Un intero blocco di studio de Isola dei Famosi dedicato ai panni sporchi di Al Bano e Loredana Lecciso - assente, ma ormai si parla degli assenti senza problemi, tanto grazie alla tivvù sono comunque presenti -. Con la Ventura che - palesemente toccata nel più profondo dei sentimenti - prende le scontate difese della lei nella coppia, e Al Bano che insiste su un poco elegante ma veritiero non eravamo sposati.
Com’è cambiato, l’amore al tempo del reality.
isabella
10 nov 2005 - 02:01 - #1che barba che noia…che noia che barba..direi la Sandra nazionale….e basta con questi due……non se ne puo’ piu’….
Tra l’altro preciserei che la Simona piu’ che toccata…e ritoccata… visto che stasera guardando l’ultima parte della puntata (per fortuna mi son persa la lite Carrisi vs. Leccis) ho notato un leggero rigonfiamento al labbro superiore…….Lei si continua a gonfiare e ritoccare tutto il corpo…ormai sta’ diventando una “donna bionica”,e a noi gonfia qualcos’altro…Scusatemi la “licenza poetica” ma NON SE NE PUO’ PIU’….mi piace l’Isola ma spesso cade …scade nel pecoreccio……!!
falkner
10 nov 2005 - 09:17 - #2Mamma mia, ma il confine della decenza televisiva dove è andato a finire?
L’eleganza di Albano rasenta quella di Fred Flinstone, ma anche la delicatezza della signora Lecciso che, guarda caso, ha il numero dell’Isola dei Famosi sulla rubrichetta, è paragonabile a quella di un pachiderma in una stanza di soprammobili di vetro…
La Ventura si indigna ma gongola per gli ascolti record il telespettatore intelligente stavolta opta per un buon libro e spegne la televisione….
ciao
Anna Guariniello
10 nov 2005 - 11:06 - #3oggetto: loredana lecciso
E vero certe sofferenze ti fanno soffrire… le proviamo anche noi.. nella nostra vita “normale” non essendo dei vip.. ma questa donna”lecciso” fa disonore a tante donne che non hanno solo la bellezza.. ma anche la materia grigia.. e’ vero e’ giovane.. con ancora tanta voglia di fare..ma c’erano anche altri sistemi per far carriera..come potra’ spiegare certi comportamenti..hai suoi figli..Sicuramente Albano ha le sue colpe.. ma in questo caso lo preferisco..nel suo essere burbero.. ha dimostrato di essere un uomo..COSA CONTINUANO A MOSTRARLA.. IN TV.. PERCHE’ HA FASCINO?.. ALLA FINE E’ UN BEL MANICHINO.. BEN VESTITA.. MA DA TENERE IN VETRINA.. PER ALLESTIMENTO! SALUTI.
|Sera|
10 nov 2005 - 12:49 - #4mbah io mi sento di spezzare una lancetta a favore della lecciso, anche se se l’è scelto lei sto albano ha il tatto di un carrarmato e si sente pure spiritoso…mbah…
ps
ho notato anche io il labbro della ventura me ne dispiaccio perchè ormai in tv pare che le bocche alla parietti siano inevitabili mbah a me non piacciono per nulla
B runa
10 nov 2005 - 13:35 - #5Il programma l’isola dei famosi mi piace, anche se immagino sia pilotato lo guardo volentieri però sono dell’idea che le faccende personali si sbrigano in casa e non di fronte a migliaia di telespettatori.
Vi do un consiglio, fate come me: girate programma ogni volta che si parla di Albano/Lecciso. Visto che i vari direttori dei programmi stanno molto attenti agli ascolti………si accorgeranno di un calo improvviso e chissà mai che impareranno la lezione!!
Daniele
10 nov 2005 - 15:11 - #6Al trah non c’è mai fine… ma avrei una domanda da fare all’autore del post: spero che quel “palesemente toccata nel più profondo dei sentimenti” riferito a Simona Ventura sia volutamente ironico.
mimmo lombezzi
10 nov 2005 - 15:39 - #7Sono la più vista e più esibita COPPIA DI FATTO della tv
Il Vaticano ha perso una occasione per scomunicarli in diretta e dare il via ad un altro reality : i due all’inferno sottoposti alla più crudele delle torture :
la privazione del pubblico !
cosmos
14 nov 2005 - 00:49 - #8Padre per sempre
(Da : “Ancora una volta ho perso il treno” di Cosmo de La Fuente)
Non so quante siano le donne che in un momento di rabbia dopo la separazione decidano di penalizzare i propri figli danneggiando non solo l’ex coniuge ma anche, e soprattutto, i propri figli. Figli che diventeranno adulti e probabilmente capiranno la violenza a cui sono stati sottoposti. Volenti o nolenti il padre sarà padre per sempre.
La mamma è la persona più importante per un essere umano ma quando scompare un padre che è stato molto presente, una figura dal carattere forte, i figli improvvisamente capiscono che è giunto il loro turno d’incamminarsi lungo la tortuosa strada della vita, da soli. Orfani della sicurezza del proprio genitore e un po’ sbatacchiati nel vivere giornaliero, si avventurano come incerti tigrotti incoraggiati e spinti dalla madre per la prima caccia della loro vita.
Mio padre era un uomo molto attivo, lo ricordo sempre intento a fare qualcosa, mi sembra di rivederlo tanti anni fa in Venezuela intento a tagliare numerosi strati di stoffa per realizzare giacche che poi vendeva ai suoi clienti proprietari di “tiendas” del centro popolare di Caracas. Le enormi forbici nere le conservo ancora, fanno parte di lui, erano il prolungamento della sua mano destra.
Io e mia sorella ringraziamo Dio per averlo avuto durante gli anni della nostra infanzia, il suo amore e la sua protezione ci hanno fatto crescere sani e sicuri, ringraziamo soprattutto nostra mamma che, sebbene anche lei come tutte le madri avesse la possibilità di far valere il suo potere sui figli, non ci ha mai privato dell’amore di nostro padre, dolcissima e intelligente nel capire che l’amore è sempre amore.
Quando papà tornava a casa gli correvamo incontro e buttandogli le braccia al collo urlavamo felici : -papà- anzi, alla venezuelana: - papato-. Se cucinava lui era una festa e il sapore che dava ai piatti era diverso, ci piaceva moltissimo.
Nessuno potrà mai cancellare quei momenti che ha saputo donarci .
Qual è il significato della morte? Non lo conosco, lui è vivo più che mai, presente nelle cose di tutti i giorni e nelle decisioni difficili, riesce sempre a farci giungere un segnale , nascosto in un ricordo, come un intricato rebus da risolvere.
Siamo figli fortunati perché ci è stato concesso di conoscerlo a fondo e di godere dello speciale amore che un padre può dare. Chissà che sogni aveva quando diciottenne emigrò,osservo spesso la foto in cui è su quella nave che lo stava portando in quel paese dove saremmo nati noi.
Mi torna in mente quando andavo in auto con lui per le strade di Caracas, sulla Ford Firline 500 azzurra, prova di aria condizionata, il caldo era soffocante, sentivo l’odore della finta pelle dei sedili sul punto di fondere, lui era sempre assorto nelle guida, chissà a cosa pensava. Dal finestrino osservavo le solite scene di vita venezuelana, tantissimi negozietti d’abbigliamento e cafetines, marciapiedi semi distrutti, tanta gente ferma ai chioschi per un dissetante succo di frutta tropicale o per una empanada, voci, note musicali di salsa e merengue provenienti dalle radio delle altre auto e dagli hi fi transistor che i passanti tenevano in mano. Era curioso vedere tutte quelle persone ondeggiare al ritmo di Cuando salì de Cuba, la bellissima canzone di Celia Cruz.
Come vorrei rivedere il mio genitore scomparso mentre si arrampica sulla palma di cocco in spiaggia, - com’è forte il mio papà, sembra spider man – pensavo, quando ritornava giù era tutto graffiato nelle gambe ma cercava il mio sguardo per godersene l’ammirazione.
iscrivetevi anche alla mia newsletter e proviamoci a cambiare la mentalità che vede sempre e soltanto il padre penalizzato. Un padre ama come una madre.
www.cosmodelafuente.com
cosmos
14 nov 2005 - 00:49 - #9Padre per sempre
(Da : “Ancora una volta ho perso il treno” di Cosmo de La Fuente)
Non so quante siano le donne che in un momento di rabbia dopo la separazione decidano di penalizzare i propri figli danneggiando non solo l’ex coniuge ma anche, e soprattutto, i propri figli. Figli che diventeranno adulti e probabilmente capiranno la violenza a cui sono stati sottoposti. Volenti o nolenti il padre sarà padre per sempre.
La mamma è la persona più importante per un essere umano ma quando scompare un padre che è stato molto presente, una figura dal carattere forte, i figli improvvisamente capiscono che è giunto il loro turno d’incamminarsi lungo la tortuosa strada della vita, da soli. Orfani della sicurezza del proprio genitore e un po’ sbatacchiati nel vivere giornaliero, si avventurano come incerti tigrotti incoraggiati e spinti dalla madre per la prima caccia della loro vita.
Mio padre era un uomo molto attivo, lo ricordo sempre intento a fare qualcosa, mi sembra di rivederlo tanti anni fa in Venezuela intento a tagliare numerosi strati di stoffa per realizzare giacche che poi vendeva ai suoi clienti proprietari di “tiendas” del centro popolare di Caracas. Le enormi forbici nere le conservo ancora, fanno parte di lui, erano il prolungamento della sua mano destra.
Io e mia sorella ringraziamo Dio per averlo avuto durante gli anni della nostra infanzia, il suo amore e la sua protezione ci hanno fatto crescere sani e sicuri, ringraziamo soprattutto nostra mamma che, sebbene anche lei come tutte le madri avesse la possibilità di far valere il suo potere sui figli, non ci ha mai privato dell’amore di nostro padre, dolcissima e intelligente nel capire che l’amore è sempre amore.
Quando papà tornava a casa gli correvamo incontro e buttandogli le braccia al collo urlavamo felici : -papà- anzi, alla venezuelana: - papato-. Se cucinava lui era una festa e il sapore che dava ai piatti era diverso, ci piaceva moltissimo.
Nessuno potrà mai cancellare quei momenti che ha saputo donarci .
Qual è il significato della morte? Non lo conosco, lui è vivo più che mai, presente nelle cose di tutti i giorni e nelle decisioni difficili, riesce sempre a farci giungere un segnale , nascosto in un ricordo, come un intricato rebus da risolvere.
Siamo figli fortunati perché ci è stato concesso di conoscerlo a fondo e di godere dello speciale amore che un padre può dare. Chissà che sogni aveva quando diciottenne emigrò,osservo spesso la foto in cui è su quella nave che lo stava portando in quel paese dove saremmo nati noi.
Mi torna in mente quando andavo in auto con lui per le strade di Caracas, sulla Ford Firline 500 azzurra, prova di aria condizionata, il caldo era soffocante, sentivo l’odore della finta pelle dei sedili sul punto di fondere, lui era sempre assorto nelle guida, chissà a cosa pensava. Dal finestrino osservavo le solite scene di vita venezuelana, tantissimi negozietti d’abbigliamento e cafetines, marciapiedi semi distrutti, tanta gente ferma ai chioschi per un dissetante succo di frutta tropicale o per una empanada, voci, note musicali di salsa e merengue provenienti dalle radio delle altre auto e dagli hi fi transistor che i passanti tenevano in mano. Era curioso vedere tutte quelle persone ondeggiare al ritmo di Cuando salì de Cuba, la bellissima canzone di Celia Cruz.
Come vorrei rivedere il mio genitore scomparso mentre si arrampica sulla palma di cocco in spiaggia, - com’è forte il mio papà, sembra spider man – pensavo, quando ritornava giù era tutto graffiato nelle gambe ma cercava il mio sguardo per godersene l’ammirazione.
iscrivetevi anche alla mia newsletter e proviamoci a cambiare la mentalità che vede sempre e soltanto il padre penalizzato. Un padre ama come una madre.
www.cosmodelafuente.com
cosmos
16 nov 2005 - 13:57 - #10Otto a mamma e otto a papà (Cosmo de La Fuente)
Gabriele era nato all’interno di una bella famiglia, almeno, agli occhi degli altri sembrava un gruppo familiare fortunato. Spesso veniva definito ‘figlio di papà’, in realtà, pur vivendo nell’agiatezza, dimostrava essere un ragazzino che non si era mai montato la testa. Aveva chiesto di frequentare le scuole statali e non quelle private perché non voleva abbandonare gli amici di cortile.
Un ragazzino intelligente e allegro, non sapeva cosa succedeva alle sue spalle e che i suoi genitori stavano decidendo di separarsi per incompatibilità di carattere.
Quando i genitori si separarono Gabriele aveva solo dieci anni, e visse nella maniera più triste questa separazione. La sua adorata mamma, la persona che amava di più, si era trasformata in una fiera e, non accontentandosi di togliere economicamente il più possibile a suo padre, era riuscita ad allontanarlo completamente dal figlio,senza nemmeno chiedersi se al piccolo, invece, avrebbe fatto piacere continuare a vedere il suo “eroe”, il suo papà.
Oggi Gabriele è un uomo affermato, quando mi parla degli anni della sua adolescenza, i suoi occhi diventano tristi. Amava sua madre e non capiva perché gli faceva un danno così grande. Spesso si chiedeva come faceva quella donna, che lo aveva cullato e coccolato, a non rendersi conto che gli stava procurando un dolore atroce?
Gabriele è cresciuto senza il suo papà. A quel povero padre sommerso di false accuse e miseri giochi legali è stato negato di frequentare il bambino. Quel ragazzino però non ha dimenticato mai il suo papà, lo scorgeva in lontananza quando come un ladro il pover’uomo andava a vedere suo figlio all’uscita dalla scuola.
L’amore che Gabriele provava per la mamma presto cominciò ad avere due facce: una era il sentimento che lega un figlio alla propria madre, l’altra faccia, invece, si colorava del rancore che sarebbe esploso più in là negli anni.
Compiuti diciott’anni Gabriele fece la valigia e, prima di uscire di casa, disse a sua madre queste testuali parole: “ cara mamma, non discuto il fatto che tu e mio padre vi siate separati, non voglio nemmeno sapere se lui era un poco di buono. Per me era un padre affettuoso e mi hai fatto troppo male, ora, che posso, me ne vado e se otto anni sono stato lontano da mio padre, otto anni starò lontano da te.
Gabriele decise questo e lo fece, andò da suo padre che lo accolse a braccia aperte.
Oggi lo raccontano facilmente e quando si parla di bigenitorialità narra la sua storia in piena libertà. Conosco anche il padre e me ne parla apertamente, mentre la madre, che ho avuto modo di vedere, conserva, nello scrigno della sua coscienza, questo peccato.
Cos’ha ottenuto la mamma di Gabriele? Credo che il rancore del figlio non si assopirà mai! Ha goduto del mantenimento del suo ex marito e ha vietato a un essere umano di veder crescere il proprio figlio. Che tristezza!
Care signore che decidete per la vostra vita, per quella dei vostri ex e soprattutto per le vite dei vostri figli, commettete un crimine contro l’umanità. Dittatrici e ignoranti, crudeli e venali, vendicative ed egoiste, imparate dai vostri figli e da quelle donne che intelligentemente si rendono conto che un figlio è una persona a sé, quelle donne dotate di sensibilità che non infieriscono sui bambini privandoli del padre. Un figlio ha una mamma e ha un padre, domani vi ringrazierà di non avergli amputato una parte di cuore.
Cosmo de La Fuente
http://www.newsletter.it/categorie/sub_lista.asp?idlista=10095
marco
22 gen 2006 - 13:19 - #11er mutanda
lecciso
costantino
che schifo la tv
Omaha Holdm Player
26 apr 2007 - 10:49 - #12Omaha Holdm Playertidings?shrinkable ankle hypothetical