
Stefano Bettarini indagato per presunte partite truccate. Stamattina l’Italia si è svegliata con una nuova inchiesta sul calcio-scommesse, che fino ad ora ha portato a ben 16 arresti e a molte indagini. Tra gli ultimi nomi resi noti, che ci riguardano dal punto di vista “televisivo”, è saltato fuori anche quello di Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura, da qualche anno nel cast di Quelli che il calcio. Lui, al momento, risulta solo indagato.
Proprio domenica scorsa Bettarini, ospite a Domenica Cinque, si raccontava a cuore aperto a Federica Panicucci. Le sue fortune come calciatore “non particolarmente dotato tecnicamente“, l’arrivo in nazionale, il matrimonio con la Ventura e l’arrivo in tv a fianco di Paola Perego, grazie all’agente di entrambi, Lucio Presta (che ha ringraziato pubblicamente).
Chi invece si trova agli arresti domiciliari, si trova quindi in una posizione ancor più grave, è Beppe Signori, altro ex calciatore prestato alla tv, attualmente in forza a Mediaset Premium dopo un passato da opinionista sportivo Rai durante i mondiali del 2006.

Edoardo Costa è un volto notissimo agli appassionati di soap opera per i suoi ruoli in Un posto al sole e Vivere. E ora, dopo che la polemica si era già abbattuta su di lui qualche tempo fa, è un volto noto anche alle cronache giudiziarie.
Con la sua Fondazione, la Ciak - Construction Intelligence Association Kids Onlus aveva infatti raccolto fondi per l’infazia e l’assistenza dei bambini. Dei 650mila euro trovati dalla guardia di Finanza, però, solamente 80 mila avrebbero raggiunto i veri destinatari e il resto sarebbe rimasto nelle tasche di Costa.
Non solo: i fondi sarebbero molti di più, visto che gran parte delle donazioni venivano raccolte in contanti. A suo tempo, già Striscia la Notizia aveva sollevato la questione, consegnando all’attore il Tapiro d’oro.
Ora l’attore, presidente della Fondazione, è indagato per truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale, uso di atto falso. Con lui, indagato anche l’amministratore di un’immobiliare (tal Antonino Savia) che avrebbe emesso false fatture in favore della Onlus.
La storia nasconde in sé tutto lo squallore che si cela, troppo spesso, dietro al mondo dello spettacolo: un volto noto della tv che avrebbe approfittato della propria notorietà per avviare una campagna di raccolta fondi - cosa che, si sa, fa sempre breccia negli italiani-brava-gente -, mettendoci di mezzo pure i bimbi del terzo mondo che hanno bisogno d’aiuto. Un quadro a suo modo perfetto. E tremendo. Ma anche utile, per quanto riguarda gli spettatori televisivi, per ricordarsi quante volte la tv ci chiama a lasciare il nostro obolo per questa o quella giusta causa. Verificare i destinatari dei nostri soldi non sarebbe male, ecco.

Vittorio Sgarbi non riesce a partire con Il mio canto è libero. La prima puntata del programma avrebbe dovuto andare in onda il 18 maggio, ma l’esordio slitta al 25. Secondo Libero, la decisione sarebbe stata presa direttamente da Lorenza Lei, nuovo direttore generale della RAI, che non avrebbe gradito il tema della prima puntata: Dio.
Il problema non sarebbe solo il tema, ma anche alcuni ospiti. Per esempio, il teologo americano Matthew Fox, che la Chiesa ritiene eretico e che è stato espulso dall’ordine sacerdotale da Ratzinger quand’era ancora Cardinale.
La Lei ha un rapporto molto stretto con le gerarchie vaticane ed è possibile che abbia ritenuto che la puntata in questione non le avrebbe per nulla giovato. Così, ora si lavora per mettere in piedi la puntata sulla bellezza per il 25 maggio. Per il momento, dal diretto interessato non arriva alcun commento in merito. Di certo, il programma ha una gestazione davvero travagliata. Al punto che si potrebbe persino avanzare qualche dubbio circa la sua effettiva messa in onda. Perché i problemi non riguardano solo le tematiche scelte o gli ospiti della puntata su Dio.
Fabrizio Corona è ormai di casa, a Matrix (ospite ieri sera, 31 marzo 2011). Ogni volta che c’è qualche cosa che lo riguarda, Alessio Vinci si occupa del personaggio (che, proprio a Matrix, aveva già dato sfoggio della propria buona educazione). Questa volta ci si poteva chiedere quale strategia difensiva avrebbe assunto Corona, chiamato a parlare di un recente fatto di cronaca che lo ha visto - tanto per cambiare - protagonista. Il paparazzo, infatti, era chiamato a rendere conto del fatto che si fosse portato il figlio a Parigi senza il consenso della madre, insieme alla fidanzata Belen Rodriguez.
Se lei a Domenica Cinque non parla, perché ci vuole rispetto (visto che c’è di mezzo un bambino), Corona a parlare non ha alcun problema. E lo fa, ovviamente, difendendosi e facendo la parte della vittima:
Sono vittima di un massacro mediatico
E poi, rincara la dose offrendo la sua versione dei fatti. Una versione che non tiene conto dell’esistenza di una cosa che si chiama Legge, ma che è perfetta per il pubblico degli uomini-qualunque, che ancora una volta annuiranno pensando c’ha proprio ragione. A cosa si appiglia, Corona? Cosa racconta? Non certo il fatto che non potesse portare via il figlio senza il consenso della madre, Nina Moric (la quale, concorrente all’Isola dei Famosi, reagisce da mamma al racconto della Ventura che le spiega l’accaduto, dicendo “L’importante è che Carlos stia bene”). Non certo il fatto che la nonna del piccolo si sia opposta alla partenza e sia poi stata ricoverata in stato di shock. No. Si appiglia al fatto che i giornali abbiano scritto rapisce il figlio. E offre un racconto televisivamente perfetto.
Continua a leggere: Fabrizio Corona a Matrix e la vicenda del "rapimento" di Carlos
Antonio Albanese di cinema ne ha fatto. Ma questa volta, sta per approdare sui grandi schermi con un personaggio ormai storico: Cetto La Qualunque, politico calabrese corrotto e perverso. Il suo slogan preferito è Cchiù pilu pi tutti.
Albanese ha impersonato La Qualunque per la prima volta in RAI (era il 2003, il programma si chiamava Non c’è problema). Poi, Mai dire domenica su Italia1, infine di nuovo Rai, a Che tempo che fa e, ovviamente, Vieni via con me). Altre frasi tormentone: Francamente, ‘ntu culu; Liberté, egalité, ntu culu atté!, I have no dreams, ma mi piace ‘u pilu. Oltre al vizio di aggiungere, indefessamente, il suffisso -mente a qualunque termine gli venga in mente. Vorrebbe seppellire la Calabria con il cemento armato.
Dopo una lunga e complessa gestazione televisiva, Cetto La Qualunque arriva al cinema con il film Qualunquemente, e un trailer decisamente particolare.
Continua a leggere: Cetto La Qualunque - Antonio Albanese dalla tv al cinema

E’ uno degli appuntamenti più classici delle festività natalizie di Rai1 e come ha dichiarato il direttore di Rai1 Mauro Mazza “E’ un regalo che ci facciamo a Natale ogni anno. Anticipa la sfida della qualità coniugata ai buoni ascolti che sarà la chiave degli appuntamenti della prossima stagione della nostra rete“, stiamo parlando di “Superquark” di Piero Angela in onda da stasera per tre appuntamenti settimanali da qui al 3 gennaio. Una serie di serate che coniugano la divulgazione scientifica con la volontà di rendere questi argomenti alla portata del grande pubblico della rete ammiraglia Rai, che da sempre è la mission delle trasmissioni guidate da Angela.
Nella prima delle tre puntate previste, in onda stasera dopo “Soliti ignoti” è protagonista David Livingstone, personaggio divenuto leggendario vissuto nella seconda metà dell’ottocento. Missionario, medico ed esploratore inglese, partì per l’Africa alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Arrivato nel continente nero nel 1841, Livingstone aveva scoperto il Lago Ngami e dal 1852 al 1856 aveva esplorato lo Zambesi, scoperto le cascate Vittoria ed era stato il primo europeo ad attraversare l’Africa (da Luanda, sulla costa occidentale, a Quelimane su quella orientale).
Dopo che si persero le sue tracce fu ritrovato da Herny Stanley che lo ritrovò ammalato a Ujiji sul lago Tanganika, dopo otto mesi di ricerche per mezza Africa. Una prima serata quella di stasera, come vediamo, densa di avventura, che si svolgerà con la consueta formula che mescola sceneggiati, film e docufiction sul tema. A margine della conferenza stampa di presentazione Piero Angela ha lanciato una sua idea, un suo vecchio cruccio, per slegare la Rai dalla dittatura degli ascolti :




Continua a leggere: Superquark da stasera torna su Rai1 con la storia di David Livingstone
L’intervista che vi proponiamo oggi è davvero esclusiva poichè rivolta ad una persona che raramente appare sulla carta stampata, Giorgio Restelli, il Direttore delle Risorse Artistiche di Mediaset.
Restelli, sposato con due figlie, prima di arrivare al gruppo Mediaset, ha intrapreso la carriera militare in qualità di ufficiale in un Corpo Speciale del Genio dell’esercito dal quale si è congedato dopo 5 anni con il grado di capitano. Nel 1980 ha maturato un’esperienza di 2 anni in una multinazionale operante nel mercato della componentistica per ufficio, Steel Case Straffer, con mansioni commerciali e di comunicazione; nel 1982 è entrato in Publitalia’80, concessionaria di pubblicità dell’allora Canale 5 in cui è rimasto fino al 2000 ricoprendo vari incarichi. Ha partecipato alla creazione della direzione Iniziative Speciali che è arrivato a dirigere nel 1996 ricoprendo anche il ruolo di Vice Direttore Generale di Publitalia e dal luglio 2000 è Direttore Risorse Artistiche di Mediaset. L’intervista è l’occasione per approfondire meglio come funziona la sua struttura, per scoprire qualche retroscena che riguarda i personaggi televisivi e per conoscere qualche aneddoto che riguarda lo stesso Restelli, che molti ricorderanno giurato a “Operazione Trionfo“, il talent show condotto da Miguel Bosè. Buona lettura.
Da quanto è a Mediaset?
“Ho un tesserino jurassico, numero 46. Sono entrato casualmente a Publitalia nel 1982 su segnalazione di una compagna del liceo. Erano gli albori di Canale5. Mike Bongiorno mi raccontava che già nel ’78 lavorava di nascosto negli studi di Milano 2 con il nostro fondatore, “in cantina” come amava dire lui”.
Da 10 anni è Direttore delle Risorse Artistiche del Gruppo Mediaset. In cosa esattamente consiste il suo lavoro?
“Sono 10 anni che sto cercando di spiegarlo anche in famiglia ma non ci sono mai riuscito” (ride, ndr). “La Direzione delle Risorse Artistiche, semplificando molto, è un po’ la “direzione delle risorse umane” dello spettacolo, anche se è una definizione che onestamente rende assai poco. La nostra è una funzione trasversale a tutta l’azienda. Gestiamo gli artisti, cioè la “materia prima” di ogni programma televisivo: conduttori, attori, autori, agenti, registi, etc, per loro siamo avvocati, parenti, consulenti, agenti, amici, psicologi, fratelli, confidenti e molto altro ancora.
Le piace il suo lavoro?
“Moltissimo!!! Siamo in una posizione di osservazione unica del processo creativo, dell’ideazione e della programmazione: dalla stesura dei palinsesti alla realizzazione delle singole produzioni. Il nostro è un punto di vista privilegiato su tutto il “mondo” della televisione”.

Dopo un inizio di stagione che ha confermato in prima serata nomi di programmi ormai immancabili nel palinsesto di Rai1 come “I Migliori Anni”, “Ti Lascio Una Canzone” e “I Soliti Ignoti”, per il 2011 sembrano in arrivo alcune novità importanti. In anteprima TvBlog vi svela che a Gennaio la rete diretta da Mauro Mazza testerà ben 4 nuovi programmi. I martedì di gennaio, sempre a scanso di ulteriori spostamenti, dovrebbero essere totalmente dedicati a nuovi format.
Ad inizio 2011 Rai1 testerà quindi diversi numeri zero, da cui ricavare poi potenziali successi per la prossima stagione televisiva. Test che già nei scorsi mesi sono stati offerti al pubblico di Rai1, come con “Non Sparate Sul Pianista” condotto da Carlo Conti ( 2.851.000, 17,94%) o “Insegnami a Sognare“, che il 25 febbraio segnava il ritorno in Rai di Pino Insegno. Più fortunato fu il numero zero di “Attenti a Quei 2“, trasmesso l’11 giugno (4.738.000, 23,03%) e da cui nascerà prossimamente un programma seriale vero e proprio sempre con Max Giusti e Fabrizio Frizzi, che nell’agosto 2009 tornò in prime time testando “Mettiamoci all’opera” (3.145.0000, 18,51% share).
Mentre le case di produzione preparano i format, tutte le conduttrici e i conduttori di Rai1 sono quindi sull’attenti per lanciarsi in nuovi amibiziosi progetti, proprio come fu nel 2008 quando le ex Del Noce’s Angels occuparono il mese di luglio con 4 nuovi programmi (”Incredibile!“; “Usa la Testa“; “Parenti Talenti” e il più fortunato “Ciak Si Canta” di Eleonora Daniele, che incasso in versione test 3.615.000 telespettatori, 24,63% di share e di cui è già stata confermata la terza edizione).
Dopo il salto un sondaggio su chi dovrebbero puntare a Rai1 per questi nuovi programmi:
Continua a leggere: Rai1 prepara 4 numeri zero per gennaio 2011

Pensateci. La5 è dalla parte del gentil sesso, Barbara d’Urso è in prima linea contro la violenza sulle donne, tutto il daytime delle tv generaliste straripa di rosa da tutti i pori. L’estetica catodica imperante è quella del salotto, della padrona di casa, della regina dei fornelli come dei sentimenti. Pochi gli avamposti maschili, quasi tutti trincerati dietro lo scudo del talk serio o dell’approfondimento.
Se sul fronte del giornalismo o infotainment restano leader i Vespa e i Santoro (o gli stessi Giletti e Infante), sul versante dell’intrattenimento i presidi maschili si contano: Carlo Conti, Paolo Bonolis, Gerry Scotti, Francesco Facchinetti, Enrico Papi, Amadeus e Massimiliano Ossini (più qualche capocomico o Iena, ma fanno categoria a parte). E il solo a entrare tutti i giorni nelle case degli italiani, per sporcarsi le mani con la terra e i problemi di ogni giorno, è Ossini, mentre Conti e Scotti confermano (anacronisticamente) il binomio indissolubile del preserale: punto di vista maschile e quiz liturgici per il grande pubblico.
Quel che preoccupa di più al sottoscritto sono tre casi di giovani volti qualificati, esempio lampante di quanto un ragazzo di belle speranze (e fattezze), oggi, finisca alla mercè delle signore della televisione. Mi riferisco al campione di nuoto Massimiliano Rosolino, ingaggiato da Lorella Cuccarini a Domenica In per mostrarsi in accappatoio, o persino in canotta sul letto avvolto dalle lenzuola (ora pare stia per giungerle in soccorso anche il Principe dei manichini catodici, Emanuele Filiberto).
Poi c’è Alvin, ex vj con tanta gavetta alle spalle. Fino a qualche anno fa conduceva in solitaria, o con la Palmas come valletta, Cd Live. Ora, da qualche stagione a questa parte, fa il valletto di Silvia Toffanin a Verissimo, cercando di mimetizzarsi nel suo studio per poi passarle i migliori assist. Sabato scorso un suo intervento è stato (simpaticamente) da Oscar:

La stagione televisiva ricomincia, e con essa, per fortuna, ricomincia anche quel giornalismo che ci piace - almeno, che piace molto al sottoscritto -, fatto da professionisti che raccontano fatti e storie senza dimenticare che i protagonisti di fatti e storie sono, in primo luogo, le persone.
Mi riferisco, ovviamente, a Presadiretta e a Riccardo Iacona. Per parlarne in modo un po’ diverso dal solito, non posso che pubblicare integralmente la lettera che lo stesso Iacona ha scritto a telespettatrici e telespettatori.
Carissime e carissimi
Eccoci di nuovo. Dal 5 settembre Presadirette torna in onda per sei puntate,
tutte le domeniche sera in prima serata su Raitre.E nella settimana che ha visto la criminalità calabrese attaccare direttamente gli
uomini dello Stato, Presadirette ha deciso di dedicare tutta la prima puntata
alla Ndrangheta.
Continua a leggere: Presadiretta dal 5 settembre - Riccardo Iacona scrive ai telespettatori