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Come ti lincio l'Adriano

Pubblicato: 11 nov 2005 da Nick

Non so chi abbia avuto il fegato (per gli ospiti) e la tempra (per l’orario) di seguire, ieri sera, il Porta a Porta dedicato all’ultima puntata di RockPolitik.

Già sui titoli di coda della trasmissione di Celentano si andava a sovrapporre un piccato Bruno Vespa che, con quel modo tanto democristiano di fare informazione, introduceva il tema della serata sottolineando (digrignando i denti quel tanto che bastava, dietro al sorriso ruffiano, come accade sempre nei casi di lesa maestà) che lo share maggiore era già stato raggiunto tempo prima, con la presenza-rissa in studio di Alessandra Mussolini e Katia Belillo. Quindi…

Sintetizzando al massimo il tormentone della serata, ovvero un’inutile e strumentale dibattito attorno al titolo “in Italia c’é una dittatura?” (parafrasando la precedente esibizione della Guzzanti) e l’inevitabile bagarre con toni da osteria (questa volta fra Alba Parietti e Vittorio Feltri), vado qui a menzionare - in ordine sparso - le perle migliori:

- Pierfrancesco Pingitore, confidenzialmente introdotto da Vespa come “Pingi“, dopo aver promosso non troppo fugacemente il prossimo spettacolo del Bagaglino ha detto di aver trovato la trasmissione noiosissima e ha paragonato Celentano al protagonista di Oltre il Giardino (il giardiniere Chance), dandogli direttamente, pubblicamente e senza mezzi termini del mentecatto sopravvalutato;

- Paolo Guzzanti, pur ammettendo le abilità artistiche dei figli (imitatori a livello mondiale, ‘più di Chaplin!’ - lo ha incalzato Vespa - perdendo un pò la bussola), ha difeso gli interessi di bottega contro quello scemo (sic) di Cornacchione. Inoltre, ha sottolineato come fosse stato invitato dopo ben 5 anni a Porta a Porta e per parlare - sostanzialmente - di una figlia degenere: ormai si trovava lì, doveva fare buon viso. Per fortuna, dopo la sua sparata sul pubblico in studio che - non pagato come quello di RockPolitik - si stava addormentando durante la trasmissione di Celentano, ha dato sfoggio di un inedito (per me) talento ricordando le proprie imitazioni di Sandro Pertini ed Eugenio Scalfari che, a suo tempo, gli costarono il posto a Repubblica: spero veramente di vederlo, per una legge di contrappasso, condurre una trasmissione di satira sulla prossima RAI sinistrorsa… come non ha potuto fare sua figlia nella gestione attuale. Sono convinto che sia più abile come showman che come giornalista.

- Clarissa Burt ha dato prova di diplomazia, criticando i toni della Guzzanti ma in modo non troppo pertinente: forse non ha capito esattamente l’ironia dell’imitazione. La comprensione, data la stanchezza da fuso orario (ipse dixit), in questo caso è d’obbligo.

- Vittorio Feltri ha sottolineato direttamente a Celentano - rispondendo agli ammiccamenti proposti da Adriano in serata - di non provare assolutamente simpatia, neanche nel profondo del cuore, per la sua persona e per i suoi discorsi. Anzi, ancora una volta ci ha fatto sapere di non tollerare che il servizio pubblico permetta certe esibizioni: noiose, esose e stupide. Personalmente continuo a chiedermi come Feltri possa accusare di lentezza Celentano: dalle mie parti si dice che il bue dà del cornuto all’asino.

Tralascio volutamente le lancette spezzate da Mastella, Boselli e Alba Parietti, come sempre molto “politically correct”, chez Vespa. Mi è piaciuto invece l’intervento, oggettivo e asciutto, di Lanfranco Vaccari, direttore del Secolo XIX: egli ha giustamente fatto presente le cifre e i risultati ottenuti da Celentano, che hanno trasformato la trasmissione in grande evento popolare e televisivo.

Su tutto gravava come un avvoltoio Bruno Vespa, pronto ad aizzare - in modo a volte subliminale, a volte sfacciatamente irritante - qualsiasi critica e censura alla trasmissione che lo aveva preceduto (e spodestato). Una su tutte: mentre Pingitore andava a criticare - addirittura! - la scenografia di RockPolitik, a suo parere troppo essenziale e tetra, Vespa ne sottolineava con ironia il costo invece esorbitante.

Bisognerebbe ricordare ad una certa politica e ad un certo giornalismo, che quando si dà dell’idiota a Celentano o dello scemo a Cornacchione, si coinvolgono milioni di persone che hanno seguito la trasmissione e che - anche sulle pagine di TvBlog - hanno maturato e manifestato un proprio senso critico, ben più ampio di quello espresso da certi sedicenti intellettuali. A mia memoria non riesco a ricordare un linciaggio mediatico simile, per di più scatenato dalla stessa rete e a televisore ancora caldo.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • carmen

    11 nov 2005 - 13:57 - #1
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    Sì, io me lo son visto tutto solo per il gusto di veder Vespa masticare bile. Non ce l’han fatto vedere ma dietro le quinte ingoiava bottiglioni di Maaolox al solo sentir nominare il Celentano mentre la truccatrice non sapeva come levargli un certo colorito verdognolo..

  • alebino

    11 nov 2005 - 14:20 - #2
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    Tutto ciò mi fa venir la nausea! Ieri sera ho visto celentano e l’inizio di Porta a Porta! Vespa sempre più viscido… insopportabile!

  • Antonio

    11 nov 2005 - 14:51 - #3
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    Celentano?
    Il re degli straccioni.
    cona la sua oscena figura fa sembrare stracci anche i vestiti di Valentino ed Armani: Impresentabile!!!

  • maurizio

    11 nov 2005 - 15:29 - #4
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    Beh, purtroppo x mia mancanza non ho potuto vedere le puntate precedenti di rockpolitik (anche se ne troverò il modo) ma per quello che ho visto come al solito ha fatto un programma interessante e non capisco il motivo della critica feroce che gli è stata mossa… Se ai vertici alcune cose non piacciono non le facciano fare, come hanno fatto finora, ma non si lamentino di quello che fa un personaggio che è sempre stato controcorrente ed ha sempre detto quello che pensava… Se poi il successo e l’autocritica di alcuni pesano su altri poi il discorso cambia… Credo che anzichè perdere tempo a criticare si potrebbe fare molto meglio riflettendo, perchè quella lanciata da questo programma mi è sembrato più uno spunto per cominciare qualcosa di nuovo piuttosto che dire soltanto che niente va bene

  • Lorena

    11 nov 2005 - 17:49 - #5
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    Allora ..alla fine di Porta a Porta ho riassunto la situazione:
    Cacchio “sono una cretina perchè ho visto e mi sono gustata ROCKPOLITIK!!!
    Ma poi mi sono ripresa subito. Sono stata una cretina a vedere il GRANDE VISCIDONE e i compagni di merenda
    che oltre a rubarci i soldi (e non solo dei loro stipendi) si affannano a commentare uno dei migliori programmi degli ultimi anni…
    VESPA..Ma perchè non ci vai tu porta a porta a vendere i tuoi libri schifosi.

  • Christian

    12 nov 2005 - 02:45 - #6
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    E’ vero Vaccari è stato il migliore,anke Boselli era partito bene all’inizio cn 1 bel discorso sulla libertà d satira,poi s è un po’ perso sul tema conflitto d’interessi ignorando Feltri che gli chiedeva perchè quando D’Alema aveva querelato Forattini nn c’eran state levate di scudi così grandi come cn Berlusconi(il che è vero,devo dargliene atto..)..Guzzanti viceversa mi è piaciuto di più alla fine che all’inizio..Mastella e Parietti penosi,Pingitore un po’aveva ragione sul diverso trattamento riservato a lui e a Celentano,ma nn condivido la sua critica alle scenografie,m è sembrato un po’ opportunista e.soprattutto,le sue trasmissioni mi fanno schifo..

  • meme

    13 nov 2005 - 22:06 - #7
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    Ho visto fino alla fine la puntata di rockpolitik e l’inizio del programma di Vespa.
    Quanto è viscido quell’uomo è inenarrabile.
    Ce l’avrà con Celentano… ma intanto fa audiance su rockpolitik sia per il suo programma sia per quello della concorrenza… essendo andato da Mentana a Matrix.
    Chi impara a strisciare da piccolo… poi non si alza più… e Vespa è un esempio.

  • Nick

    14 nov 2005 - 12:03 - #8
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    “Chi striscia non inciampa” (Beppe Grillo). Quando la risento a blob mi faccio sempre della grasse risate…

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