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Vigilanza Rai: Sergio Zavoli è la soluzione condivisa, ma Villari prende ancora tempo

Pubblicato: 19 nov 2008 da Gabriele Capasso

Sergio Zavoli, prossimo (probabile) presidente della Commissione di Vigilanza RaiL’ingarbugliato caso della Vigilanza Rai sembra aver trovato un punto di svolta: dopo le dimissioni polemiche dei due membri della Commissione dell’Italia dei Valori, l’ormai ex candidato dell’opposizione alla Presidenza Leoluca Orlando e Pancho Pardi, Partito Democratico e PDL si sono accordati informalmente sul nome di Sergio Zavoli. Il giornalista, classe ‘23, senatore del PD per la terza legislatura consecutiva sarebbe gradito alla maggioranza.

Riccardo Villari non ha però ancora ufficializzato le sue dimissioni, al contrario prende tempo (a questo punto senza alcuna giustificazione formale), ed ha incontrato oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini. La sua posizione è sempre più difficile, ma essendo la sua elezione assolutamente regolare ed avendo già convocato la Commissione per domani ci si aspetta in quella sede la sua dimissione da Presidente.

Questo atto dovrebbe mettere in moto un meccanismo virtuoso che porterebbe Zavoli prima all’interno della Commissione, con le dimissioni di Nicola Latorre (al centro delle polemiche per il “suggerimento” all’avversario politico Italo Bocchino scoperto da Striscia), e la sua conseguente elezione bipartisan di tutti i membri.

La personalità di Zavoli, per sei anni Presidente della Rai fra il 1980 e il 1986, metterebbe d’accordo tutti, anche se la sua elezione sarebbe di fatto il “compimento” di quello che appare sempre di più come un autentico complotto politico trasversale ordito dalla corrente dalemiana e dalla maggioranza di Governo ai danni dell’Italia dei Valori, di Walter Veltroni (costretto a fare buon viso a cattivo gioco) e della già traballante alleanza proprio fra il partito di Antonio Di Pietro e il PD.

Il primo commento di Sergio Zavoli è comunque prudente:

Non ho nessuna comunicazione ufficiale. E la cosa mi pare su un terreno molto scivoloso. Questo Villari non se ne vuole andare. Villari ha avuto un’elezione regolare, ha avuto una maggioranza ed è il presidente della Vigilanza. Se non se ne vuole andare avrà le sue buone ragioni.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di france=]*

    france=]*

    19 nov 2008 - 20:12 - #1
    1 punto
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    maiale hanno fatto un casino dell’ottanta per nominare una persona, c’ha messo meno Obama a vincere le elezioni in America…maròòòò

  • Profilo di Carlo T.

    Carlo T.

    19 nov 2008 - 20:25 - #2
    1 punto
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    Non si dimetterà mai.A meno di avere qualche altra poltrona in cambio.Tra Villari e quel latorre non so chi è peggio.Siamo in mano a degli inciucioni.

  • Profilo di sandro bari

    sandro bari

    19 nov 2008 - 20:34 - #3
    1 punto
    Up Down

    villari, braccio politico di mastella… w il pd

  • annamarti

    19 nov 2008 - 23:39 - #4
    1 punto
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    fa bene villari,se fossi al suo posto mi offenderei se il mio stesso partito nn mi vuole

  • Leonidaredivivo

    20 nov 2008 - 00:00 - #5
    1 punto
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    ah omme è mmmmmeeer@@@@daaaaaaa!!

  • Profilo di Meravigliao@

    Meravigliao@

    20 nov 2008 - 00:06 - #6
    1 punto
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    al pd alzano barricata perchè tale Villari non è per niente di sinistra

  • jhonrabo

    20 nov 2008 - 03:57 - #7
    0 punti
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    Detto che la vicenda ha ormai del farsesco, riusciamo a dimostrarci per l’ennesima volta un paese gerontocratico… ma c’era davvero necessità di scomodare un attempato signore del ‘23? Davvero non si poteva trovare altra soluzione?
    Fino a prova contraria non possiamo affermare con certezza che l’onorevole Villari si sia “venduto” all’opposizione, certo è che vorrà qualche garanzia da Veltroni prima di staccare le sue onorevoli terga da quella poltrona… ed è giusto che sia così dato che il suo partito lo sta schifando come il peggiore dei lebbrosi!
    Probabilmente se Veltroni avesse avuto più coraggio e fosse andato contro la chiusura totale di Di Pietro, questa vicenda si sarebbe potuta chiudere qualche mese fa, senza questo classico triste finale all’italiana.

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