
Sabina Guzzanti e La7 centellinano le informazioni a proposito del nuovo programma che la comica proporrà a partire da marzo. Dopo il primo promo, nei panni di Lucia Annunziata, ecco il video del secondo.
In uno studio radiofonico, la Guzzanti propone la parodia di Barbara Palombelli.
«Potrei diventare di sinistra», dice la Palombelli-Guzzanti »nel momento in cui si è capito che il capitalismo ha fallito, però non so da che parte cominciare. Per fortuna una mia amica mi ha suggerito questo farmaco, del tutto naturale, che, se ingerito la mattina e la sera ti trasforma nell’arco di 30-60 giorni»
E aggiunge che, seguendola su La7, potremo assistere a questo nuovo volto - che non conosce nemmeno lei - di «una donna, giornalista e madre di sinistra».
Sono soltanto promo, è evidente. Ma è altrettanto evidente che dalla Guzzanti e dal suo progetto satirico - peraltro totalmente libero, viste le clausole che ha strappato al cda di La7 - ci si debba aspettare molto, molto di più.
Continua a leggere: La7 - Sabina Guzzanti nel secondo promo è Barbara Palombelli (Video)
Come ogni anno il Super Bowl, l’evento sportivo per eccellenza, ha tenuto incollati al piccolo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo (si parla anche quest’anno di un centinaio di milioni). Per la cronaca, la vittoria è andata ai New York Giants, che hanno battuto i New England Patriots per 21-17.
A catturare l’attenzione del pubblico però non è stata soltanto la partita di football americano, ma anche la cosiddetta esibizione di “halftime”, che quest’anno ha visto come protagonista la grande Madonna. A 53 anni suonati, la Regina del Pop ha incantato il pubblico con un medley di alcune delle sue canzoni più celebri. Una coreografia spettacolare e una scenografia ipertecnologica hanno accompagnato la performance (purtroppo in playback), come potete vedere nel video.
Uno show nello show insomma, per una star che di recente, stando almeno a quanto riportato dai quotidiani italiani, avrebbe dichiarato di essere pronta per una partecipazione al Festival di Sanremo 2012. Chissà se Morandi e Mazza coglieranno la palla al balzo.

La Serie A è nella bufera, ma Sky non vuole entrarci. In questi giorni di freddo intenso e le eccezionali precipitazioni nevose sono state tante le partite rinviate. Martedì Parma - Juventus, poi nella serata di ieri Atalanta - Genoa, Bologna - Fiorentina e Siena - Catania. Ieri sera le 5 partite rimanenti (una è prevista domani) hanno riempito con gol e spettacolo il prime time delle pay tv, ma l’insoddisfazione dei tifosi e le recriminazioni che accompagnano istericamente il nostro calcio si sono fatte sempre più forti. La questione centrale è il calendario: “Perché spezzettare così tanto il calendario facendo giocare le partite di sera in pieno inverno?”.
La risposta è più o meno sempre la stessa “colpa della tv”, colpa di Sky (e in subordine di Mediaset Premium) che pretende un numero crescente di anticipi e posticipi che hanno violato ormai da oltre una decade la liturgia della contemporaneità, del programma del campionato tutto incentrato nel sacro orario delle 15 domenicali. Le pay tv sono dunque responsabili, paradossalmente, del peggioramento dello spettacolo complessivo e di sottoporre involontariamente tifosi e giocatori a rischi per l’incolumità.
Si tratta di una di quelle verità ormai acquisite dall’opinione pubblica, ma Sky cerca di opporsi e nella serata di ieri ha diffuso un durissimo comunicato stampa con le dichiarazioni di Jacques Raynaud. Il vice presidente di Sky Sport Channels & Advertising spiega che le decisioni sul calendario sono autonomamente prese dalla Lega Calcio Serie A e le responsabilità dei mali del pallone nostrano sono tutte da cercare al suo interno:
Ritengo importante chiarire alcuni punti. La partita di ieri sera (ndr Parma - Juventus) è stata annullata per motivi di ordine pubblico legati alla sicurezza dello stadio. Le pay-tv non hanno nulla a che fare con le condizioni degli impianti sportivi, cosa che non si può dire invece di alcune amministrazioni locali e delle società di calcio che proprio dagli abbonati alle pay-tv hanno ricevuto solo durante gli ultimi due anni oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro. Una cifra che corrisponde ad oltre 2 milioni di euro al giorno inclusi Natale, Ferragosto e Santo Stefano.
Continua a leggere: Serie A al gelo per la tv? Sky respinge le accuse

Da domenica 19 febbraio 2012 in prima serata su Mya, il canale femminile della piattaforma Mediaset Premium, debutta “Smash“, l’attesa nuova serie prodotta dalla Dreamworks di Steven Spielberg. Il telefilm, in onda negli Usa sulla NBC (e il pilota andrà il 6 febbraio dopo il kickoff della seconda stagione del talent show The Voice), narra di un gruppo di attori e cantanti alle prese con la realizzazione di un musical sulla vita di Marilyn Monroe, a 50 anni dalla sua scomparsa.
La serie, la cui puntata pilota sarà visibile in chiaro per tutti il 19 sul canale 309 (Premium Anteprima) del digitale terrestre e su Premium Play (da marzo disponibile oltre a XBox anche su iPad) ai non abbonati per i successivi 15 giorni, vede quali protagonisti Debra Messing (”Will & Grace”) nel ruolo di Julia Houston e Christian Borle in quello di Tom Leavitt, ma anche un vero e proprio mostro sacro quale Anjelica Houston, che interpreta una cinica produttrice. Non solo, in 5 episodi interverrà un’altra star di Hollywood, Uma Thurman che avrà il compito di togliere il ruolo della protagonista alle due rivali che interpretano nel musical l’attrice di “A qualcuno piace caldo”. Nel cast anche Brian d’Arcy James, Jack Davenport, la bionda attrice di Broadway Megan Hilty (Ivy Lynn) e Katharine McPhee, arrivata seconda ad “American Idol 5″ che nella serie interpreta Karen Cartwright, una giovane ragazza con un sogno nel cuore, quello di diventare una star.
La prima stagione del telefilm è incentrata proprio sulle fasi che portano alla realizzazione del musical: dalla scrittura, ai provini fino al debutto a Broadway. La serie, che alcuni hanno definito “la versione per un pubblico adulto di Glee”, prodotta oltre a Spielberg da Marc Shaiman, Scott Wittman (“Hairspray”), Theresa Rebeck, Jiustin Falvey, Darryl Frank, David Marshall Grant, Neil Meron e Craig Zadan, non mancherà di raccontare la vita di ogni personaggio: nella puntata pilota in particolare, a voler ricoprire il ruolo di Marilyn saranno una biondissima e procacissima attrice-cantante (Ivy Lynn) e una ragazza (Karen) che ai provini non canterà una canzone della Monroe e non le assomiglia neppure. Due realtà opposte, un regista intraprendente che invita Karen a casa sua tentando di ottenere anche più della semplice scrittura e una serie di personaggi di contorno ben delineati.
Il primo episodio di “Smash” verrà trasmesso su Mya il 19 febbraio doppiato in italiano. Il martedì successivo (21/2) verrà trasmesso ancora il primo episodio e il secondo in lingua originale con sottotitoli, avvicinandosi ad una settimana dalla messa in onda americana (13/2). (qui il calendario di tutte le serie in onda su Mediaset Premium nel 2012)
Marco Leonardi, (Direttore Contenuti e Marketing di Premium) in occasione della presentazione oggi, ha definito Smash “la più bella serie di questa stagione“. Abbiamo rivolto a lui alcune domande in particolare una, sulla novità della trasmissione in modalità free view che noi di TvBlog, su suggerimento dei nostri sempre attenti lettori, pensiamo possa essere estesa alla generalista. Ecco cosa ci ha risposto (ma prima diteci cosa ne pensate anche voi).
Smash - foto di scena della nuova serie prodotta da Spielberg





Nuova puntata di Amici al via. Il talent show creato e condotto da Maria De Filippi vedrà quest’oggi una sfida: Gerardo Pulli, cantautore, rischierà di dover lasciare la scuola. La classifica di i-Tunes che lo vedeva infatti gareggiare contro altri tre cantanti, non l’ha visto arrivare al primo posto bensì secondo dietro a Marco Castelluzzo. Solo nel caso si fosse trovato in vetta si sarebbe potuto risparmiare la sfida odierna, ma così non è stato.
Per le sfide a squadre invece, sono i verdi a rischiare due dei loro elementi: il ballerino Ilario Frigione e la cantante Valeria Romitelli.
I ragazzi che ad oggi concorrono per l’accesso al serale sono 15 e di loro solo 9 passeranno alla fase successiva. Sono ancora in gara:

Inizia l’anteprima, nella quale Maria De Filippi spiega che le sfide singole saranno effettuate dopo la sfida a squadre, per una ragione di televoto. La possibilità di televotare viene aperta e si va in pubblicità.

Prima sfida: Ottavio con Ti scatterò una foto di Tiziano Ferro contro Gerardo con La leva calcistica della classe ‘68 di De Gregori. Dopo l’acuto, Zerbi stoppa Ottavio dicendo che era un’esibizione da karaoke.

Prima della sfida di ballo, viene mostrato un rvm nel quale Nunzio, pensando di non essere ascoltato, esprime commenti molto pesanti non solo verso Giuseppe, ma anche verso gli insegnanti che la settimana scorsa l’hanno elogiato. Nunzio accusa i professori di disparità di trattamento.

La sfida vede poi protagonisti Giuseppe e Nunzio, il primo alle prese con una coreografia elettro-dance, il secondo con un medley di classico e moderno. Alla fine dell’esibizione, Garrison rimprovera Nunzio per la linguaccia.

Le bellissima Ariadna Romero è la seconda eliminata di Ballando con le stelle, il talent danzereccio di Rai1 condotto da Milly Carlucci. L’attrice, divenuta famosa per aver partecipato all’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, ha perso lo scontro con Alex Belli e Samanta Togni.
Per lei e il maestro Mirko Scioran non c’è stato nulla da fare. Il televoto è rimasto aperto per tutta la settimana ed ha visto la coppia concorrente ottenere ben il 73% delle preferenze del pubblico.
Ad inizio puntata entrambe le coppie si sono esibite nell’ultimo ballo (che comunque non avrebbe mai potuto cambiare le carte in tavola: uno scatenato cha cha cha per Ariadna Romero e Mirko Scioran; un sensuale tango per Alex Belli e Samanta Togni.
Ballando 2012 Ariadna Romero e Mirko Scioran 21 gennaio 2012




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Si erano rincorse tante voci sui capricci di Tamara Ecclestone (foto), per cui non farà più il Festival di Sanremo 2012. Ma è Roberto Alessi, a Le amiche del sabato, ad aver sciolto ogni dubbio sulla sua esclusione dal cast. Ecco le reali motivazioni:
“Voleva cinque persone di assistenza tra trucco, parrucco, segreteria e autore personale. E 150.000 euro di cachet. Arrivava all’ultimo, rompeva le scatole ed era svogliatissima. Doveva arrivare il 30 gennaio, invece ha detto a Mazzi che al massimo sarebbe arrivata il 12 febbraio, due giorni prima di Sanremo. Mazzi a quel punto le ha detto arrivederci”.
Intanto in studio, come nomi per una papabile sostituta, si sono fatti quelli di Vanessa Hessler e Melissa Satta. In rete, invece, circola la candidatura di Laura Torrisi. Questo, nonostante il direttore artistico del Festival abbia dichiarato al CorSera di non aver intenzione di sostituire la Ecclestone.
Confermate per una sera dovrebbero essere Federica Pellegrini e, ancora in coppia, Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Ma se Mazzi cambiasse idea, voi chi vorreste all’Ariston?
Se le televisioni stanno male, il cinema non sta meglio. Anzi. Penso che collaborino attivamente tra loro per farsi male. Sui piccoli schermi ci sono avolte preziosità ma poche novità, anche nel raccontare il cinema e le sue storie (quanti anni ha il Marzullo Gigione di magnafilm?).
I film buoni si trovano inaspettatamente, specie nei periodi morti di produzione tv (ce ne sono dei vivi?) o nei periodi di sgaranzia in cui le reti fanno gara verso il peggio. Talvolta si scoprono scelte orientate, come su Rete4 che recuperano o cercano pellicole vedibili, ma altrove regnano confusione e casualità. I film ahinoi sono tappabuchi.
Ci si può rassegnare all’andazzo? No, ma le cose non cambieranno. Con i canali specializzati in film, e non sono pochi, qualche felice sorpresa- ma proprio qualche qualche; e per il resto repliche e boiate pazzesche tenute in vita, rottamate da selezionatori affetti da deliri tremendi di cinefilia. Peccato.
Non parliamo poi delle trasmissioni documentarie o dai festival o da fuggevoli (da sfuggire) appuntamenti con carper red, black and white, green o black out. Persino il guru Carlo Freccero quando governava RaiMovie ha dato di matto e ha sbagliato in profondo, decidendo di prendere altre strade da palinsestista peso massimo dei minimi ascolti.
Poi ci sono le cronache tam tam. “Fumata nera”, dice la stampa, per Marco Muller al Roma Film Festival. “Fumata bianca” per Alberto Barbera alla Mostra di Venezia. “Fumatina” di Gianni Amelio che pare lascerà il Torino Film Festival. Si badi i nomi appena citati sono di qualità. Barbera è una persona seria e competente. Amelio è un regista cultore di cinema che si è “prestato” a Torino ma il suo mestiere è quello del regista e non vuole abbandonarlo. Muller è stato un buon direttore ma ha costruito più il culto di se stesso e delle sue convenienze che una Mostra curiosa del futuro
“Fumata nera” per il film “Terraferma” che era stato messo in corsa dall’Italia per l’Oscar e che è stato depennato dalle scelte rese note dai selezionatori americani. E non è una questione da poco.
Ogni anno si apre una assurda gara sul film del tricolore da mandare a LA. E poi ,spesso, là non ne vogliono sapere. Così come, non dimentichiamolo, le giurie dei grandi festival non vogliono saperne di premiare i nostri film e autori,;se salta fuori qualche riconoscimento elemosinato il mondo cine-tv dei cialtroni e dei festaioli giù a stappare champagne.
Qual è, se c’è, il filo che lega tutti questi guai. Il filo c’è ed talmente forte da fare da nodo scorsoio. E’ costruito pazientemente dietro le quinte di un ambiente che ha bisogno di ascolti, premi, riconoscimenti; e di scuse e di proteste vittimistiche se questa manna non cade sula sua testa spaesata.
Lo spaesamento è totale. Nel cinema le nomine degli incarichi negli enti statali (Cinecittà o Istituto Luce) sono lavate e rilavate da esponenti di partiti che accontentano correnti o capi correnti; le scelte delle sovvenzioni sono misteriose o tortuose, e corrispondono allo stesso punto di partenza; i successi dei film comici che tirano su i bilanci danno la carica a produttori finanziati dal enti pubblico o dalle tv che studiano da anni da David O Selznick o da Dino De Laurentiis ma non hanno nè voglia di rischiare nè competenza.
In questo spaesamento, le televisioni sono anch’esse spaesate. Producono film annusando un’aria sana che non c’è, vogliono fiutare nel sicuro e guardano ai premi per incoraggiarsi, certi o comunque dubbiosi di meritarli, e inventano film claudicanti o quelli appena appena buoni li lasciano cuocere nel brodo delle speranze e delle ambigue diplomazie. Nessuna certezza, nessuna voglia di sperimentare, di saper scommettere calcolando i rischi.
Il rischio che nutre lo spaesamento è l’avvelenamento dovuto a figure partitizzate, a fiduciari, a incaricati o a strutture più vecchie che nuove (tra le film commission ce ne sono di senescenti appena nate). Non ci sono persone o personalità al di sopra dei sospetti che non sono soliti ma nuovi o nuovissimi, di zecca.
In questa cornice sono protagonisti, stanno cadendo o perdendosi critici, intellettuali, giornalisti che hanno amato sempre poco l’intrattenimento e hanno castigati tutti con la qualità d’autore quando mai nessuno ha saputo qual è la qualità giusta o l’autore giusto. Ma essi hanno un posto nel cinema e in tv, persino negli strapuntini. E chi li sposta? chi li illumina?
Qualche luce?No. Luci continuità e di rassegnazione. Fumo ,fumate ,fumatine, fumisterie. Hitchcock direbbe che dietro queste cortine occhieggiano, sinestre o destre, le forze del delitto perfetto (o imperfetto ma tanto a chi importa?)
Italo Moscati
Se c’è un concorrente de L’Isola dei famosi che la sottoscritta ricorda con particolare affetto, è proprio Den Harrow. Il video che vedete è uno dei momenti top della recente storia della televisione, nel quale Den dà veramente il meglio di sé. Arriva alla postazione della nomination con un’aria da bulletto, dopo aver minacciato tutti i compagni di viaggio, e si “scioglie” sentendo la voce dell’allora fidanzata Federica, tornando bambino.
Den Harrow, all’anagrafe Stefano Zandri, è stato uno dei protagonisti del reality di RaiDue nel lontano 2006, quarta edizione. La sua permanenza sull’Isola è stata breve, ma molto intensa. Entrato alla terza settimana (le prime due era tra le riserve), si è ritirato all’incirca tre settimane più tardi con motivazioni che, all’epoca, avevano dato da pensare. In un’edizione piuttosto moscia, la sua presenza aveva risvegliato i naufraghi. Ai tempi scrivevo:
L’unico raggio di sole in questa tetra isola è stato portato da quell’incrocio tra Rocky e Calimero che tanti hanno amato e tanti altri criticato. Il mito degli anni ‘80 - ricordo ancora il poster nella mia cameretta con Den con giubbino in pelle e torso nudo. Era vicino al poster di Luis Miguel con giubbino in pelle e torso nudo -, unitosi agli altri naufraghi dopo una settimana di solitudine sulla palafitta, ha il merito di aver risvegliato i compagni dal profondo sonno in cui erano caduti già dai primi giorni. I suoi modi rudi, un po’ sgarbati - ma che nascondono una grande bontà di fondo -, i suoi continui cambiamenti d’umore e i suoi furtarelli hanno dato ai naufraghi qualcosa di cui sparlare e al pubblico qualcosa da guardare.

Si odono rumori di unghie sui vetri. Gigi D’Alessio, intervenuto questa mattina su Radio Deejay nel corso della trasmissione condotta da Platinette, si è difeso dalle accuse di aver pubblicato su Facebook un pezzo del brano che porterà al prossimo Festival di Sanremo, in coppia con Loredana Bertè. D’Alessio ha tentato di spegnere le polemiche sul brano Respirare dichiarando che:
Non c’è stata nessuna anteprima di Respirare sul web, il pezzo che prima era caricato sul web non era cantato e non riportava parti del testo ma si sentivano solamente basso, batteria e chitarra. Del brano che canterò con Loredana non ho anticipato nulla, è stata solamente una coccola per i miei fan che sono in attesa del mio prossimo disco in uscita dopo Sanremo
E ha specificato che non è “nella lista” dei possibili squalificati:
Non sono stato chiamato da nessuno degli organizzatori a dimostrazione che non vi è alcun motivo di squalificazione dal Festival
Resta il fatto che basso, chitarra e batteria danno comunque un’idea della melodia della canzone e che, al momento della pubblicazione del brano su Facebook, D’Alessio e la Bertè non avevano ancora ricevuto la conferma dell’eventuale partecipazione al Festival di Sanremo 2012. Sicuramente il cantante sarà stato in buona fede, ma l’anteprima sul social network è stata ascoltata da migliaia di utenti, lo si voglia o no.
Festival di Sanremo 2012 - Bertè D’Alessio, Respirare su Facebook e Youtube



