E SE L'ESTATE PORTASSE GIUDIZIO?

Storia personale. Breve. Corteggiavo una bellissima ragazza. La convinsi ad andare per una passeggiata sul lungolago di un lago alle porte di Roma. Ero acceso di desiderio. Ma non sapevo se lei fosse, anche lei, accesa. Mi pareva ancora spenta. Io stavo adoperando uno dopo l'altro tutti i miei cerini della scatola delle private possibilità seduttrici. Mi scottavo le mani a furia di accenderli, questi cerini maledetti. Intanto per la passeggiata la Bellissima e il Sottoscritto si avvicinavano lentamente alle acque lacustri parlando del più e del meno. Saggiamente, credo, seguivo la strategia della manovra elaborata piuttosto che dell'attacco frontale.

Ad un certo punto, mi sono fermato. Letteralmente fermato. Il campo che ci divideva dal lago della speranza era letteralmente lastricato delle discariche di mandrie di buoi o mucche in una stratificazione ormai pluriannosa e comunque non odorosa (insomma niente puzze solo Puzza). Il deodorante era il reciproco desiderio? Neanche lei ci aveva fatto caso: Fin quando si trattò di vedere, annusare veramente, e decidere di corsa di tornare tornare. Sui nostri passi.
Come andò a finire? Lasciammo il lago e andammo al mare. A Roma c'è di tutto.

Questo preambolo mi serve per dire alcune cosette sulla stagione estiva tv. Riesco a vedere qualche film, qualche doc, qualche news ragionata, ma quasi prevalentemente in seconda o terza serata e sui canali satellitari. Mi sfizio facendo zapping di qualche minuto sul concorso delle Veline ma non per le candidate (la ricerca delle nuove bbone mica è cosa da niente) per merito di Ezio Greggio, al quale ho l'ardire di assegnare l'Oscar della stagione per la pazienza, l'ironia, la capacità di improvvisare (per fortuna conta su autori bravi), il disincanto, la malizia. La malizia: si vede che è ancora il voyeur degli esordi e anzi il voyeurismo è maturato, si è fatto scaltro ma, meno male, non lumacoso.

Preferisco in questi giorni disertare le tv per andare in giro. Sono stato a Viterbo e a quel posto fatato che si chiama Civita di Bagno Regio- detto il paese che muore ma è in forma, forse non grande, ma in forma. Sono stato a Pieve di Cadore. Sono stato a Torella dei Lombardi, in provincia di Avellino.
Che cosa ho fatto in questi posti, del nord, centro, sud? Ho guardato il pubblico che guarda a sua volta film e film, cioè sceglie il cinema e solo il cinema. Un pubblico capace di interesse veri, serio verso la tv, se gli sembra che ne valga la pena.

Capace di apprezzare fra i film italiani "Gomorra" di Garrone, "Il divo" di Sorrentino, "La ragazza del lago" di Molajoni, "Tutta la vita davanti" di Virzì; ma anche documentari italiani e stranieri su realtà lontane anche nel tempo (a Pieve addirittura immagini sulla prima guerra mondiale fronte austriaco-russo). Capace di godersi,di indignarsi, di discutere - e qui mi ingorgoglisco- i miei "Viziati 1 e 2", satira e denuncia senza pietà della tv divisa fra trash buono o cattivo, fra trash buono che- come nel vecchio glorioso cinema comico italiano- è un humus fantastico per far crescere tanti film della commedia all'italiana, e trash cattivo che continua ad essere servito per tutta la stagione tv autunno-inverno-primavera e che ci insegue anche nell'estate.

Ecco, l'estate. Ecco il punto. Quello che si riferisce alle prime righe di questo post, al prologo di quel che voglio dire a chiare lettere. La tv d'estate mi pare nello stato escrementizio di cui dicevo a proposito del campo concimato a strati di marmo da buoi e mucche. Ma non tanto, o non solo, per i programmi che vanno in onda- a saper scegliere qualcosa si trova, come ho già detto. No, è il campo delle polemiche, degli insulti, degli attacchi e contrattacchi, delle mediocrità e delle perdite di testa che sta preparando la nuova stagione che tra breve andrà a cominciare. Non voglio fare nomi. Tutti sappiamo e sapete a cosa mi riferisco. I giornali sono pieni di scandali e di macerie.

Non voglio calpestare il campo di tutto ciò, e le sue sconcezze fatte marmo indelebile. Mi piace solo dire che qualche consolazione c'è: i programmi di Piero e Alberto Angela che riscuotono buoni ascolti in prima serata, film o telefim proposti da Mediaset o da Rai3. Aggiungo, per quanto mi riguarda, la reattività del pubblico che non si stanca di ripetere a chi fa tv di insistere sulla qualità per non finire cotti nel multiforno dei viziati di ieri, di oggi e di domani.

Conclusione. L'estate è piena di offerte fuori casa. Andiamoci. L'estate fuori di casa non è la stagione televisiva che tende a devastare sul piano generale tutto l'anno. L'estate, grazie a giovani o meno giovani organizzatori, si sforza di riprendere proposte che abbiamo perso nel cinema, nella musica, nel teatro. L'aria aperta è meglio del solito salotto di casa. Facciamo abbassare ancora il numero degli spettatori davanti ai televisori. Facciamo che l'aria parte porti soffi nuovi nella Gomorra del piccolo scherm0 e delle sue caste (da certi dirigenti che tramano nell'ombra a critici che tramano e basta).

"Stacchetto!" direbbe Greggio in mezzo alle bbone. "Stacchetto!" davvero diciamo insieme. Almeno questo. Andiamo fuori. Usciamo.
Vi auguro, mi auguro buon resto dell'estate. La tv non perde il pelo nè il vizio. E non è il lago dei desideri...
ITALO MOSCATI

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