Bonolis vota Renzi e rinnega Berlusconi. Eppure qualche Senso della vita fa...

Politica e tv non si dovrebbero mischiare troppo, specie su questi lidi visto che per una c'è PolisBlog (che ha seguito tutta la notte le Presidenziali americane) e per l'altra TvBlog. Eppure, un'intervista politicizzatissima rilasciata al quotidiano Pubblico, da un presentatore televisivo come Paolo Bonolis, rende inevitabile mischiare i due piani.

Bonolis non è mai stato nuovo a esternazioni politiche nelle interviste (di recente, al settimanale A, aveva già rinfacciato a Berlusconi di aver rimbambito gli italiani).



Ma questa mattina mi ha colpito vedere Giorgio Gori, noto spin doctor di Matteo Renzi, ritwittare la palese dichiarazione di voto di Bonolis a favore di Renzi. Della serie, in tempi in cui anche Lucio Presta si candida sindaco di Cosenza, la politica è il nuovo varietà del sabato sera:

"Almeno Renzi non deve giustificare errori, o mancanze, o pregressi raccapriccianti. Lo voto perché non ne posso più di vivere in un paese con mille passati e nessun futuro".

Innanzitutto, bisognerebbe domandarsi quanto sia necessario che un conduttore si schieri in campo ancor prima dell'inizio della campagna elettorale, oltre che delle primarie del centrosinistra. A questo si aggiunge la dura reprimenda di Bonolis contro Silvio Berlusconi:

"Berlusconi doveva andarsene. Non ce la faceva più. Non aveva più credito. Quello che ha fatto lui è riportarci tutti per vent'anni agli anni '80, quando era già finito tutto. E, di conseguenza, la sua gestione ha portato alla crisi attuale: che pensavano venisse fuori dopo, scusi? Crisi assoluta. Non solo economica. Anche di valori. Perché spacciava per veri dei valori ben poco reali, delle vacuità. Monti sta cercando di mettere le pezze, ma il governo dei tecnici è fuori dalla realtà".

Insomma, un Bonolis schieratissimo e coraggiosissimo. Quale altro dipendente Mediaset smaschererebbe così tanto il padrone? Tanto di cappello. Nelle parole del Paolino nazionale si intravede quasi una punta di senso di colpa, magari per aver contribuito a propagare "quei valori ben poco reali".

Foto | © TMNews

Era il 24 gennaio del 2006, quando Silvio Berlusconi si sottoponeva all'intervista fotografica de Il senso della vita (come potrete vedere in foto). Riusciva a farlo poco prima che scattasse la par condicio, per la campagna elettorale delle Politiche 2006.

Furbamente il Cavaliere si faceva raccontare in maniera "umana", chiedendo addirittura in prestito le poltrone di Matrix e mirando a primi piani e regia impeccabili. Tra le meravigliose perle dispensate da Berlusconi c'era la seguente:

"Le mie tre figlie si contendono il padre, la notte fanno a turno per dormire con me: mi trattano come un peluche".

L'Unità così commentava la performance:

"Milanista contro interista, uno dei pochi momenti di contrapposizione. Per il resto il premier ha dilagato. D'altra parte giocava in casa, è il padrone. Le divagazioni su quel che avrebbe fatto in questi anni hanno provato Bonolis più dell'intervista sanremese con Tyson".

Il Corriere della sera, invece, insinuava che Berlusconi avesse approfittato di una circostanza neutra per lanciare pericolosi ultimatum politici. Allora, infatti, espresse la volontà di mettere in discussione la data del voto in aprile, rimandando le elezioni a maggio:

"Il senso della vita è una trasmissione che non ha carattere politico, non è certo il luogo per esercitare un pressing (se di questo si tratta) sulla prima carica dello Stato. Forse anche per questo, ieri sera, qualcuno in Forza Italia accreditava l' immagine di un Cavaliere che si è morso la lingua e si è reso conto di aver esagerato".

Chissà cos'avrà pensato Bonolis allora e se commenterebbe quella sua scelta televisiva, oggi che ha ritrovato una coscienza politica così severa, con un pizzico di autocritica.

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