Logo Blogo

Amiche Mie, che non è Sex & The City - Intervista a Cristiana Farina, produttore creativo /1

Pubblicato: 05 nov 2008 da Malaparte


Questa sera comincia Amiche mie, serie tv in 12 puntate prodotta da Endemol per Canale5. E’ una serie di cui si è parlato molto, che ha avuto un buon battage mediatico anche se i colleghi della carta stampata, come al solito, hanno bisogno di fare riferimenti con realtà estere. E quindi, Amiche mie è stato definito il Sex & The City all’italiana.

A noi, francamente, queste etichette non piacciono e così, approfittando del fatto che Cristiana Farina (nella foto sul set con i registi Luca Miniero e Paolo Genovese) ci legge e ogni tanto si fa viva nei commenti, abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con lei a proposito della serie. Tanto per cominciare, per toglierci un dubbio che un po’ ci preoccupa (anche se già Pincelli ne ha parlato). Questo Amiche mie è Sex & The City all’italiana?

No. Non lo è . Perché lo sarebbe? Solo perché le protagoniste sono quattro donne e ogni tanto si siedono a un tavolo? Non si parla di sesso, non come lo faceva la serie americana. Noi siamo sulla tv generalista, non possiamo far vedere i vibratori, anche se Amiche Mie è una commedia brillante. E poi, il tema è completamente diverso: quattro donne, a 40 anni, hanno fatto tutto quello che a Sex & The City non è stato fatto. Hanno avuto un marito, dei figli, ma si rendono conto che per qualche motivo non hanno vissuto la vita, non hanno avuto l’amore vero. Si ritrovano tutte e quattro separate e devono ricominciare da capo. Abbiamo cercato di raccontare il coraggio di cambiare, è un viaggio all’interno di quattro personaggi che provano a vivere i secondi quarant’anni della loro vita in maniera più costruttiva.

E’ comunque una commedia brillante, anche se siamo ancora lontani dalle possibilità che si avrebbero in altre realtà produttive. Ma è una serie nella quale credo moltissimo. Le donne la dovrebbero guardare perché sono le protagoniste. E gli uomini perché, anche se ne escono male, potrebbero sfatare qualche luogo comune sulle donne, che vengono messe a nudo, che vedono scoperte le loro nevrosi, i sottotesti che stanno dietro a questa scelta, a quel comportamento. E poi, comununque, lo si prende un po’ in giro, l’universo femminile. C’è molta autoironia, anche perché… sarà politicamente scorretto da dire, ma di fatto togli l’amore alle donne e le costringi a mettersi in discussione. Senza l’uomo, senza l’amore è come se non avessero più un’identità precisa.

Io dico sempre che l’innamoramento è la droga più a buon mercato che ci sia.

Cristiana parla volentieri di questa serie, e si percepisce: è la sua creatura. Ha condiviso la scrittura di Amiche mie con Paola Fossataro, ma soprattutto ha ricoperto un ruolo inedito per la realtà italiana. Quello del produttore creativo. La prima puntata si avvicina, l’ondata mediatica della conferenza stampa di ieri è passata ma resta l’emozione, è evidente.

Sì, sono emozionata, ma solo perché credo molto al lavoro che abbiamo fatto. Ieri mattina in conferenza stampa tremavo, oggi mi sono rilassata al cinema. Certo, vedere le reazioni della stampa e delle attrici (Margherita Buy in particolare, che è stata sempre attentissima a tutte le fasi della lavorazione. Come le altre del resto) all’anteprima, è stato gratificante e liberatorio: ridevano. Questo vuol dire che il lavoro funziona. Non sono sicura che andrà bene, ma la ricetta non ce l’ha nessuno. Se non ci credessi, me ne fregherei, ma è una progetto che ho seguito in tutti i sensi, a tutti i livelli. Quindi, sì, sono emozionata.


Seguire a tutti i livelli Amiche mie vuol dire aver ricoperto questo ruolo, appunto, del produttore creativo. L’equivalente dei producer americani, per intenderci. Quelli che negli States vengono gratificati dal created by. E che in Italia, di fatto, non esistono.

Sono stata molto fortunata a poter ricoprire questo ruolo, e anche un po’ premiata dal lungo lavoro con Endemol. Ma per fare il produttore creativo mi sono servite tutte le esperienze che ho fatto. Lavorare con Grundy per un anno a Un posto al sole mi ha fatto entrare in contatto con il modello produttivo industriale. Poi ci sono state Vivere e Centovetrine (per quest’ultima, ho impostato il lavoro del gruppo di scrittura). Poi i reality: ho imparato sul campo, insomma. Il montaggio, la realtà produttiva. E poi, quando si è trattato di cominciare con Amiche Mie, ho chiesto di poter andare a seguire qualche set americano, perché quello è il modello cui ispirarsi.

E poi, il produttore creativo è colui che può garantire la qualità e contemporaneamente che si accelerino i tempi, che non si buttino i soldi dalla finestra: scrivere, girare, montare e mettere in onda con un gap di pochi mesi.

Il problema è che in Italia non siamo pronti, probabilmente, ci sono professionalità da rivedere, da formare.

Non lo siamo. Passa troppo tempo dalla proposta della serie alla realizzazione alla messa in onda. Non c’è il tempo né il modo di correggere in corsa, come si fa in America. Eppure da questo modello ci guadagnerebbero tutti: in America riescono a sfornare prodotti di grande qualità girando episodi da 50 minuti in una settimana. Perché applicano un modello produttivo specifico, che non è quello cinematografico: se di docidi episodi ti organizzi per girare tutte le scene della stessa location consecutivamente, si rischia di perdere in freschezza e continuità. E poi, appunto, non si può correggere in corsa. Per fortuna - e per scelta - abbiamo coinvolto delle bravissime attrici, che hanno fatto un gran lavoro sugli script. Ma a volte mi confondevo io stessa.

Eppure, in giro si sente dire spesso che in U.S.A. le cose funzionano perché ci sono più soldi. Io, personalmente, non credo che sia così. Credo che tutto dipenda dalla libertà e dalle idee. Tu che ne pensi?

Certo. C’è più libertà, e le idee sono unaconseguenza della maggiore libertà. Il mercato a livelli alti, il background stimola perché se sono abituata a vedere cose belle, cercherò di produree cose ancora più belle. produrrò cose ancora più belle.
I soldi non sono tutto, anzi, ci sono mercati molto più esili di quello statunitense che producono cose più interessanti di quelle italiane, con maggiore identità della nostra fiction.

Fiction nostrana che poi, appunto, attinge a piene mai dai format esteri.

Ecco. Da noi si copia, si riadatta, si investe sul già visto e non ci si prendono responsabilità, non c’è il coraggio di cambiare.

Prima dell’esordio, però, è naturale chiederti se sei preoccupata da un altro grande esordio, quello dei nuovi episodi del Commissario Montalbano

Macché preoccupata. Anzi. Sono contenta, perché un successo per una fiction è importante per tutto il settore. Poi Montalbano è un bellissimo personaggio, raccoglie un pubblico larghissimo, lo vedono tutti anche grazie ai bei libri di Camilleri. Era un successo annunciato ed è bello che sia stato un successo.

Ovviamente fa parte dei grandi eventi, non può rientrare nel modello di fiction industriale da lunga serialità, e quindi richiede un tipo di produzione diversa, più cinematografica: non è un tipo di fiction da produttore creativo.

(…continua…)

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (8 Voti | Media: 4.5 su 5)
condividi condividi
27 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di robgav

    robgav

    05 nov 2008 - 21:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    Benvenuto sia il ruolo di Produttore Creativo! (Che, se non sbaglio, nei titoli di testa delle fiction americane passa come Executive Producer)

  • Profilo di Malaparte

    Malaparte

    05 nov 2008 - 21:10 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ben venga sì, anche se non basta sulla carta :)

  • Profilo di s-cassy

    s-cassy

    05 nov 2008 - 21:45 - #3
    0 punti
    Up Down

    Se fosse lontanamente simile a sex & the city sarebbe un successone , ma purtroppo sarà il classico ciambellone della nonna !!!

  • Profilo di gugly

    gugly

    05 nov 2008 - 21:48 - #4
    0 punti
    Up Down

    in Italia abbiamo il complesso di inferiorità nei confronti degli States ma ce lo meritiamo visto che poi le fiction le riduciamo tutte alla solita moraletta italiana: un po’ di giallo, tanto tanto rosa, sesso per puro divertimento solo ( se capita) per i maschietti…e alla fine l’amore trionferà.

  • Profilo di zia Assunta

    zia Assunta

    05 nov 2008 - 22:10 - #5
    0 punti
    Up Down

    Auguri a Cristiana e alla fiction italiana, questa intervista e gli interventi in passato nel blog me l’hanno resa simpatica.
    Mi spiace che vada contro il mio mito Raffa ma spero che questo Amiche mie segni una svolta nella produzione seriale nostrana.

  • Profilo di CCAABB

    CCAABB

    05 nov 2008 - 22:35 - #6
    -1 punto
    Up Down

    Purttroppo quì in Italia non si capisce che la morale sta a zero. Dietro la morale c’è ipocrisia. Una donna sposata che ha la crisi di mezz’eta me la chiami costruttiva. Meglio le protagoniste di Sex & the city che fanno sesso, recitano da oscar, e la finsicono di far essere il sesso un tabu in tv. Tutti hanno paura che il figlio assista ad una sco***a in tv. Allora non metterlo davanti alla tv solo perchè ti scocci di fare il genitore. Ma questa è un’altra storia. Ormai la fiction italiana è un prodotto di serie , tutte uguali , cambiano solo i nomignoli ma è tutto ugauale identico a quella precedente.
    Basta con l’iporcrisia italiana. W le serie tv americane, dei capolavori, e sono pure interessanti, la fiction italiana basta che ti vedi pochi minuti capisci già il finale, è scontata.

  • Profilo di gugly

    gugly

    05 nov 2008 - 22:48 - #7
    0 punti
    Up Down

    ahi ahi ahi, la Buy è già nevrotica….

  • Profilo di LadyGoDeeva

    LadyGoDeeva

    05 nov 2008 - 23:10 - #8
    0 punti
    Up Down

    E’ gia abbastanza che siano 12 puntate invece delle solite miniserie che non fai tempo ad affezionarti ai personaggi o a conoscerli e son gia finite. Comunque è troppo vero che le trame sono, in genere, scontate e si evince subito il finale.
    poi questi attori che si dedicano alla fiction di tipo comedy sono veramente troppo teatrali, di caratteristi in una serie ne bastano uno/due ma nella fiction italiana lo sono tutti.

  • Profilo di cristina lucca

    cristina lucca

    05 nov 2008 - 23:30 - #9
    0 punti
    Up Down

    lo sto guardando e mi piace sempre di piu’… meno male!!!!! ero stufa delle solite cose…

  • Profilo di zia Assunta

    zia Assunta

    05 nov 2008 - 23:31 - #10
    0 punti
    Up Down

    a proposito di fiction dagli spot sembra promettere bene una nuova serie di Rai1 con una famiglia un po’ pazzerella.

  • Profilo di Malaparte

    Malaparte

    05 nov 2008 - 23:32 - #11
    0 punti
    Up Down

    Non male, in effetti :)

  • Profilo di zia Assunta

    zia Assunta

    05 nov 2008 - 23:36 - #12
    0 punti
    Up Down

    Speriamo che Raffa faccia il 30% e Amiche miei 28%

  • Profilo di BOBOZ

    BOBOZ

    05 nov 2008 - 23:52 - #13
    0 punti
    Up Down

    che non sia Sex and the city lo abbiamo capito stasera con le prime due puntate. Quella Milano del telefilm non esiste e le storie sono un po’ banalotte. Le attrici bravissime però, soprattutto la Buy e la Ranieri!

  • Profilo di cristina lucca

    cristina lucca

    06 nov 2008 - 00:01 - #14
    0 punti
    Up Down

    io spero che raffa smetta con questo programma. lei è bravissima ma il programma ha stufato è per gli ottantenni

  • Profilo di cristina lucca

    cristina lucca

    06 nov 2008 - 00:14 - #15
    0 punti
    Up Down

    Preferisco i sogni del futuro alla storia del passato——-

  • Profilo di chiara86

    chiara86

    06 nov 2008 - 00:21 - #16
    0 punti
    Up Down

    ho appena finito di vedere la prima puntata…non male,molto bravi le attrici(ranieri in testa e la buy vhe mi fa morire dal ridere)però spero che nelle prossime puntate diventi un po piu ironica…qualche risata in piu potrebbe farla fare…cmq aspetto la fiction di rai 1 con emilio solfrizzi e stefania rocca,quella secondo me spacca…

  • beck07

    06 nov 2008 - 00:23 - #17
    0 punti
    Up Down

    sapete il titolo della colonna sonora?

  • Profilo di sakai

    sakai

    06 nov 2008 - 00:38 - #18
    0 punti
    Up Down

    Anch’io non mi aspettavo che fosse
    così carina e ben realizzata. :)

  • Profilo di Alex80

    Alex80

    06 nov 2008 - 00:47 - #19
    2 punti
    Up Down

    Che tristezza. Che banalità. Guardi e sai già cosa sta per succedere, cosa stanno per dirsi. Le protagoniste tutte naturali e rilassate come se stessero recitando all’Isola o alla Talpa. Ma la voce narrante doveva essere proprio la Buy, isterica come sempre e stavolta in aggiunta sposata a uno Zelig???

  • P.e.p.p.e.02

    06 nov 2008 - 11:25 - #20
    8 punti
    Up Down

    16 % l’esordio. E sorrido a leggere qualcuno che si sforza a dire che la curva è tale che la prossima puntata l’ascolto aumenterà…..
    E’ stato un flop, e basta.

  • Profilo di zia Assunta

    zia Assunta

    06 nov 2008 - 14:01 - #21
    0 punti
    Up Down

    @Chiara :cmq aspetto la fiction di rai 1 con emilio solfrizzi e stefania rocca,quella secondo me spacca…

    a questa mi riferivo dagli spot non sembra neanche una cosa da Rai1.
    Come si intitola?

  • SHINTARO

    06 nov 2008 - 14:52 - #22
    0 punti
    Up Down

    Brava e simpatica la Farina. Ma non e’ per niente il primo produttore creativo. Pietro Valsecchi? Wayne Doyle?

  • Profilo di chiara86

    chiara86

    06 nov 2008 - 14:55 - #23
    0 punti
    Up Down

    ho guardato su internet e si intitola”tutti pazzi per amore” gli attori principali sono emilio solfrizzi,stefania rocca,neri marcore e per me è già una garanzia…spero vada bene soprattutto per solfrizzi,un bravissimo attore che però rispetto a persone che definire attore è un insulto alla categoria(penso a garko o ai vari di quelle fiction grottesche)è meno visibile in tv…

  • Profilo di chiara86

    chiara86

    06 nov 2008 - 14:57 - #24
    0 punti
    Up Down

    inserisco un breve riassunto della storia…S’intitola “Questo è amore” ed è la nuova fiction in 13 puntate per Raiuno, diretta da Riccardo Milani (“Auguri professore”; “La guerra degli Antò”). Protagonisti sono Emilio Solfrizzi e Stefania Rocca. La storia è quella di due persone con famiglia a carico. Lui è un vedovo, padre di una bambina; lei, invece, è separata con due figli. All’inizio si odiano… ma come nella tradizione del genere, quella sarà la freccia scoccata da Cupido.
    SCUSATE L’OFF TOPIC…

  • Profilo di zia Assunta

    zia Assunta

    06 nov 2008 - 16:27 - #25
    0 punti
    Up Down

    Grazie Chiara.

  • Profilo di NIN

    NIN

    06 nov 2008 - 18:48 - #26
    5 punti
    Up Down

    Un piccolo consiglio. Lasciamo i produttori dietro le quinte, dove è giusto che siano. Altrimenti dopo interviste al produttore, al produttore creativo, a quello esecutivo, la recensione… non solo il blog sembra uno spazio affittato ma con 16% si fa pure una figuraccia…

  • sel86

    13 nov 2008 - 20:24 - #27
    0 punti
    Up Down

    Personalmente Amiche mie mi ricorda moltissimo Sex and the City: il numero delle donne (4), le loro personalità, alcuni pensieri detti in voce over, il ritrovarsi al bar a bere un drink.
    Sicuramente in Amiche mie troviamo personaggi con una famiglia, donne sposate con figli ma che affrontano comunque problemi dovuti a relazioni che non vanno.
    Sex and the city affrontava in maniera più schietta il tema del sesso, cosa che qui non manca (notare le varie scene di sesso e i rimandi sessuali giocati dalla sorella Lulu), ma è il come viene affrontato che permette alla serie americana di mantenere il primato.
    Per chi volesse ne ho parlato quest’oggi sul mio blog: http://sel86.wordpress.com/2008/11/13/amiche-mie-vs-sex-and-the-city/

    Per il resto, come nuova fiction italiana l’ho trovata carina e sopra la media rispetto agli standard che il nostro palinsesto ci offre.
    Staremo a vedere…

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per commentare e per entrare nella community di tvblog. Potrai inserire immagini, video, partecipare alle discussioni nei vari gruppi o crearli e inviare messaggi privati agli altri utenti registrati. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento