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La Casa dei Komunisti (un format di Mimmo Lombezzi)

Pubblicato: 29 nov 2005 da Redazione TvBlog

Ridiventare un inviato di guerra e ritornare a Baghdad come Embedded!
Per realizzare questo sogno ho studiato a lungo il pensiero di Oriana Fallaci e in una notte di plenilunio ho concepito un nuovo format: “La Casa dei Komunisti”.
Si tratterebbe un reality-show a basso costo che vede riuniti nella stessa Casa (totalmente cablata) un branco di Comunisti.
L’Italia è, notoriamente, uno dei pochi paesi del mondo - come la Corea del Nord, la Mongolia e in parte la Bielorussia - che abbia ancora enormi riserve di Comunismo nascoste sotto le più svariate identità dell’opposizione (persino Montanelli era un kripto…).


Per dar corpo e senso al pericolo rosso occorreva un’ idea forte e popolare ma tutti i tentativi fatti sino ad oggi - persino quelli nobilissimi di Socci che aveva paragonato la sinistra a Pol Pot - sono falliti, ed ecco all’ improvviso illuminazione : perché non mostrare al popolo in tutto il loro orrore anche corporeo i Comunisti?

Basterà rinchiuderli nello stesso spazio e lasciarli lì a scannarsi fra loro.
L’unica attrezzatura elettronica di cui sarà dotata la Casa (oltre alle telecamere) sarà un metal-detector all’ingresso per evitare che Quelli si portino dietro qualche pistola e danneggino la tappezzeria e naturalmente il “Confessionale” dove i Compagni potranno ammettere le loro connivenze con i paesi dell’est e con i Serbi.
Trovare dei Comunisti per riempire la Casa sarà facile. Basterà dirgli che li si invita a un talk-show “bipartisan” in cui possono dire la loro (di solito abboccano senza esitare).
Ho proposto il format a Giorgio Gori , ma non mi ha neppure risposto. Spero che Endemol sia più disponibile.
Mimmo Lombezzi

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Nick

    29 nov 2005 - 18:08 - #1
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    :-)

  • Malaparte

    29 nov 2005 - 18:11 - #2
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    Io lo realizzerei. Stile Broncoviz, per dire.

  • Mimmo Lombezzi

    30 nov 2005 - 09:39 - #3
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    Stile Broncoviz ma niente maggiorate come Bambola Ramona.
    L’ambiente deve essere vagamente punitivo e siberiano.
    Copuleranno in diretta - attività d’obbligo nei reality - solo le guardie del campo.Gli internati studieranno Gramsci.Permesso al massimo
    qualche calendario della Ferilli (ante Kit Kat).

  • Malaparte

    30 nov 2005 - 10:10 - #4
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    Eh, ma senza maggiorate ci perdiamo il pubblico incolto…

  • Profilo di darkripper

    darkripper

    01 dic 2005 - 14:39 - #5
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    Oddio, c’era un film giapponese con una trama del genere, a metà tra dramma psicologico e scene splatter degne dei guinea pig.. Qualcuno sa il nome? :)

  • Mimmo Lombezzi

    21 gen 2006 - 14:21 - #6
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    in Inghilterra mi stanno già fregando l’idea .Ecco cosa
    racconta il giornale online APRILE :

    Mentre in Italia si discute della massiccia offensiva mediatica intrapresa da Silvio Berlusconi in vista delle prossime elezioni, in Gran Bretagna si è aperto un interessante dibattito sul rapporto tra politica e televisione.
    La causa scatenante di questa discussione è la partecipazione di George Galloway, parlamentare del gruppo di estrema sinistra “Respect”, all’ultima edizione di “Celebrity Big Brother” (la trasmissione gemella dell’italiana Isola dei Famosi).
    Uscito dal Labour per divergenze inconciliabili sulla Guerra in Iraq, alla vigilia delle precedenti elezioni Galloway ha costruito con altri esponenti del movimento per la pace e a sindacalisti delusi dalle politiche del governo un nuovo partito e, sfidando una fedele deputata blairiana, è riuscito a sottrarre al partito laburista un significativo collegio dell’est di Londra.
    Lo stesso Galloway ha spiegato ai suoi esterrefatti sostenitori il motivo per cui un uomo politico noto per le sue posizioni radicali ed anticapitaliste abbia deciso di partecipare ad un reality show tradizionalmente frequentato da ballerine ed ex campioni sportivi: riuscire a portare il proprio messaggio politico direttamente a quei giovanissimi spettatori, che sono degli affezionati della trasmissione e che invece si disinteressano completamente di qualsiasi iniziativa politica.
    Tanto per dare un esempio della popolarità della trasmissione trasmessa da Channel 4 tra i ragazzi di 18-20 anni, basti pensare che al voto finale della precedente edizione hanno partecipato in di più di quanti non abbiano realmente messo la scheda nell’urna alle elezioni politiche dello scorso maggio

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