Carissimo Ernesto, noto con piacere che da tempo segui con interesse le vicende del cinema e della fiction tv sulle colonne del “Corriere”. Fai bene e fa bene Paolo Mieli, il direttore, ad aprirti questo spazio, molto visibile, poichè si tratta degli articoli di fondo. Ti ringrazio. C’è bisogno di voci fuori dal coro, specie nel settore cinema e tv governato da una governance (scusa il bisticcio) per molti aspetti discutibile, e mi fermo qui. Un settore assopito in atteggiamenti trionfalistici sia in senso squillante che in senso, come dire, commemorativo.
Il cinema e la tv sono,specie alla Mostra del cinema di Venezia (da dove scrivo) e in altri festival più o meno importanti e significativi, malati da tempo da una febbre di commemorazioni e di coccodrilli(elogi post mortem) che si confonde con il delirio dell’impotenza. Ma non è questo il punto. Il punto è quello che hai individuato e che riassumo, scusandomi per la sintesi, e cioè che il cinema italiano è stato ed è grande quando era o è (poche volte) libero. Intendo il cinema di ieri, soprattutto, e di oggi. La fine del mercato cinematografico, vivo e vivace dal dopoguerra fino agli anni Settanta circa, ha segnato un mutamento della situazione sulla quale non si riflette mai abbastanza, a causa di pregiudizi non sempre ingiustificati,ma questo è un altro discorso.
Il nostro grande cinema (Rossellini, De Sica, Visconti, Fellini, Rosi, Leone, Petri e i gli “artigiani”-altro che artigiani!- Risi, Monicelli, Comencin e altri) lottava per esistere nel mercato e della qualità artistica, e spesso, ci riusciva. Con l’avvento della tv e le crisi a getto continuo nel rapporto con il grande pubblico la situtazione è degenerata. Oggi siamo al coma, per fortuna provvisoriamente alleviato da “Gomorra” o da “Il divo” e, voglio fare scandalo, dai film comici di Natale o per l’estate che almeno portano gente nelle sale. Hai ragione quando punti il dito sulla fiction televisiva.
Se il grande cinema di ieri viveva nei rapporti e soprattutto negli scontri fra gli autori e i produttori e i distributori e gli esercenti, oggi la fiction vive male, e sopravvive, perchè non esistono nè scontri nè contrasti nè confronti seri tra autori e dirigenti tv della fiction o degli alti livelli delle emittenti. Esiste una macchina inesorabile, sorda, o con convinzioni ripetitive fino alla tetraggine o peggio. Vengono imposti storie, cambi di soggetti (anche quando accettati) e di sceneggiature, tagli e taglietti che snaturano o addirittura stuprato idee che sono state persino approvate, anzi caldeggiate. In nome di che? Gli ascolti di rado premiano i processi di tali manipolazioni che si rivelano autentiche censure.
Caro Ernesto, la forza del grande cinema italiano erano la sensibilità, la creatività, il talento artistico. Anche nella produzione più popolare, come ad esempio per i film comici o di puro intrattenimento. Sensibilità, creatività artistica e aggiungo professionalità non svenduta, questi elementi erano presenti in quel cinema che oggi a Venezia si celebra senza sensi di colpa e senza interrogarsi;e lo sono ancora, basta verificare guardando qualsiasi, ripeto qualsiasi, pellicola di ieri o ieri l’altro con tanti pezzi da novanta a zero della nostra fiction tv.
Certo, per fortuna, le eccezioni non mancano e tu, Ernesto, le citi, e non insisto. Ma il nodo centrale è la agonia o la fine della fantasia, delle capacità artistiche vere, degli artisti veri che si misurano con dirigenti tv e produttori falsi o finti.
Se non si recupera o meglio se non si rinventa uno spazio libero (con tutti gli scontri possibili e augurabili); se non si provvede presto; se non ci svegliamo, non solo alla Mostra del cinema ma nel numero infinito dei festival o delle rassegne dedicate al cinema azzannato dalla fiction alla fiction stessa cercheremo scampoli di una creatività e di un’autonomia ideativa e realizzativa che si stanno assottigliando fotogramma dopo fotogramma.
ITALO MOSCATI
filip
31 ago 2008 - 17:04 - #1Caro Moscati mi fa molto piacere che Lei abbia riportato questo articolo sul blog.
Ho 18 anni e, a differenza di molti, moltissimi italiani, mi piace vedere i film d’autore, le pellicole di qualità firmate da grandi registi (come Avati e molti altri..).
Condivido quello che ha scritto Galli Della Loggia, ma vorrei anche esprimere il mio parere.
Quello della fiction per me non è un problema ; se questo genere da anni imperversa sempre più sui canali tv (di stato e privati) è solo perchè il pubblico, il grande pubblico vuole vedere queste produzioni e ama serie tv che, anche secondo me sono oggettivamente fatte male e poco conivolgenti.
nell’articolo si faceva esplicitamente riferimento ad alcune serie rappresentative del loro genere che, sono i numeri a dirlo, sono giunte alla sesta, settima, ottava..per fino tredicesima serie!
tutto questo perchè il pubblico le vuole vedere, le ama..forse si accontenta certo…però i successi televisivi italiani degli ultimi anni, quelli nazional-popolari, sono lo sport e le fiction.
io, come detto sopra, amo i film d’autore, ma credo che se dovessimo fare fiction di alta qualità, diciamo pure d’autore, il pubblico non gradirebbe affatto.
voglio dire che le fiction sono nate proprio per appassionare una platea vasta, vastissima (milioni e milioni di persone) che ha gusti diversi ma accomunata dalla voglia di leggerezza e divertimento.
se le fiction dovessero diventare serie, totalmente drammatiche ed “impegnate” si escluderebbe a priori una certa fascia di pubblico…
in conclusione ritengo che le fiction andrebbero sicuramente migliorate e rinnovate, ma non sradicate…la tv stessa è qualcosa di universale, di generalissimo e vastissimo…vengono fatte proposte generali e approssimative, sta poi ad ognuno di noi, cercare e trovare altrove (al cinema x esempio) ciò che più può soddisfare le nostre esigenze.
italo moscati
31 ago 2008 - 20:42 - #2Filip, il problema vero non è quello di bocciare per sempre la fiction ma di migliorarla presto, con efficacia. Per capire meglio il pubblico (che premia i sentimenti, e non c’è nulla di male anzi) che viene abituato spesso alla mediocrità o addirittura al peggio. Solo questo. Ho scritto e scrivo come autore per la fiction con l’idea radicata nella più viva e vivace tradizione del cinema popolare italiano. In film leggeri leggeri si trovano nomi di grandi scrittori che riuscivano (ci riescono?) a soddisfare legittime aspettative del pubblico e a dare il sapore forte della qualità artistica, anche facendo farse. Dunque, viva la fiction se è in grado, se sarà in grado di appagare come dici voglia di leggerezza e di divertimento (anche in nome del dramma o dei drammoni). Grazie.
filip
31 ago 2008 - 21:15 - #3grazie mille per avermi risposto, comunque resto convinto anche io circa la possibilità di migliorare le fiction, anche se credo che molte di
filip
31 ago 2008 - 21:20 - #4grazie mille per avermi risposto, comunque resto convinto anche io circa la possibilità di migliorare le fiction, anche se credo che, molte di quelle attualmente in onda ormai non abbiano più nulla da dire ne da dare e sarebbe più corretto, verso il pubblico, optare per un’interruzione definitiva.
altro problema, che fortunatamente questo blog ha spesso trattato, sono le raccomandazioni: non a caso in molte fiction appaiono, con ruoli piuttosto importanti, attori che non dovrebbero essere considerati tali ma che, grazie alle loro conoscenze, recitano nelle serie tv rovinando dei personaggi che magari potevano esprimere qualcosa in più.
pier...pa
31 ago 2008 - 21:28 - #5io ritengo che obbiettivamente il nostro cinema abbia dei nomi che fanno di esso un cinema di alta qualità anche se purtroppo sono sempre gli stessi e lo spazio ai giovani è proprio poco, poi accade che un iniziato con la ragazza del lago faccia incetta di premi al david, qualcuno pensa che finalmente il cinema possa aprirsi a nuovi protagonisti e invece nulla.
è vero che la fiction deve sempre avere il giusto sapore popolare per mantenere gli ascolti, ma il popolare non sempre si scontra contro la qualità. E’ ovvio che se qualcuno vuole vedere l’ultimo film di avati va al cinema, ma alzare la qualità della fiction sarebbe doveroso.
Riporto l’esempio dei cesaroni, sicuramente non parliamo di cinema d’autore, però una buona regia, un buon ritmo nella sceneggiatura montaggi, musiche e immagini accattivanti fanno di quella fiction, una fiction di grande successo e di discreta qualità. se poi passiamo a Carabinieri, iniziamo a stendere i veli pietosi dovuti al caso!!!
Picchiatello
31 ago 2008 - 23:54 - #6Italo una cosa l’ho appurata all’estero a parte qualche sito vietnamita , nigeriano e uk il festival veneziano non se lo fila nessuno …non e’ che il tutto e’ stato fatto appositamente per non far sfigurare certe produzione “italiote” ?…
Pardon ma quando per l’ennesima volta e’ stato premiato ladri di biciclette mi sono ri-girati…
italo moscati
01 set 2008 - 08:20 - #7Picchiatello, grazie per la segnalazione sui siti internazionali in cui si parla , o non si parla,della Mostra veneziana. La Mostra non se la fila nessuno. Ecco un dato che dovrebbe far riflettere tutti, a cominciare dai dirigenti della Biennale. Se seguirete RaiSatExtra cercherò di porre il problema, molto importante al di là delle chiacchiere. Grazie.
Almanacco
01 set 2008 - 11:18 - #8Concordo con l’esigenza di qualità. Qualità, però, che non sempre è premiata dagli ascolti. Per questo sono strafelice per il riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia de IL COMMISSARIO DE LUCA, tratto dai gialli di Lucarelli, come MIGLIOR FILM per la TV.
La ricostruzione storica meticolosa, il gusto del racconto senza tentazioni “americane”, l’ottima prova di Preziosi e C. hanno avuto il loro riconoscimento. Mi auguro che questi FILM escano presto su DVD perchè sono troppo intensi e profondi per una riproposta televisiva di ripiego.
italo moscati
01 set 2008 - 12:53 - #9Grazie Almanacco. Sono d’accordo. Bisogna creare una forte competizione nell’audiovisivo sul piano della qualità e della “sincerità”. Ritengo “sincero” il cinema popolare del passato -da anni Cinquanta agli anni Ottanta-, nonostante difetti e inquinamento, e spesso ritengo “insincera” perchè molto manipolata la fiction tv. Troppi dirigenti improvvisati. Troppi contenuti funzionali a mediocri disegni culturali e politici. Scarso coraggio. E quindi si apra una vera gara!
italo moscati
01 set 2008 - 16:47 - #10Peccato che il volta pagina consenta meno il confronto tra i commenti sul tema cinema-fiction. Ma posso dire che ho ricevuto molte telefonate e mail sullo stesso tema, con un denominatore comune: c’è bisogno di liberare sia l’uno che l’altra dalla soggezione in cui vivono da anni a causa di tv e di finti o falsi produttori (e dirigenti) che non rischiano e sfruttano il lavoro soprattutto dei giovani autori.
Brad_dd
04 set 2008 - 22:12 - #11Condivido in pieno!