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TvBlogger per l'estate

TvBlogger per l'estate 2007/41

pubblicato da Debora Marighetti in: Internet vs Tv TvBlogger per l'estate

E’ sempre cosa buona e giusta fare un po’ di pubblicità a prodotti alternativi, a programmi che cercano di sperimentare su Internet per l’impossibilità di farlo sui canali “ufficiali” come la tv. Grazie a SQuizz0l0 scopriamo la futura messa in onda di Sottosopra, la prima serie tv italiana gay (e non solo).

Sottosopra
di SQuizz0l0

SottosopraA partire dal mese di settembre, e solo sul web, inizierà Sottosopra, la prima serie italiana gay e non solo, che racconta emozioni, difficoltà, speranze e paure di un gruppo di ragazzi che si trovano a dividere lo stesso appartamento. Sono gay, etero e bsx che condividono incertezze e difficoltà in un’età piena di cambiamenti e di dubbi sul futuro.

Ecco come i diretti interessati spiegano, sul sito ufficiale del programma, l’idea che anima questo progetto.

È una storia come tante, semplice ed un po’ banale. Una storia già vista, perché forse è come la vostra. Ragazzi ed emozioni che si intrecciano nella ricerca di qualcosa, che è quasi imprevedibile e sempre uguale. Insomma, gli uomini e l’amore in “Sottosopra”.
Sottosopra: perchè non sai da che parte guardarlo.

Il prodotto non può definirsi semplicemente amatoriale, dal momento che è nato due anni fa da un’idea del regista Andrea Bigini e del doppiatore Simone Marzola, entrambi autori del programma, e coinvolge giovani attori che hanno alle spalle anni di teatro, pur essendo sconosciuti al grande pubblico. Il progetto prende le mosse da personaggi e situazioni reali, romanzate per ragioni di spettacolo, che rappresentano lo spunto per discutere su argomenti attuali, tra il serio e il faceto. Non solo. Fondamentale per questo progetto è l’interattività con gli spettatori che sono chiamati, attraverso il sito del programma, a partecipare direttamente alla sua realizzazione raccontando storie ed esperienze personali che potranno essere riproposte sul web, magari con la partecipazione dei diretti interessati.

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TvBlogger per l'estate 2007/37

pubblicato da Debora Marighetti in: Rai 2 Rai 3 Fabio Fazio Simona Ventura TvBlogger per l'estate Quelli che il calcio

Per la nostra rubrica TvBlogger per l’estate, Matteo ci invia un lungo scritto sulla storia di Quelli che il calcio. Un post che in qualche modo potremmo definire di “amarcord”, un po’ nostalgico verso i “bei vecchi tempi” e critico nei confronti delle ultime edizioni.

C’era una volta “Quelli che il calcio”
Di Matteo

Quelli che il calcioEra il 1993 quando a Raitre decisero di dare un tocco in più alla domenica pomeriggio classica, caratterizzata da contenitori di varietà e musicali, e allo stesso tempo ridare vita ad un programma radiofonico, “Tutto il calcio minuto per minuto”, che a causa delle nuove tecnologie come la pay-tv che già avanzava cominciava a perdere smalto. L’idea era quella di produrre un contenitore calcistico che potesse divertire come “Mai Dire Gol” della Gialappa’s Band in onda su Italia 1.
La scelta cadde su Marino Bartoletti, volto noto del giornalismo sportivo in Rai e precedentemente anche nelle reti dell’odierna Mediaset, Carlo Sassi e alla regia Paolo Beldì, che ha firmato i primi “Mai dire Gol”. Con questo trio nacque “Quelli che il calcio”.
La trasmissione venne affidata a un conduttore giovane emergente, Fabio Fazio. Lo scopo del programma era informare i telespettatori degli aggiornamenti delle partite di Serie A, ma farli allo stesso tempo divertire sul mondo calcistico con uno stile diverso da quello gialappiano, pur chiaramente occupandosi dello stesso tema.
La prima sigla del programma fu firmata da Enzo Janacci ed era già indicativa per capire lo stile della nuova trasmissione. Fondamentali per il programma furono le radiocronache di tifosi d’eccezione, come quella di Idris, giornalista sportivo senegalese e sfegatato juventino (per la cronaca, la moglie è interista, mentre la figlia milanista, ndr), che con quel suo modo di seguire le vicende della Juve è riuscito a diventare simpatico anche ai non-juventini.
Nel programma non c’era solo calcio, ma importanti erano i momenti musicali con ospiti internazionali e i collegamenti da ogni parte del mondo affidati a Paolo Brosio, ex inviato del Tg4 di Emilio Fede, che sapeva mettersi in gioco e stare allo scherzo tra servizi improbabili, come un viaggio in Transilvania in visita nel castello del Conte Dracula e la presenza semi-fissa del principe Emanuele Filiberto.
Nella prima serie c’è stato anche l’economista Everardo Della Noce - grande tifoso della Spal - per il Milan. In risposta a Idris seguiva le partite la Mamma di Paolo Brosio e in seguito poi Teo Teocoli. Tra gli altri personaggi si distinsero Peter Van Wood, che aveva il compito di fare i pronostici sulla partita di cartello ma portando spesso sfortuna a quella che dava per favorita, e i radiocronisti di “Tutto il calcio minuto per minuto”, che intervenivano nei goal e nei momenti salienti delle partite.
“Quelli che…” ben presto diventò un cult domenicale, tanto da mettere in difficoltà i contenitori classici Buona Domenica e Domenica In.

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TvBlogger per l'estate 2007 /36

pubblicato da Lord Lucas in: Varietà Rai 1 Amarcord TvBlogger per l'estate RAI

Anche Zen, uno dei nostri lettori più presenti ed esigenti, si getta nella mischia dei Tvblogger per l’estate. Con una disamina molto ironica, a tratti caustica, di una delle ricette più sempreverdi della tv: il Supervarietà!

Supervarietà e la storia della televisione
di Zen

gianni morandi monologo mutandeNessuno dei miei bravi predecessori ha pensato di scrivere sul programma estivo riempitivo per eccellenza di Raiuno. Il qui presente Zen, nelle insolite vesti di farmacista, ne tratterà come fosse una medicina.
Questo è il foglietto di istruzioni di Supervarietà. Qui di sotto sono elencati i componenti.
Per chi non lo sapesse, uno dei vostri medici curanti è il dottor Paolo De Andreis. Avete presente quel signore che siede vicino al primario, il dottor Del Noce, in prima fila a tutti gli show di Raiuno?
Ecco, il dottor De Andreis è proprio lui, il suo fido luogotenente. Possiamo dire quindi che Supervarietà riflette l’idea di televisione di un luminare della scienza catodica del Duemila.
La composizione del farmaco Supervarietà (che lenisce le piaghe da decubito del palinsesto di Raiuno) è la seguente. Non mancano mai spezzoni delle grandissime trasmissioni degli anni ‘60 e ‘70.
Canzonissima, Studio uno, Teatro 10, eccetera. Scelta incontestabile, per non dire sacrosanta. Certo, allora c’era il canale unico e intere settimane di prova per un’unica ora di trasmissione.
Ma anche una professionalità rarissima, quasi da farmacista.
A seguire, alcuni degli artisti prediletti dai dottori. Pezzi storici di Carlo Verdone, Gigi Proietti, del Trio. Scelte soggettive, ma tutti comici degni di restare nel grande firmamento.
Come è noto, una risata è la migliore medicina. Per non correre rischi, niente satira. Il paziente potrebbe sentirsi male dal troppo ridere! Non sia mai che appaia un Guzzanti corrosivo, o la banda-Dandini. Costoro sono relegati al farmaco generico La Superstoria (che non a caso va in onda su TeleKabul… scusate, su Raitre).
I dottori di solito amano anche aggiungere canti e balli per rendere la degenza più vivace. E i cantanti e i balletti? Da dove sono presi?

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TvBlogger per l'estate 2007 /35

pubblicato da Malaparte in: TvBlogger per l'estate

“Friends” docet: “How I met your mother”
di Paolo

Qualche mese fa, Paolo si è laureato con l’aiuto dei lettori di TvBlog, immagino che ve lo ricorderete. Oggi, come già qualche giorno fa, partecipa al nostro TvBlogger per l’estate - a proposito, grazie a tutti coloro che ci inviano i loro post, davvero! - con un pezzo a proposito di How I met your mother.

How I met Your Mother, il cast Dopo Friends , sembrava che la sit-com americana avesse intrapreso un’altra strada, e che un’altra sit-com di tale fattura sarebbe stata difficile da realizzare.

A quanto pare, però, Craig Thomas e Carter Bays stanno riuscendo nell’intento di ricreare la stessa atmosfera con la quale i sei amici di New York ci hanno fatto ridere davanti allo schermo per dieci anni, attraverso la ben riuscita sit-com How I met your mother, che Italia1 dovrebbe trasmettere da settembre alle 19.

La serie, in onda sul canale Cbs, è partita nel 2005 ed ha già ricevuto due Emmy nonchè molte nomination. Inoltre, la buona critica e il discreto successo di pubblico ha permesso agli autori di lavorare su una terza serie..

La struttura della sit-com è principalmente costituita da flashback, dal momento che il presente della narrazione è il 2030, anno in cui il protagonista Ted (Josh Radnor) inizia a raccontare ai propri figli la storia di come ha conosciuto loro madre.

Parte quindi venticinque anni prima, nel 2005, la storia di Ted, giovane newyorchese agli inizi della sua carriera da architetto che, appena saputo dai due amici coi quali convive, il futuro avvocato Marshall (Jason Segel) e la maestra d’asilo Lily (Alyson Hannigan, l’indimenticabile Willow di “Buffy”) del loro fidanzamento e del loro futuro matrimonio, entra in crisi, e decide di cercare la donna ideale, colei che gli farà dire il fatidico “Lo voglio”.

Ma già dalla prima puntata si capisce che non sarà un’impresa facile, e ogni donna che Ted incontrerà e con cui sembrerà esserci del feeling, potrebbe essere la madre dei suoi figli del 2030.

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TvBlogger per l'estate 2007 /34

pubblicato da Lord Lucas in: TG / Informazione La7 TvBlogger per l'estate

Mentre Tvblogger per l’estate è agli ultimi fuochi (vi invitiamo, pertanto, a inviarci i vostri articoli prima che la rubrica giunga al termine con la bella stagione), diamo spazio alla recensione di un un programma passato ingiustamente inosservato. Trattasi di Omnibus, una delle migliori finestre d’informazione e approfondimento degli ultimi anni che dà il buongiorno televisivo ai telespettatori di La7. Dopo una settimana di stop ferragostano, la versione estiva riprende la consueta programmazione da lunedì 20 agosto.

Omnibus, la corazzata di La7
di Stesc86

omnibus estate costamagna

C’è un programma che La7 è riuscita a creare, far crescere e rafforzare nel tempo: Omnibus.
Omnibus andò in onda per la prima volta nel marzo 2002 e occupava quasi tutto il palinsesto giornaliero (tra i conduttori c’era pure Flavia Cercato). Col tempo si è ridotto, fino ad arrivare nel gennaio 2003 all’ormai classico appuntamento mattutino, che va dalle 7.00 alle 9.20. Punto fisso della trasmissione è il tema del giorno, che parte alle 7.50 circa.
Per chi non volesse seguire Tg1 o il Tg5 e ripudiasse i video ripetitivi di Wake Up su MTV, ogni giorno politici e giornalisti dibattono su temi di attualità e politica coordinati da bravi moderatori (nel tempo: Antonello Piroso, Rula Jebreal, Andrea Molino, Gaia Tortora, Luca Telese).
Ma Omnibus non è solo dibattito politico; ci sono anche rassegna stampa e interviste (curate da Andrea Pancani, volto storico di La 7 e TMC), oroscopo e meteo etc..
Appuntamento (almeno per me, ma spero per molti) imperdibile è quello delle 7.30 del “traffico” con Enrico Vaime che, quando non scrive con Maurizio Costanzo i musical dei ragazzi di Amici, riesce a dare forma a piccoli racconti di vita quotidiana e a commentare tragicomicamente le notizie e le bizzarrie del mondo.
Il traffico è solo un pretesto per parlare del quotidiano e se ne parla solo negli ultimi 30 secondi del suo spazio. Nel weekend, tra l’altro, è lo stesso Vaime a curare il tema del giorno, moderando dibattiti spesso più soft rispetto a quelli della settimana.
Come ha detto Aldo Grasso in un suo “a fil di rete” di qualche settimana fa, l’estate mette alla prova le emittenti tv, che testano volti nuovi per storiche trasmissioni. Succede così per Uno Mattina (dove Veronica Maya e Duilio Gianmaria sono molto meglio di Eleonora Daniele e Luca Giurato), per Otto e Mezzo e anche per Omnibus, che da qualche anno diventa Omnibus Estate. Quest’anno è condotto da Paola Cambiaghi e dal giornalista Aldo Torchiaro (per la rassegna stampa) e da Luisella Costamagna (per il Tema del Giorno) ed è ricco di nuove rubriche come Omnibus Arte.

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TvBlogger per l'estate 2007 /33

pubblicato da Lord Lucas in: Telefilm e Serie Tv Stranieri TvBlogger per l'estate

Sulla scia del grande successo riscosso su Tvblog dai legal drama di David E. Kelly, rispolveriamo dall’archivio estivo delle vostre segnalazioni un articolo inviatoci da Igor, che rimpiange ancora i tempi di Ally McBeal e ricostruisce le sue impressioni più significative ai tempi della visione. Personalmente, spezzo una lancia a favore della passione di questo ragazzo che, fregandosene delle logiche dell’auditel, si fa guidare esclusivamente da un interesse genuino.

Ally McBeal al pomeriggio… che bei tempi!
di Igor

ally mcbeal castIn fondo amo la Tv d’estate. Perchè si fanno sempre delle scoperte, a volte belle. Io qualche anno fa ho scoperto il genere TELEFILM, che finalmente questa stagione televisiva ha rivalutato.
Questa scoperta per me aveva un nome: Ally McBeal, un serial che Canale5 programmò per tutta l’estate del 2001, nella fascia oraria pomeridiana… sì, proprio quella di solito ricoperta da Uomini e Donne della De Filippi.
Quell’anno, che mi vide costretto a passare luglio e agosto in città, ero un po’ annoiato ma quel telefilm mi stupì e appassionò cosi tanto che quasi non rimpiangevo più le vacanze perdute.
Furono trasmesse la seconda e parte della terza stagione di Ally McBeal, le più fortunate. Considero questo telefilm uno dei capostipiti di prodotti che oggi hanno grande successo come Desperate Housewives e Grey’s Anatomy.
Perché nella serie tv in questione una delle basi era la coralità della narrazione e dei personaggi, al di là del titolo. Ally era si la protagonista ma attorno a lei ruotavano soggetti davvero singolari, per non dire esilaranti, personaggi in cui era impossibile non identificarsi.
In quel pazzo studio di avvocati come non ricordare John Cage, alias “Biscottino”, con i suoi tic e le sue nevrosi: quando si sentiva scoraggiato immaginava di essere il grande Barry White, tanto da canticchiare le sue canzoncine e imitare i suoi movimenti… con questa sua “fissazione” aveva coinvolto anche i suoi colleghi: indimenticabile quella scena in cui tutti loro ballano davanti allo specchio della toilette dello studio, così, per rilassarsi dal lavoro.

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Tvblogger per l'estate 2007 /32

pubblicato da Lord Lucas in: Telefilm e Serie Tv Stranieri Rete 4 TvBlogger per l'estate

Prosegue l’appuntamento più fresco dell’estate di Tvblog con un confronto molto interessante. Un nostro fedele lettore, infatti, ha rilevato dei singolari punti di contatto tra un telefilm in onda in prima tv, Boston Legal, e un serial di qualche anno fa entrato nell’Olimpo della serialità cult, Ally McBeal.

Boston Legal & Ally McBeal… separati alla nascita?
di Nonsonodante

Ho aspettato a scrivere questo post per poter valutare meglio il nuovo telefilm che Retequattro trasmette il sabato sera in seconda serata, Boston Legal. Ho voluto seguirla prima di giungere a conclusioni affrettate, ma devo dire che, più la guardo, più ci trovo elementi in comune con Ally McBeal. Ma andiamo con ordine.
La cosa che salta più all’occhio è, ovviamente, l’ambientazione: tutte e due le serie hanno come sede uno studio legale (entrambi a Boston) e, di conseguenza, chi ci lavora (fidanzati, coniugi e vari familiari annessi). Se in Ally Mcbeal, però, la particolarità stava nel bagno unisex, dove avvocati di entrambi i sessi si lasciavano andare a confidenze e svelavano colpi di scena tragicomici, nella nuova serie c’è una terrazza, dalla quale assistiamo a litigi, confessioni e, anche qui, colpi di scena.
Usciti dal lavoro, entrambi i gruppi si ritrovano in locali eleganti e alla moda, mai chiassosi, ma sempre accompagnati da colonne sonore che rendono il clima dello stesso sulla identica linea degli studi legali prestigiosissimi in cui i protagonisti passano le giornate.
Se poi si fa una ricerca su entrambi i prodotti, si viene a scoprire che sono stati creati dallo stesso autore, David E. Kelly, il quale ha anche creato The Practice, altro legal-drama, il che ci fa presumere che abbia preso una specializzazione in “telefilm a carattere giudiziario”. Ma questa è un’altra storia.

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TvBlogger per l'estate 2007 /31

pubblicato da Gabriele Capasso in: Varie Telefilm e Serie Tv South Park TvBlogger per l'estate

Per il nostro TvBlogger per l’estate odierno vi propongo un post di Privi che analizza lo schema tipico delle sit-com e ne segnala un paio secondo la sua opinione particolarmente riuscite. Pur non condividendo del tutto le sue opinioni, in particolare quella su South Park, pubblico con piacere il suo pezzo: fra i migliori giunti al nostro indirizzo di posta, come qualità della scrittura e non solo.

Fuga dagli schemi: esempi di sit-com che funzionano
di Privi

Cosa accomuna un sonetto, un romanzo noir, una sinfonia, una pala d’altare e un western?

Il fatto che sono tutte espressioni culturali sottoposte (o sottomesse, se preferite) a un determinato genere. E che cos’è un genere? In senso lato, potremmo definirlo una sorta di prigione creativa autoimposta, in modo da poter ordinare meglio un flusso di idee.

Tra tutte le prigioni di questo tipo, non ne esiste una più rigorosa della sitcom. Venti, massimo trenta minuti di narrazione lineare con personaggi stereotipati che agiscono sempre negli stessi tre o quattro ambienti. E se nella vita dei protagonisti avviene qualche cambiamento degno di nota, non dobbiamo preoccuparci: a fine puntata probabilmente tutto tornerà come era prima.

Insomma, le storie sono praticamente già scritte. Il problema sorge quando, tra le altre cose, bisogna far divertire il pubblico, evitando di cadere nella trappola dei personaggi troppo stereotipati o delle situazioni forzate. E dunque si ricorre ad una scrittura brillante, a memorabili gag ricorrenti, alla special guest star della settimana, alla famigerata laugh track.

Eppure di tanto in tanto nascono serie TV che, piegando questi schemi a proprio vantaggio, riescono a trasformare in cavalli di battaglia quelli che potrebbero essere dei potenziali punti deboli. Eccone alcune che ci sono riuscite al meglio.

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TvBlogger per l'estate 2007/30

pubblicato da Michele Biondi in: Varietà Personaggi Uomini Canale 5 Paolo Bonolis TvBlogger per l'estate Fattore C

Pubblico oggi un interessante articolo scritto dal nostro affezionatissimo lettore e tvblogger Expedit su Paolo Bonolis. Una critica all’ultimo Bonolis e alla sua decisione di riproporre un varietà d’annata come Ciao Darwin. In calce all’articolo, tramite un sondaggio, potete esprimere il vostro parere.

Darwin e l’evoluzione di…..Paolo Bonolis
di Expedit-Boris
Paolo Bonolis, Luca LaurentiSe vi dico “Scavicchi, ma non apra” chi vi torna in mente? E se vi dicessi “qualora lo vogliate, ritorniamo dopo la pubblicità”? E se vi parlassi di “minimo sindacale” e “checché se ne dica”?
Spero per la vostra memoria che abbiate capito che parlo di Paolo Bonolis.

Bonolis, che rappresenta uno dei presentatori della nuova generazione che più, almeno finora, sembra essere in possesso di una personalità, di uno stile proprio, di una inconfondibile conduzione. Può vantare, così come il noto settimanale enigmistico, innumerevoli “tentativi di imitazione”.

Nonostante non abbia il piacere di conoscere personalmente Bonolis, mi sembra di rinvenire, basandomi magari sulle sue stesse recenti dichiarazioni, uno stato d’animo irrequieto. Sembra quasi che non riesca a divincolarsi da un passato che tanta gloria gli ha dato, sia in casa Rai che in quella Mediaset. Come se non riuscisse a scrollarsi di dosso un Bonolis oramai passato. Come se non fosse più in grado di fare un passo avanti. Come se, debole, cercasse certezze in un recente passato che protagonista lo ha visto, o tra pacchi e regioni, o tra stravaganti categorie da opporre.

In verità, se si trattasse di un personaggio qualsiasi, nulla di male, ma parlando di Bonolis, tale atteggiamento appare a me come qualcosa su cui riflettere.
Un personaggio istrionico, capace di passare in men che non si dica dal serio al faceto. Malleabile come nessuno, adatta la sua conduzione a riflessivi talk-show, od a spiritosi quiz,con grande dimestichezza. Non credo che la mia teoria dell’irrequietezza sia del tutto campata in aria e strampalata. Alcune sue recenti dichiarazioni sembrano quasi voler confermare il fatto che Bonolis non sia del tutto tranquillo. Parlo di “tranquillità professionale”. Una tranquillità che traspare dal video, inevitabilmente. Spesso ha lanciato frecciate ad un passato che oramai proprio più non gli appartiene. Basti pensare alla recente critica verso gli sfori dei rispettivi access delle due ammiraglie.

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Tvblogger per l'estate 2007/29

pubblicato da Debora Marighetti in: TvBlogger per l'estate

Della serie, altro scritto di Tvblogger per l’estate che avremmo dovuto pubblicare qualche settimana fa, stavolta in occasione del Giffoni Film Festival. Paolino ci parla di Lucignolo e della speranza in un servizio “serioso” proprio in occasione dell’evento. Speranza vana? Leggete…

Seconda chance a Lucignolo?
di Paolino

LucignoloParlare male di Lucignolo, ormai, è diventato uno sport nazionale. Ma io, ieri pomeriggio, ho voluto dargli una seconda chance. Perchè, infine, l’idea alla base del programma è di quelle forti: raccontare il mondo dei giovani attraverso un linguaggio giovane, stupire i “grandi”, perchè no, fare qualche scoop e presentare alla platea televisiva uno spaccato della società, se non totalmente realistico, per lo meno rappresentativo.
Nelle seconde serate e nella prima serata estiva, quest’idea però è totalmente andata a “ramengo”: donne nude, droga, ancora donne nude, il fenomeno del momento, gossip, donne nude, l’ennesimo servizio su Moana Pozzi, donne nude, e scoop di cui faremmo volentieri a meno. Peccato.
Quando, però, qualche giorno fa, leggo che il settimanale di “Studio Aperto” avrebbe dedicato uno speciale al Giffoni Film Festival, le speranze che non tutto sia perduto tornano a farsi sentire.
“Un Festival per giovani, un programma per giovani…Vuoi vedere che questa volta il deejay di Italia1 mette da parte le Nine e i Fabrizi vari e ci racconta qualche divertente ed interessante dietro le quinte su attori, film, e giurie coinvolte nella rassegna?”.

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