Pippo Baudo e Renzo Arbore si appellano alla nuova Rai: "Rispetto per il passato, siamo a disposizione"

I due Big del piccolo schermo si appellano ai nuovi vertici della Rai.

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Quando si nominano Pippo Baudo e Renzo Arbore, si nomina la Televisione con la T maiuscola. Quella del grande passato, del grande varietà, dei grandi ascolti che non ci sono (quasi) più per cause di forza maggiore. Ora i due Big del piccolo schermo si appellano ai nuovi vertici della Rai, luogo dove sono cresciuti professionalmente e a cui hanno regalato i loro anni migliori. Inizia il conduttore per eccellenza del Festival di Sanremo: "Voglio essere ottimista e fare un appello: cari nuovi vertici, se avete dubbi affidatevi a chi ne sa più di voi – dice a Repubblica – La Rai è un patrimonio di tutti, resta la più grande fabbrica culturale del Paese: create una task force, apritevi al confronto. Chiedo ai vertici rispetto nei confronti di un’azienda con un passato glorioso che non può essere ignorato".

Baudo è positivo: "Antonio Campo Dall’Orto mi pare di averlo conosciuto. Comunque viene da esperienze televisive, sa cos’è la tv. Lo invito a cercare all’interno dell’azienda perché ci sono persone in gamba, non sfruttate come dovrebbero. Per fare squadra comincerei da lì. Monica Maggioni è del mestiere, è una giornalista che ha girato il mondo, se dici la parola 'Rai' non chiede: 'cos’è?'. E’ figlia dell’azienda. Con tutto il rispetto, in questo senso è meglio della Tarantola". E ancora: "Quella di Freccero è una scelta furba, come dice Angelo Guglielmi, ma anche intelligente. Perché è chiaro che Carlo non starà zitto, sarà una mina vagante, pronto a criticare scelte che giudica sbagliate. O almeno me l’auguro". Mentre su Rita Borioni: "Non è una novità molti altri consiglieri del passato sono arrivati senza sapere niente di televisione. La Rai è abituata, comunque è sopravvissuta".

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Silvia Fumarola su Repubblica ha dato parola anche a Renzo Arbore, fedele all'azienda per 50 anni: "L'idea di Baudo non è peregrina - dice pure lui a Repubblica - Io sono a disposizione. Se qualcuno mi vuole contattare non prende la scossa. Causa terza età il sottoscritto vede molta televisione, ed è ridiventato un esperto [...] Mi aspetto più divertimento. In Rai si sorride poco. Questo vale sia per quelli che fanno la tv, sia per quelli che la vedono. C'è un po' di finta allegria ma sorrisi veri pochi. Ecco, una parola da recuperare è 'sorriso'. Un'altra parola scomparsa, che mi auguro venga riciclata, anzi modernamente 'resettata' è ' gusto'. Se poi le due parole si accoppiano ancora meglio. Anche sorridere di gusto ha un senso".

Arbore è sicuro di quello che non vuole, ovvero una "Rai alla Bbc": "In questo periodo, quando si parla di Rai, si tira sempre in ballo la Bbc: è mitizzata. Allora diciamolo una volta per tutte che la Bbc è una televisione noiosissima, indicarla come esempio da seguire mi sembra un luogo comune ripetuto da gente che la segue poco. Non sa di cosa parla [...] La televisione deve anche essere evasione, intrattenimento e sorriso. Per me, che ancora oggi sono un protagonista del divertimento, è fondamentale".

Quindi commenta i nuovi vertici: "Sono tendenzialmente ottimista. Con una certa fatica [...] Del nuovo direttore generale Campo Dall'Orto so poche cose, un mio amico goliarda dice che, a occhio e croce, con quel cognome dovrebbe essere vegetariano... Però non so il menù che hanno onorato con il presidente Maggioni [...] Quasi quasi metto in scaletta No, non è la Bbc e se a uno dei miei concerti viene uno dei componenti del nuovo Cda gliela dedico. Anche La vita è tutto un quiz per il nuovo consiglio va bene visto che anche loro, per ora, sono quiz".

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