubblico giovane, avvezzo già ai crime, e che sia passato nei dintorni del Decimo Tuscolano. Facile pensare alle prime stagioni di “Distretto di polizia”, a livelli migliori di quelle in cui si trova ora, in cui era l’azione al centro delle storie e i protagonisti avevano un carattere ben disegnato, proprio come, appunto, abbiamo visto stasera.

Con una fotografia curata ed una luca tesa ad evidenziare i contrasti interiori dei protagonisti e delle storie (ambientate a Torino: finalmente una città diversa da Roma per un poliziesco!), la serie di Raiuno ha imparato la lezione di Canale5 e l’ha fatta sua, dandoci non una pietra miliare -per ora-, ma un buon prodotto che onestamente non si rifà alle serie americane e mostra come anche gli italiani, con idee ed impegno, sappiano raccontare.

Una buona scelta, dunque, per collocare “Il bene e il male” in un lunedì sera in cui le alternative ai televoti sono poche. Nel male di ascolti forse non esaltanti (ma è ancora tutto da vedere), il bene di un serial made in Italy ci sta tutto.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (6 Voti | Media: 3.67 su 5)
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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di inovatec

    inovatec

    13 gen 2009 - 00:44 - #1
    0 punti
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    mA cHI caVOLO l AVRÀ vISTo?

  • Profilo di bubino

    bubino

    13 gen 2009 - 00:53 - #2
    -1 punto
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    Non mi è piaciuto molto, avevo altre aspettative… montaggio “pasticciato”, strizzano ai giovani e all’america ma per me il risultato è appena sufficiente. E manca una dimensione più famigliare. Nel complesso, per ora, una serie che non ci capisce bene dove vada a parare, non crea tensione nel telespettatore. Un ibrido mal riusciuto tra un prodotto italiano e un tf moderno americano.

  • Profilo di forcia

    forcia

    13 gen 2009 - 00:59 - #3
    0 punti
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    ma fra tutti i prodotti per vecchi che ha, perchè raiuno decide di puntare su una serie giovanile in una serata in cui i giovani sono completamente catturati dai due reality??

  • Fox83

    13 gen 2009 - 01:03 - #4
    0 punti
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    Nella media dei prodotti italiani e, soprattutto, di quelli RAI, “Il Bene e il Male” quasi non sembra una fiction nostrana… ed è ovviamente un complimento. Certo, il confronto con C.S.I. o qualsiasi altro poliziesco statunitense evidenzia ancora parecchie lacune, per esempio nei dialoghi. Tuttavia il tentativo è apprezzabile.

    P.S. Manca la dimensione familiare (e non “famigliare)? E meno male!

  • sguardo (quello vero)

    13 gen 2009 - 02:21 - #5
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    Delusione. Solita regia e montaggio che vuole scopiazzare gli americani con riprese e stacchi senza criterio, recitazione pretestuosamente sopra le righe, casi di puntata (per quel che si è visto finora) poco originali e poco appassionanti, personaggi piatti.

  • fc77

    13 gen 2009 - 08:39 - #6
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    un misto di ris e distretto non mi è piaciuto .

  • Profilo di teve

    teve

    13 gen 2009 - 09:19 - #7
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    antonia liskova è una grande attrice…a me piace da morire…..mi sarebbe piaciuto vedere “il bene e il male” ma ho visto X factor…..se la fiction di rai uno la spostassero in un altro giorno la seguirei sicuramente……

  • Profilo di ITAL

    ITAL

    13 gen 2009 - 10:56 - #8
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    La serie tv è decisamente insolita per Raiuno : come giustamente dice Paolino veloce , moderna e … con una regia decisamente poco statica rispetto ai soliti noiosi gialli commedia a cui la prima rete ci ha abituato …
    Un poliziesco … a tutto tondo, a tratti emozionante … e proprio quando sottolinea il sottile confine tra il bene e il male …
    In una tv che poco sperimenta … diventa interessante questa proposta televisiva di Raiuno tesa a svecchiare il parco fiction della rete decisamente jurassico, soprattutto nelle serie di media e lunga durata …
    Apprezzabile anche la mancanza della “dimensione familiare” classica delle nostre produzioni , di cui accenna sopra qualche altro acuto osservatore di fiction : forse terrà lontano qualche telespettatore … ma decisamente + aderente e giusta al prodotto proposto.
    Trovo sensati anche i richiami a prodotti come Ris e Distretto, capiscuola del genere in Italia, ma usati con moderazione perchè la fiction poi riesce a mantenere una sua chiara e precisa identità …

  • antonie

    13 gen 2009 - 11:20 - #9
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    a me è piaciuta un sacco! Non sapete cosa vi siete persi: ovviamente mi rivolgo a tutti gli idioti che hanno visto i reality!

  • flop

    13 gen 2009 - 14:05 - #10
    -1 punto
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    io l’ho visto e potevo anche perdermelo guarda esattamente come crimini bianche io sono laureata in cinema ma non ci vuole una laurea per capire che non siamo in america i registi non sono così bravi e non ci sono i mezzi per star li e fare le super zoommate il satellite il montaggio accellerato per favore certe cose lasciamo farle achi le sa fare.

  • stangata

    13 gen 2009 - 16:17 - #11
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    A me questa storia, che siccome non siamo bravi come gli americani non dobbiamo neanche provare a cercare un linguaggio diverso, mi fa vomitare. Non so perché siamo così diffidenti, reazionari, attaccati alla nostra abitudine che più è misera, modesta, noiosa e più ci piace. Non so perché abbiamo in bocca solo lingue di vipera. Non capisco. E quoto il Bene e il Male come prodotto che tende al massimo, ma - si sente - è stato costretto ad un livello più basso, più soft, più insignificante da esigenze esterne (rete, auditel ecc.) e sbatte come una farfalla contro il suo limite. Ma almeno prova a volare!

  • Profilo di ITAL

    ITAL

    13 gen 2009 - 16:21 - #12
    0 punti
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    Il solito stupido clichè di sparare indiscriminatamente su tutte le fiction italiane … magari senza averle viste …
    Vi meritate solo altri 100 anni di Medico in Famiglia …e Don Matteo …e che la tv si riempia di stupidi e urlanti reality o 270 show amarcord …
    Io sono ipercritico nei confronti della ns. fiction … ma sparare a caso nel mucchio lo considero riduttivo …
    Laurea in cinema ? ma questa è tv … c’e un pò di differenza …

  • Fox83

    13 gen 2009 - 18:08 - #13
    0 punti
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    Cara Flop, ma per laurearti in cinema l’italiano almeno l’hai studiato?
    Comunque sono perfettamente d’accordo con ITAL e, premesso che quella di ieri sera - insieme forse a “Tutti pazzi per amore” - è una spanna al di sopra di tutte le altre fiction della RAI, continuate pure a bearvi di tutte le miniserie sui papi e i santi di tutto il calendario, poliziotti buoni, preti buoni, infermiere “bone” che se la fanno con medici “boni” e buoni, marescialli Rocca ecc.; il tutto ovviamente avvolto da una sana e vecchia atmosfera familiare e, soprattutto, de ‘noantri, dato che il romanesco si sa, è simpatico e non guasta mai, anche se la storia si svolge a Parma.

  • Profilo di Heinz

    Heinz

    14 gen 2009 - 22:43 - #14
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    Mmm, insomma, Paolino, lo hai un po’ insinuato anche nelle righe, questa fiction per certi versi è moderna ma per altri proprio no, c’è molto di melodramma in cui le nostre fiction sono maestre (e che a me piace molto, Distretto infatti non l’ho mai gradito), insomma la resa complessiva è molto ambigua…

  • albyFB

    20 gen 2009 - 22:50 - #15
    0 punti
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    Avvincente,innovativa…..con grandi attori che confermano il loro talento in questa fiction tutta italiana che con grande determinazione lotta in prima serata con un reality di grande successo,che personalmente detesto in quanto estremamente banale…grande Gianmarco Tognazzi …..grandi tutti……consiglio di seguirla……ne vale la pena……………….

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