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Mike Bongiorno vuol tornare in RAI

Pubblicato: 17 nov 2005 da Malaparte

Mentre l’ipotesi Scotti appare sfumata - si conferma infatti da più parti la presenza di Gerri all’ennesima edizione de La Corrida - un’altra voce di corridoio, affascinante, suggestiva, si fa avanti e propone il ritorno in RAI di Mike Bongiorno.
E’ lo stesso Mike a metterla in giro, oggi che ricorre il 50° anniversario di Lascia o Raddoppia, oggi che Repubblica gli dedica un paginone con intervista che trasuda di ricordi di un tempo andato. Era un tempo in cui non c’era la mania dell’archivio e del repertorio, e oltre a non esserci la mania, non c’erano nemmeno i mezzi tecnici per registrare e conservare. Così, le immagini del passato e il celeberrimo svarione sulla signora Longari che cadde sull’uccello…


di Stravinskij - frase che non sarebbe mai stata pronunciata, ma che sarebbe solo uno splendido esempio di tradizione popolare tramandata oralmente, dalla televisione fino alle orecchie dei bambini di una generazione fa appena - sono affidate solamente alla memoria o alla mancanza di essa, o alla distorsione che la stessa fa della realtà.
E mentre questo amarcord avanza, Mike lo confessa: vuole chiudere la sua carriera in RAI. E forse se lo meriterebbe, di affrancarsi dal ghetto di Genius e di avere un’ultima possibilità - dopo quella di Sanremo - di dare qualcosa alla tv pubblica. Magari una delle sue celebri gaffes, questa volta vere in quanto documentate e blobbabili.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Nick

    17 nov 2005 - 17:08 - #1
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    A proposito dell’aneddoto sulla Longari, ecco qualcosa raccolto qua e là su Internet….

    *********************************************

    Corriere della Sera, 03.11.2001

    Il caso Longari e quella gaffe di Mike: fuori la verità!
    di Aldo Grasso

    Tutta la verità sul caso Longari, questo chiediamo. Non si possono
    infrangere così impunemente i miti della tv, senza prima aprire gli archivi agli storici, senza proporre una commissione di saggi (gli stessi tre, magari, che si dovranno occupare di Tangentopoli), senza sottoporre la cronaca al vaglio del revisionismo! Una consolidata tradizione giornalistica e popolare vuole che la signora Giuliana Longari, concorrente del «Rischiatutto», sia caduta su una domanda ornitologica; di qui la famosa esclamazione di Mike Bongiorno: «Ahi, ahi signora Longari, lei mi cade sull’ uccello!». Dagli anni ‘ 70 in poi, la battuta è stata ripetuta più volte, è stata usata in mille gag e Mike non l’ ha mai smentita, anzi.
    Adesso, in una fase di tardo ravve dimento, gli interessati negano.
    Invitati nell’ amabile salotto di Iva Zanicchi, Mike e la Longari hanno
    sostenuto che quelle parole non sono mai state pronunciate e, in pratica, mi hanno dato del fesso (come riportato ieri giustamente da Libero). Forse hanno ragione, eppure sarebbe così facile controllare: se solo la Rai mettesse a disposizione la puntata incriminata, e se questa ancora esiste.
    Perché nel mio archivio, alla voce «Rischiatutto», ho almeno una decina di ritagli di giornale che ri portano la celebre frase. E, prudentemente, nell’ultima edizione della «Storia della televisione», dopo aver accreditato alla signora Longari, fra le tante, la versione meno volgare e più gentile (l’ uccello era quello di fuoco di Stravinskij) ho scritto: «Secondo i diretti interessati l’ episodio non sarebbe mai accaduto: leggende metropolitane?». L’ aspetto più interessante della vicenda è proprio questo: se la frase non è stata detta, com’ è nata la favola della strepitosa gaffe? Che il dire ttore delle Teche Rai, Barbara Scaramucci, ci aiuti a svelare questo inquietante mistero! Ne daremo qui subito conto.

    Aldo Grasso

    ***

    Corriere della Sera, 09.12.2001

    La verità sulla più famosa «gaffe» di Mike

    Caso Longari, fu inventata la gaffe di Mike. Il 16 luglio del 1970 la
    signora fu eliminata solo perché un’ altra concorrente aveva accumulato un montepremi superiore
    di Aldo Grasso

    Siamo in grado di raccontare la verità, tutta la verità, o quasi, sul caso Longari. Mike Bongiorno non le ha mai rivolto la celebre frase, divenuta leggendaria: «Ahi, ahi signora Longari, lei mi è caduta sull’ uccello!». Negli archivi della Rai non c ‘ è traccia di uccelli, né di pennuti, né di facili doppi sensi. Niente di niente. Il 16 luglio 1970, quando la supercampionessa di «Rischiatutto» perse il titolo - dopo undici puntate, venti concorrenti fatti fuori e tredici milioni di montepremi -, lo perse nonostante avesse risposto a tutte le domande. Che riguardavano la prima guerra punica, in particolare una battaglia navale fra Asdrubale e il console Cecilio Metello. La Longari fu eliminata perché la sua rivale, Giuliana Boirivant, aveva accumulato più soldi nelle domande di carattere generale. Eppure sull’ «uccello» della Longari esiste un’ ampia letteratura. Qualcosa di più: una radicata credenza popolare. Sollevata la questione (alcune settimane fa la signora Longari aveva confess ato a Iva
    Zanicchi di essere prigioniera di quella frase mai detta), al Corriere sono arrivate decine e decine di lettere. La maggior parte dei lettori giura di avere sentito quel dialogo tra Mike e la Longari, ricamando non poco sui particolari. Alcuni propongono curiose varianti (non erano uccelli generici ma rondini, non erano uccelli ma piselli, palle e quant’altro), altri indicano nelle concorrenti Maria Luisa Migliari di Calice Ligure, Anna Mayde Casalvolone di Torino e la signora Capicchioni le vere destinatarie del celebre rammarico ornitologico. Altri ancora aggiungono nuove e irriferibili gaffes al già ricco florilegio di Mike. Nei ritagli di stampa, poi, c’ è di che sbizzarrirsi: fra le tante versioni, la meno volgare e più dott a è quella che riguarda «L’ uccello di fuoco» di Stravinskij. In un’ intervista a «Epoca» la stessa Longari ha dichiarato: «Nonostante il tormentone dell’ “ahi, ahi, signora Longari” che l’ ha perseguitato, mio figlio è cresciuto sano e felice…». Dunque il tormentone esiste da tempo immemorabile, ingrediente quotidiano della vita della signora, e per verificarne la veridicità non restava che fare appello a Barbara Scaramucci, direttore delle Teche Rai. Che con cortesia ha offerto la sua competenza (www.teche.rai.it). Risultato: Mike non si è mai
    rivolto alla Longari in quei termini, né nella puntata della perdita del
    titolo, né in quella di «Sfida al campione» (1973) dove però una domanda riguarda i cavoli di Diocleziano (c’ è un nesso fra i cavoli e gli uccelli?). La Migliari, che rispondeva sui vini, cade sui gradini della
    scala cromatica dei bianchi (ma, piccolo giallo, la copia della
    trasmissione, 8/11/ 1973, «risulta inesistente» nella cineteca di Milano).
    Un’ inezia, una sfumatura: il giallo paglierino venne confuso con il
    bianco paglierino (c’ è un nesso fra il paglierino e gli uccelli?). La
    Casalvolone, che rispondeva sulla storia di Torino, scambia, a proposito di una processione della Consolata, Levaldigi con Scarnafigi. E, in un successivo spareggio, fa inghiottire Pinocchio e Geppetto da una balena.
    Mike le precisa subito che, nel libro di Collodi, trattasi di pescecane
    (esiste un nesso fra un pescecane e un uccello?). Rapido controllo anche con Marilena Buttaff arro, Gianfranco Rolfi, Enzo Bottesini, Domenica G. Provano, Massimo Inardi. Di uccelli, nessuna traccia. Non si può del tutto escludere che Mike abbia pronunciato la famosa frase, ma il destinatario non si trova. E’ dunque una leggenda metropolitana ? E come è nata?
    L’ espressione diventa famosa nel 1976 con «L’ altra domenica», la mitica trasmissione di Renzo Arbore. Per prendere in giro i quiz televisivi, Arbore poneva domande strampalate al telefono. Chi sbagliava, «subiva» un coretto de «Los Remedios» (un’ orchestrina di finti messicani) che, sull’ aria di «Cielito lindo», recitava «Ahi, ahi, signora Longari». Fra gli storici del costume, qualcuno ricorda una barzelletta «sporca» di quel periodo. Mike chiede alla Longari: «Mi sa dire il nome di un uccello con due zeta e la “o” finale?». La Longari, dopo averci pensato a lungo, risponde: «Struzzo». «Nooo!» urla Mike. Di qui il suo disappunto. Anche se, per ora, non ha un padre, la celebre frase resta inscalfibile. Più vera del vero.

    Aldo Grasso

  • Malaparte

    17 nov 2005 - 17:19 - #2
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    Sì, avevo letto queste ricostruzioni, Nick.
    Ma alla fine, la bellezza dell’aneddoto sta proprio in questo, no? Che non si sappia, anzi, che non si saprà mai se quella frase sia stata o no davvero pronunciata.

  • marcusdaly

    17 nov 2005 - 18:03 - #3
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    Mike Bongiorno che torna in RAI, chissà perche non mi stupisce. In una delle scorse puntate di “Che tempo che fa” in cui era ospite, infatti, arrivò in studio una telefonata di Meocci, il direttore generale RAI, mandata in onda, in cui quest’ultimo ha letteralmente supplicato Mike di tornare in RAI. Al che lui ha risposto che doveva chiedere a Berlusconi…

  • Malaparte

    17 nov 2005 - 18:21 - #4
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    marcus, esatto, ha ribadito il concetto anche oggi…

  • Nick

    17 nov 2005 - 19:55 - #5
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    Malaparte, non volevo “smitizzare” l’aneddoto - che continuerò a menzionare, personalmente - ma riportare una serie di informazioni delle quali neanche io ero a conoscenza… :-)

  • Alfredo Desiderio

    18 nov 2005 - 12:41 - #6
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    Grande Mike, ma grande anke la Corrida: pure se è la “ennesima” edizione, speriamo ke continuino a farla. Ciao a tutti, questo blog è fikissimo!

  • tvblog

    20 dic 2006 - 22:11 - #7
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    […] […]

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