
Enrico Mentana annuncia attraverso la sua pagina Facebook la “linea” che il suo telegiornale adotterà da questa sera sul naufragio della Costa Concordia:
Sul caso della nave da crociera è arrivato davvero il momento di scalare molte marce: l’informazione gira su se stessa e invece di aggiungere nuovi elementi cerca solo spunti per “tenere alta” la storia sulle prime pagine. Anche questa presunta svolta sulla donna misteriosa a bordo sembra proprio una “prova tecnica” per passare dalle tragedia al reality infinito, come Cogne e Avetrana. Quindi è il caso di dare, da stasera, il buon esempio.
La decisione è quella di smetterla di cavalcare un caso che, giunto a questo punto, sta cominciando ad occupare ossessivamente tutti gli spazi informativi da Internet alla tv con una lista infinita di trasmissioni televisive che si continuano a “buttare” sulla notizia anche quando alla notizia c’è ormai poco da aggiungere. Matrix, Porta a Porta, Chi l’ha visto? e tutti i telegiornali in attesa che arrivi anche Quarto Grado a metterci il carico. Sul Tg La7, se non ci saranno nuovi particolari, la Costa Concordia tornerà ad essere una notizia da tenere in secondo piano, un’ottima occasione per Mentana per “distinguersi” (anche un po’ ruffiana a voler essere maligni), ma è proprio il caso di dirlo Vivaddio.

Aggiornamento: La messa in onda slitta di una settimana, la prima puntata di The Show Must Go Off andrà in onda sabato prossimo, 21 gennaio 2012.
Come non detto. La partenza di The Show Must Go Off, il programma di Serena Dandini appena sbarcata su La 7 è stato rinviato. La rete diretta da Paolo Ruffini ha scelto di mandare in onda in prima serata uno speciale dedicato al naufragio della Costa Concordia, la nave da crociera che ha urtato la scogliera nei pressi dell’Isola del Giglio e si è rovesciata costringendo all’evacuazione i suoi oltre 4000 passeggeri. Tre sono i morti nel disastro, si teme ancora per il destino dei dispersi.
La 7, ancora una volta, sceglie di dare spazio all’attualità a scapito dell’intrattenimento, la dimostrazione di come la rete sia sensibile alle sollecitazioni della sua testata d’informazione diretta da Enrico Mentana. La notizia arriva da Facebook, sia Diego Bianchi (alias Zoro) sia la pagina ufficiale di The Show Must Go Off hanno annunciato il cambio nel palinsesto. Rimane da capire quando andrà in onda questa prima puntata, erano previste le ospitate di Tiziano Ferro e Andrea Camilleri.

Enrico Vaime ed il giallo del libro “A sinistra della foto” uscito da Aliberti editore e che ora lo stesso Vaime ha chiesto, attraverso il suo avvocato di ritirare perché ne sono stati alterati «la lettera, lo spirito e la stessa stesura» ed i cui contorni vi terremo aggiornati nelle prossime ore, con testimonianze dei diretti interessati. Ma cosa ci sarebbe scritto in questo libro? Si parlerebbe del direttore del Tg La7 Enrico Mentana , della Rai di oggi e de La7, aziende per le quali lo stesso Vaime, fra i più prolifici e prestigiosi autori della televisione italiana, attualmente lavora.
Del direttore del TgLa7, Vaime direbbe: “E’ un cialtrone, è ignorante. Non ha studiato, non c’è un … da fare. Bisogna studiare!” Poi però c’è un giudizio, stavolta positivo sulla confezione del Tg La7 : “Lui fa molto bene il telegiornale, ma solo quello, perché il telegiornale è fatto molto bene, è impaginato bene, buon artigianato. Così si fa il telegiornale. Quando lui esce dal contesto del telegiornale fa dei danni”
Vaime però, come detto, non si fermerebbe a Mentana e ce n’è anche per la Rai, con la quale pure collabora nel programma del sabato notte di Rai1 “Di che talento sei” condotto da Maurizio Costanzo : “In Rai l’unico bravo era Ruffini, per il resto il novanta per cento sono delle teste di…”
E a proposito del duopolio Rai-Mediaset che avrebbe sacrificato quanto di buono c’era nell’azienda pubblica, Vaime ha le idee chiare : “La Rai era già orientata al sacrificio estremo, pullulava di imbecilli, poi è arrivata la politica che l’ha massacrata. La politica prima ha ammazzato la Rai come azienda, le ha tolto l’orgoglio di fare bene le cose, ha messo lì dei politicanti e ha cominciato a magnà. Poi il fatto che è arrivato Berlusconi ha influito poco, poteva arrivare chiunque e le cose sarebbero andate così ugualmente. Se devo essere sincero Berlusconi, contrariamente a quello che può pensare la gente, non ha fatto qualcosa contro la Rai”
Sempre dalle pagine del libro “A sinistra della foto” , c’è ancora tempo per una previsione su quello che sarà de La7, l’emittente per cui Vaime collabora: “La7 è la Rai non ancora invasa, però sta per essere invasa anche lei. Basta aspettare qualche mese e diventa una piccola Rai”
Enrico Mentana non se ne va, è ufficiale. E’ Facebook, ancora una volta, ad accogliere un annuncio così importante del direttore del TgLa7, che in queste ultime ore è stato al centro di una vicenda davvero complessa e fumosa. Prima le proteste per la mancata lettura di un comunicato della Federazione della stampa, poi la presunta denuncia da parte del suo comitato di redazione per comportamento antisindacale, che ha creato i presupposti per la sua dimissione.
Nel chiarire la questione, in apertura del Tg di ieri delle 20, Mentana aveva lasciato aperto uno spiraglio: se la denuncia della redazione fosse stata confermata, lui non avrebbe mai accettato di lavorare con un gruppo con il quale non può più esserci un rapporto sereno e umano; al contrario, se le voci sulla denuncia fossero risultate infondate, lui non avrebbe avuto problemi a ritirare le dimissioni. Insomma, prima di prendere una decisione definitiva, voleva capire come fossero andare realmente le cose.
Dopo le parole pronunciate stamattina al telefono con Maurizio Belpietro, dove si diceva possibilista sul ritiro delle dimissioni, ora abbiamo la conferma definitiva:
Ieri sera alle 22.50 le agenzie hanno diffuso un comunicato con cui l’assemblea dei giornalisti del tgla7 fa sapere di essere “categoricamente contraria alla denuncia nei confronti del direttore Enrico Mentana, annunciata dall’Associazione Stampa Romana, che reputa sbagliata e che non deve essere inoltrata”. Una dissociazione così chiara fa giustizia di ogni ostilità, ed è un segno di considerazione e di affetto che sarebbe folle non raccogliere. Mi sembra doveroso quindi ritirare le dimissioni. Fioccheranno le dietrologie, ma chi se ne frega: anche la maggior parte di voi mi ha consigliato di non lasciare incompiuto il lavoro a la7. Avanti, quindi, senza più ombre.
Come si dice in questi casi: tutto è bene quel che finisce bene.

Enrico Mentana è appena intervenuto in diretta alla Telefonata di Belpietro dopo la notizia di ieri delle dimissioni dal Tg La7. Mentana ha ribadito il motivo delle dimissioni, ossia l’impossibilità di lavorare con chi lo aveva appena denunciato alla Magistratura per ‘comportamento antisindacale’. Dopo il chiarimento della notte però sembrerebbe che tutto stia rientrando come ha dichiarato lui stesso poco fa:
“Dopo un lungo e faticoso parto, è stato emesso un documento in cui la rappresentanza dei miei giornalisti riunita in assemblea ha sconfessato l’operato del sindacato territoriale, cioè l’Associazione della Stampa Romana, dicendo che era un’iniziativa sbagliata e chiedendo di ritirarlo”.
Alla domanda di Belpietro se le dimissioni a questo punto rientrano, il direttore è stato possibilista:
“Voglio guardare in faccia i miei giornalisti e se c’è un patto di fiducia rientrano. Nessuno vuole fare il Don Chisciotte o lo spaccamontagne sulla pelle degli altri. Abbiamo fatto un progetto, lo abbiamo portato avanti e se ci sono le condizioni si andrà avanti. Non mi piace distruggere per il gusto di andare sulle prime pagine”.
Se qualcuno ha pensato ad un Mentana che abbia fatto tutto questo per farsi pubblicità e per risolvere problemi interni, si sbaglia - non credo di aver bisogno di pubblicità, mi pare che le cose vadano abbastanza bene - ricordando che non si sarebbe mai sognato di fare questa azione se non fosse arrivata una denuncia dell’Ass. Stampa Romana d’intesa con il Cdr del Tg La7.
Interessante la motivazione per cui il direttore non ha letto quel famoso comunicato da cui è scaturita la denuncia e di seguito le sue dimissioni:
“Non l’ho letto perchè non faccio il passacarte ma il direttore. […] La7 è di proprietà di Telecom Italia e non ho mai dato in questo anno e mezzo un comunicato del proprietario. Perchè dovevo dare un comunicato non importante della Federazione della Stampa, cioè del sindacato dei giornalisti. E’ più importante il sindacato del mio editore?”

Sono destinate a rientrare, le dimissioni di Enrico Mentana dal TgLa7. Con buona pace di quelli che «ha ragione lui, tenga il punto» (Maurizio Belpietro) e anche di tutti coloro - noi inclusi - che avevano letto, nella curiosa concomitanza di eventi (avvicendamento al Tg1, dimissioni dal TgLa7) la possibilità che ci fosse qualcosa più di una coincidenza.
In serata, tuttavia, dopo un’edizione del TgLa7 delle 20 in cui Mentana ha, fatalmente, parlato di sé, l’incidente è stato definitivamente archiviato. Il direttore del TgLa7 ha infatti dichiarato all’Ansa:
«Le nubi si diradano, la notte porta consiglio. Ma penso che a questo punto la maggior parte delle ruggini sono state eliminate. Credo che un direttore debba sempre essere sensibile alle richieste che arrivano dalla sua redazione.»
Tarallucci e vino, dunque. Con quell’ombra della denuncia che però, a giudicare dai comunicati che si leggevano in giro, non proveniva affatto dal Cdr. Tutto nasce dal rifiuto di Mentana di leggere un comunicato della Federazione Nazionale della Stampa, che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici.
La questione è complessa e richiederebbe una lettura che andasse un po’ oltre il banale “ha fatto bene”, “ha fatto male”, “ha le palle”, “dovrebbero solo ringraziarlo”, “i comunicati dei sindacati si leggono” e via dicendo. Da un lato, è evidente che nessuno possa pretendere da un giornalista che legga o pubblichi un comunicato stampa, qualunque sia la sua natura; dall’altro le liturgie dei tg hanno sempre dato conto di questo tipo di solidarietà da parte delle associazioni di categoria; dall’altro ancora, le associazioni di categoria, a volte, hanno atteggiamenti simili a quelli dei potentati che vorrebbero combattere. In definitiva, dunque, bisognerebbe che a La7 si valutasse Mentana per quel che ha fatto e sta facendo: portare al successo la rete.
Nel farlo sta contravvenendo ad alcune regole da messa cantata. Ma i numeri gli stanno dando ragione. E non ci vuole un mago per prevedere che il battage di ieri avrà portato il TgLa7 a numeri record negli ascolti.

Enrico Mentana conferma le proprie dimissioni dal Tg La7, ma lascia aperto uno spiraglio. E smentisce le voci secondo cui il suo allontanamento dal Tg della rete di Telecom Italia sarebbe stranamente coinciso con il posto vacante di direttore del Tg1, dopo l’uscita di scena di Augusto Minzolini. Questo il succo del discorso dell’ (ex?) direttore del Tg La7 sia all’inizio che alla fine dell’edizione delle 20.
Mentana, consapevole che la notizia del giorno riguardasse lui, ha preferito non girare intorno al fatto e, presa la linea da “G’ Day” (che ha scherzato su Mentana e Minzolini, come vedete dalla gallery), ha iniziato spiegato la vicenda dalla sua prospettiva:
“Anche noi del Tg La7 siamo entrati nel gioco delle notizie, c’è stato un grave incidente che ci ha riguardato e mi ha riguardato personalmente. Lunedì c’è stato lo sciopero dei sindacati contro le misure della manovra governo Monti. In quella giornata, che il nostro telegiornale ha documentato in modo esaustivo, il sindacato dei giornalisti ha fatto un comunicato di solidarietà coi poligrafici, anche loro in agitazione. I sindacati dei giornalisi, l’associazione territoriale romana e il Cdr del Tg La7 hanno chiesto che il comunicato fosse letto in questo telegiornale.”

Le dimissioni di Enrico Mentana dalla direzione del TgLa7 sono il caso del giorno. Un caso le cui ragioni più profonde si chiariranno soltanto nei prossimi giorni. Intanto, però, le azioni di Telecom Italia Media hanno subìto un tracollo verticale, prima di risalire di botto, proprio dopo l’annuncio delle dimissioni, con un picco di compravendite sul titolo proprio in quei minuti (come mostra il grafico da it.finance.yahoo.com).

C’è un problema, però, in tutto questo: se Mentana ha deciso di dimettersi per la notizia della denuncia da parte del cdr, Stefano Ferrante, membro proprio del Comitato di redazione del TgLa7 ha dichiarato ad Affariitaliani.it:
«Il cdr non ha denunciato Mentana alla magistratura ordinaria, questo deve essere chiaro».
E poi ha spiegato:
La Fnsi ha mandato un comunicato chiedendo di pubblicarlo, e il cdr ha fatto solo da tramite con il direttore, che non ha ritenuto di leggere il comunicato durante il Tg. Ma da noi non è partita nessuna denuncia.
E allora, se la denuncia non c’è stata, non è che le dimissioni di Mentana verranno ritirate o che sarà davvero una mossa per puntare al Tg1?
In questo secondo caso, va ricordato, per dovere di cronaca, che nell’edizione di ieri sera del suo Tg, Mentana, commentando la notizia della ricerca del successore di Minzolini, aveva detto: «Noi comunque restiamo qui».

La notizia shock è di pochi minuti fa. Enrico Mentana si è dimesso da direttore del Tg La 7. All’origine della clamorosa ed improvvisa decisione i contrasti con il comitato di redazione che lamenta la mancata lettura di un comunicato sindacale di solidarietà allo sciopero dei poligrafici. Il direttore, ormai ex, ha risposto a muso duro alle prime critiche spiegando che non si sarebbe piegato a questi diktat perché si tratta di “rituali che non hanno senso” e che tolgono tempo prezioso alle notizie..
La reazione del Cdr è stata quella di annunciare una denuncia, formalmente ineccepibile, per comportamento antisindacale, ma certo non si aspettavano che Mentana rispondesse rassegnando le dimissioni dall’incarico. Negli ultimi minuti si diffondono voci di “panico” in redazione con il possibile immediato ritiro della denuncia (in realtà non ancora presentata) per far desistere Mentana dalle sue intenzioni.
D’altra parte il Tg La 7 (giornalisticamente un buon prodotto, sia chiaro, anche prima dell’avvento di Mentana) era e resta un telegiornale marginale, con ascolti ridicoli al netto della presenza dell’ex direttore del Tg5 che fa la differenza e induce una buona fetta di pubblico a sintonizzarsi su La 7 esclusivamente per ascoltarlo dare le notizie. Il ritorno nell’anonimato dell’intera testata per un semplice comunicato non letto in diretta sembra follia. A questo punto sorgono interrogativi sulle dimissioni.
Continua a leggere: Le dimissioni di Mentana: una mossa per andare al Tg1?

Enrico Mentana non è più il direttore del Tg La 7. Il giornalista in contrasto con il Cdr per la questione della mancata lettura del comunicato sindacale diffuso dalla Federazione della Stampa per esprimere solidarietà allo sciopero dei poligrafici che ha bloccato le rotative dei principali quotidiani. Ieri Mentana aveva detto “non leggo comunicati, do le notizie” parlando di “rituali” ai quali non intendeva attenersi.
Il comitato di redazione del Tg La 7 ha annunciato di voler denunciare il suo direttore per questa decisione e Mentana ha preso atto decidendo di dimettersi:
Ieri pomeriggio ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria dal mio cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7.
Un colpo di scena clamoroso, seguiranno aggiornamenti.